La Casa: Sam Raimi, Bruce Campbell e il primo Evil Dead

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La Casa

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«Inghiotti questo!».

Aprite quella porta!

Non è la prima volta che lo dico: all’Horror mi sono avvicinato tardi nella vita e, dunque, molti film li ho recuperati da adulto. È avvenuto anche con La Casa, pellicola d’esordio di Sam Raimi e cult anni ’80. La sua storia inizia molto tempo prima dell’uscita, avvenuta nel 1981, e affonda le radici in una macchina da presa, che il padre compra e gli mette in mano. Il giovane Sam Raimi inizia a girare alcuni cortometraggi in Super 8 e non passa molto tempo che coinvolga nella sua passione l’amico Bruce Campbell. Nel 1978, i due, insieme all’altro amico Robert Tapert, filmano un cortometraggio assolutamente amatoriale: Within the Woods. Sarà questa piccola opera a gettare le basi per La Casa (The Evil Dead, in originale) e non stiamo parlando solo di quelle artistiche. Infatti, il corto servirà molto per la ricerca di fondi di produzione e, alla fine, Sam Raimi e Tapert riusciranno a raccogliere un piccolo ma prezioso budget di 350 mila dollari. Possono sembrare pochi, ma Within the Woods ne era costato appena poco più di 1.000. All’epoca dell’inizio delle riprese, Sam Raimi ha 21 anni. È giovane, ma con una grande voglia di divertirsi. Ci mette 1 anno e mezzo a realizzare la sua visione, girando solo i fine settimana e improvvisando parecchio sul set, soprattutto per quanto riguardava gli effetti speciali. Ne esce un piccolo capolavoro di genere, nel quale la presenza demoniaca fa costantemente sentire il suo influsso. La Casa è, in realtà, un piccolo chalet di montagna, nel quale trovano rifugio cinque amici. Nella cantina, i ragazzi trovano un nastro e, quando lo ascoltano, iniziano tutti i guai. Vi sono incise, infatti, alcune formule tratte da un antico trattato di demonologia e queste sono capaci di risvegliare morti e i demoni. Il resto del film vedrà i ragazzi impegnati in una lotta per la propria salvezza contro alberi assassini e presenza maligne. La Casa diventa un cult praticamente da subito, tanto che pochi anni dopo Sam Raimi decide di girarne un sequel.

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La Casa 2 ha come protagonista nuovamente Bruce Campbell, ma stavolta sono solo lui e la sua ragazza a raggiungere lo chalet e a scontrarsi con il demone, tornato libero. Non è proprio un sequel, ma può essere interpretato come un remake del primo episodio. Sebbene ci siano alcune scene che suggeriscano un collegamento tra le due opere, soprattutto nell’indimenticabile sequenza con la motosega, La Casa 2 restituisce molto l’idea di una versione riveduta e corretta del film originale. È poi in questo secondo capitolo che si definisce meglio la figura del personaggio interpretato da Bruce Campbell, consegnando l’attore al mito. Ash è un eroe atipico: combatte con tutte le forze, ma le prende di santa ragione, fino al momento in cui decide di reagire con durezza a tutto quanto gli stia capitando. La Casa 2, inoltre, pur essendo un horror non disdegna d’inserire alcuni elementi comici e da commedia noir e Ash assurge a ruolo di personaggio cult, anche grazie a essi. Pure La Casa 2 ha un discreto successo e nel 1992 arriva il terzo episodio della saga.

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L’Armata delle Tenebre ha ancora Bruce Campbell, ormai eroe di genere, come protagonista e si distingue per una virata al comico demenziale ancora più marcata rispetto agli altri due film. L’intera trilogia, vista in sequenza, mostra elementi diversi ma facilmente riconducibili all’inventiva di Sam Raimi. I suoi marchi di fabbrica sono sempre ben distinguibili e credo di non andare molto lontano dal vero dicendo che ogni pellicola è uno step in più del regista nel consolidamento della sua visione artistica. Se l’originale della serie era sostanzialmente uno splatter amatoriale, girato con maestria artigianale, i suoi sequel sono ormai produzioni decisamente di livello e preferiscono puntare su altri elementi. In nessuno dei tre mancano litri e litri di sangue ma, a partire dal secondo, l’elemento splatter è talmente esagerato e volutamente finto da strapparti un sorriso, più che da suscitare ribrezzo. E forse è questo il segreto del successo: non prendersi molto sul serio.

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Ricordiamolo: all’inizio di tutto Sam Raimi e Bruce Campbell erano poco più che ragazzini e Tapert era il compagno di stanza del regista, all’università. Misero un impegno smisurato nella lavorazione del film, ma mai dimenticarono che tutto quanto stessero facendo li divertiva e molto. Questo stesso spirito è ancora possibile trovarlo non nel remake del 2013, ma nella serie TV Ash vs Evil Dead, che ha fatto il botto vero, poiché già dopo pochi giorni della messa in onda del primo episodio era confermata la seconda stagione, alla quale s’è presto aggiunta una terza. Ash è ancora il protagonista assoluto e la serie è scritta dallo stesso Sam Raimi, il quale ha anche firmato la regia del primo episodio. E si vede subito che si divertono ancora un mondo nel fare il loro lavoro.

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