Last action director

John McTiernan

«In un thriller la macchina da presa ha, o può avere, un ruolo attivo».

John McTiernan non è un regista prolifico come molti altri colleghi e non gira più un film dal 2003; inoltre, negli scorsi anni ha avuto diversi guai con la legge, che gli sono costati anche condanne a 4 mesi di reclusione. Eppure, la sua filmografia è tra le più conosciute ai più e parte in quel periodo d’oro a metà degli anni ’80, quando le pellicole duravano il giusto e, pur essendo più lente nei ritmi, in qualche modo riuscivano benissimo nel loro intento di puro intrattenimento. L’esordio è con Nomads (1986), un horror dai connotati molto particolari, che dovreste recuperare: il film che segnerà il suo primo grande successo, però, è appena dell’anno successivo.

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Nel 1987 arriva nelle sale il primo e indimenticabile Predator, pellicola che segna l’inizio della storia di una delle creature più iconografiche del cinema. Girato nella giungla affrontando tutti i problemi comportati dall’interpretare scene d’azione cercando d’evitare arbusti e radici in ogni dove, il primo capitolo della lotta dell’uomo contro il cacciatore alieno mostra una creatura brutale e spietata. Arnold Schwarzenegger ne sa qualcosa…

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È molto lontana, dunque, dalle versioni successive, che la vestiranno di una sorta di senso dell’onore e di romanticismo, destinati a contrapporla all’altro alieno famoso di quegli anni, lo xenomorfo di Alien. Il successo di Predator non rimarrà l’unico e già l’anno successivo arriva nei cinema il primo capitolo della serie di Die Hard, nel titolo italiano Trappola di Cristallo, con un Bruce Willis destinato a diventare un poliziotto simbolo non solo della serie, ma di un’epoca, senza dimenticare il meraviglioso villain elegante, impersonato dal compianto Alan RickmanJohn McTiernan dirigerà anche il terzo capitolo di Die Hard nel 1995 e riuscirà ancora una volta a far urlare di gioia i fan dell’agente McClane.

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Anche quando non si trova ad avere a che fare con una sceneggiatura prettamente action, comunque il suo genere di riferimento, John McTiernan dà prova di saper fare il suo mestiere: lo dimostrano pellicole come Caccia a Ottobre Rosso, con uno straordinario Sean Connery e Alec Baldwin, o Gioco a Due, nel quale duettano Pierce Brosnan e Rene Russo, in una storia che sembra un thriller, ma che appare molto più come una romantica partita a scacchi. Lo stesso regista pare ben conscio di quali siano i pensieri del pubblico sul cinema action e lo dimostra girando Last Action Hero, nel 1993.

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Divertente, dissacrante e volutamente sopra le righe, Last Action Hero fa l’occhiolino a tutte le pellicole del genere precedenti e che verranno dopo, senza aver paura di rompere la quarta parete e prendendoci anche fin troppo gusto. Incredibilmente sarà un flop al botteghino, ma si riscatterà con l’uscita in videocassetta. Un peccato, perché secondo noi è un must to see. Quando, invece, John McTiernan cerca di prendersi un po’ più sul serio, finisce per scontentare qualcuno. È il caso de Il 13° Guerriero: pellicola nata dal riadattamento del romanzo Mangiatori di Morte, vede un arabo, interpretato da Antonio Banderas, trasportato nelle terre dei vichinghi per fronteggiare le scorrerie dei terribili e brutali Wendol. Il romanzo originale è di Michael Crichton e lo scrittore, che col mondo del cinema aveva già avuto parecchio a che fare, non gradì molto i cambiamenti della storia operati da John McTiernan. Siamo d’accordo con quanto disse lo scrittore, tuttavia il film all’epoca ci piacque abbastanza da non bocciarlo completamente, nonostante oggi appaia forse un po’ troppo soft secondo gli standard attuali.

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Il flop vero della carriera di John McTiernan arriverà giusto qualche anno più tardi, nel 2002, con Rollerball, remake dell’originale del 1971, ma più concentrato sull’azione e sul brutale sport del futuro. Non riuscirà a convincere nessuno, né pubblica, né critica, e finirà giustamente nel dimenticatoio. La lavorazione del film fu piuttosto complicata perché, come si venne a scoprire nel 2006, il regista assunse un investigatore privato per mettere sotto controllo il telefono di Charles Roven, il produttore della pellicola. Lo stesso investigatore privato fu assunto anche, pare, per spiare il telefono di Donna Dubrow, la sua ex moglie con la quale stava negoziando i termini del divorzio. Per questa condotta discutibile, John McTiernan affronterà anche un periodo di detenzione di circa 1 anno, che gli costerà la bancarotta. Dopo l’uscita dal carcere rimane in ballo un progetto con Nicholas Cage, destinato però a naufragare. Per tornare a vedere un prodotto del regista bisognerà aspettare il 2017, anno nel quale è mostrato The Red Dot. Se non ne avete sentito parlare, è perché si tratta di un corto commissionato da Ubisoft per la presentazione del videogioco Ghost Recon Wildlands. Al di là delle sue vicende personali, John McTiernan merita un posto nel nostro Olimpo: seppur poche, le pellicole che portano la sua firma hanno segnato un’epoca degli action e alcune di esse sono perle imperdibili.

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