Tutto in una notte | Violet Evergarden | Il significato dell’amore

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«Continuerò a vivere»

Quali sentimenti, che tipo di emozioni e impulsi esprimono le parole «ti amo?». Cosa prova letteralmente la persona che le pronuncia? Che cosa vogliono dire concretamente? Qual è la loro essenza? C’è chi crede che l’amore sia il bisogno continuo di qualcuno, quella sensazione di sentirsi persi e incompleti se non si ha accanto la persona amata; altri accomunano l’amore alla passione, identificandolo col desiderio. Taluni sostengono che, dietro un vero amore, ci siano i sentimenti dell’amicizia, del rispetto e della stima reciproca. I più giovani lo legano alle emozioni romantiche del cuore che batte all’impazzata, delle farfalle nello stomaco, dei brividi sulla pelle. Un «ti amo» può sintetizzare e racchiudere diverse emozioni a seconda di chi lo pronuncia e dell’appartenenza culturale. In alcuni Paesi, soprattutto in America del Nord, «I love you» è espresso e rivolto indifferentemente alla madre, al figlio, all’amico e alla donna o all’uomo amati; spesso, sono ripetute molte volte nella vita e a più persone. In altre culture, come quelle orientali, «ti amo» dovrebbe essere detto solo e soltanto a un’unica persona in tutta la vita, legata a noi da quel filo rosso indissolubile e che ci appartiene da sempre, per destino. Scrittori, psicologi, analisti e scienziati d’ogni genere da tempo immemore cercano di dare una risposta che per molti è scontata, mentre per altri resterà un mistero per sempre. Certo è che le parole «ti amo» esprimono i sentimenti di chi le pronuncia e solo chi è in grado di sentire e emozioni a sua volta può comprenderle. Come potrebbe, invece, interpretare l’amore una persona addestrata sin da bambina a diventare uno strumento bellico, una macchina da guerra, incapace pertanto di provare passioni, emozioni e sentimenti fino al punto d’ignorare del tutto la loro esistenza? Inizia così il lungo cammino di Violet Evergarden, alla scoperta delle emozioni nascoste dietro un «ti amo», le stesse parole rivoltele dal Maggiore Gilbert Bouganvillea, nell’ultimo drammatico istante prima di separarsi da lei e che, da quel momento, cominceranno a tormentarla: «Che cos’è l’amore, che cosa significa? Io non lo capisco!». Spinta dal desiderio di comprendere cosa volesse dirle il suo Capitano, Violet ci condurrà in un viaggio istruttivo e dolcissimo; insieme a lei, scopriremo anche molto di noi e dei sentimenti imprescindibili la cui forza muove l’Universo.

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Tratta dalla serie di light novel, romanzi per adolescenti illustrati con le caratteristiche e lo stile dei manga, scritte da Kana Akatsuki e illustrate da Akiko TakaseViolet Evergarden ha un adattamento anime prodotto da Kyoto Animation e distribuito da Netflix in tutto il mondo. Si fa pregio di possedere molteplici elementi comuni al lavoro originale, tali da definirne il successo: dalle animazioni, ai character design, fino ai colori utilizzati per la messa in scena, ogni particolare esprime un grandissimo ed eccezionale lavoro. I dialoghi ben strutturati e una bellissima colonna sonora completano e armonizzano il quadro, accordandosi con una trama autentica. La storia, infatti, racconta di una ragazzina orfana che, sin da bambina, mostra straordinarie doti di forza, agilità e resistenza fisica, oltre a un incredibile capacità d’apprendimento. Per questa ragione è arruolata nelle forze armate del Leidenschaftlich, uno stato a Sud del continente di Telesis, con capitale Leiden, e addestrata come un’arma militare, uno strumento di guerra contro l’Impero di Garalick, situato a Nord del continente, con capitale Hormgard. Affidata alla tutela del Maggiore Gilbert Bouganvillea, Violet lo affiancherà in innumerevoli battaglie sul campo e sarà proprio lui, l’unico a trattarla come una persona e non come un robot, a trovarle il nome che le si addice e a regalarle una spilla color acquamarina, che la ragazza indosserà sempre; la implorerà di vivere e d’essere libera nel loro ultimo incontro, mentre giace a terra ferito, poco dopo averle dichiarato il suo amore. Finita la guerra, Violet è integrata fra i civili e comincia a prestare servizio come bambola di scrittura automatica nella società postale di un ex commilitone. Le bambole hanno il compito di mettere su carta i sentimenti delle persone che chiedono loro aiuto, per poterli esprimere nella maniera corretta. Oltre a un’ottima capacità di scrittura a macchina, queste ragazze speciali devono essere in grado di leggere dentro le persone e possedere l’attitudine dell’empatia, al fine di far arrivare i sentimenti dei mittenti dritti al cuore dei destinatari.

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Violet capisce da subito che, attraverso questo lavoro, potrebbe arrivare a intendere cosa le volesse dire il Maggiore, dichiarato disperso dopo la guerra, e cercherà in ogni modo d’ottenerlo. Questa esperienza condurrà la ragazza, che non conosce amore, solitudine e non è capace di mentire, a impossessarsi delle proprie emozioni. Scoprirà, così, di non esserne affatto priva: semplicemente, non sa dare un nome a quanto prova. Aiutando la gente a essere onesta con se stessa, attraverso le lettere che scrive per loro, Violet comprenderà le emozioni e contemporaneamente ritroverà la propria umanità. Questa scoperta, però, la condurrà ad affrontare anche i mostri che teneva chiusi nella sua coscienza e che la consumano dentro, per tutte le azioni orribili commesse in guerra. È così che comincia a prendere spazio anche il rimorso, come un fuoco che le brucia l’anima. Violet Evergarden è una storia unica e originale: ha come motore trainante il forte impatto emotivo, che rende inevitabile l’immedesimazione. «Primavera, estate, autunno e inverno… Sono trascorse molte stagioni, ma sto ancora aspettando il vostro ritorno. All’inizio non capivo nessuno dei vostri sentimenti, ma poco a poco ho imparato che cosa siano le emozioni, grazie a questa nuova vita che mi avete offerto, grazie alle lettere scritte e alle persone che ho conosciuto. Credo che voi siate ancora vivo da qualche parte nel mondo, ecco perché continuerò a vivere la mia vita. Forse non saprò cosa mi aspetta, ma continuerò a vivere. E se dovessimo incontrarci di nuovo, ecco cosa vi direi. Ora comprendo il significato delle parole ti amo».

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Tutto in una notte

«Volevo essere forte e flessibile, come l’eroina di un manga: troppo buona per essere vera».
Nana Osaki

Francesca Russo è la Regina del Binge Watching della Redazione.
Tutto in una Notte è la cronaca delle sue notti insonni al servizio di Nerdface.