Un salto infinito

Thelma e Louise

«Non fermiamoci».

Nell’estate del 1990, il regista britannico Ridley Scott gira le riprese, tra Utah, California e Colorado, di un cult indiscusso, sebbene lontano da genere e stili cui ci aveva abituato con Alien e Blade Runner. Il film in questione è già stato trattato da Nerdface, nel bellissimo articolo di Alessandro Sparatore e che vi consiglio di leggere: Thelma & Louise.

thelma louise film nerd origins nerdface

Uscito negli USA il 24 Maggio 1991 e in Italia il 13 Settembre 1991, Thelma & Louise compie trent’anni e vorrei festeggiarlo ricordandolo insieme a voi che, ne sono sicura, lo conservate nel cuore come me. In quell’estate del 1991 io compivo 15 anni andai a vederlo al cinema con le amiche di una vita e, sebbene ancora lontana dai dibattiti su maschilismo e ruolo della donna, iniziavo il mio percorso adolescenziale verso l’ignoto, non certo paragonabile all’iconico salto nel vuoto nel Gran Canyon con la Ford Thundherbird verde delle protagoniste Thelma e Louise, nel finale tragico e pieno d’orgoglio del film.

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Eppure, ne sono sicura, le due bellissime eroine continuano a vivere nell’immaginario di tutte noi. Attraverso di noi, continuano a riscattare le loro vite, in questa sorta di salto infinito. Lo stesso Ridley Scott ricorse a un fermo immagine di notevole efficacia rappresentativa per quel finale e ben si presta a farci sognare che quella macchina non sia mai precipitata. Mi aggrappo allo spirito fantascientifico del regista, penso ad Alien e alla sua eroina donna, interpretata da Sigourney Weaver, e posso sognare Thelma e Louise libere dalle umiliazioni, dalle angherie, dai soprusi, dai raggiri e dalle violenze vissute per tutta la loro esistenza.

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Thelma & Louise fu un film rivoluzionario anche per lo scardinamento dello schema dei Buddy Film, categoria cinematografica emersa tra gli anni ’70 e ’80, storie d’amicizia di due protagonisti fino a quel momento sempre maschili, come Wagon Lits con Omicidi e Nessuno ci può fermare, con Gene Wilder e Richard Pryor, per citarne solo due. Oltre alla lungimiranza e alla sensibilità di Ridley Scott, il merito va alla sceneggiatrice, Callie Khouri. Impossibile, poi, dimenticare le protagoniste del film, due donne straordinarie.

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Geena Davis interpreta Thelma: divenuta celebre grazie all’indimenticabile horror La Mosca, di David Cronenberg, è stata premiata nel 1989 con l’Oscar nel 1989 come Miglior Attrice Non Protagonista grazie a Turista per Caso, diretto da Lawrence Kasdan. La star di Hollywood non incarna i canoni dettati dal fashion system ed è certamente antesignana dei diritti delle donne nel mondo dello spettacolo.

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Susan Sarandon è invece Louise: ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui un un premio BAFTA per Il Cliente, nel 1995, e un premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Dead Man Walking, nel 1996,  oltre ad altre 4 candidature per la statuetta dorata, 9 per il Golden Globe e 5 per gli Emmy Awards. Sono noti, inoltre, il suo impegno sociale e le sue battaglie, per le quali è anche stata arrestata più volte per disobbedienza civile, come nel 2018, durante una manifestazione non autorizzata contro Trump e le politiche migratorie del Governo Americano.

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Anche le due attrici, quindi, hanno proseguito e continuano ancora oggi lo stesso salto infinito delle loro controparti di fantasia. Sebbene inserite in un’epoca sempre più disancorata dai vecchi retaggi, in diversi Paesi le donne hanno peggiori condizioni di salute e un minor accesso all’istruzione; anche da noi, l’ambiente domestico è spesso il tragico teatro di brutali violenze, segno che alcuni uomini ancora fanno fatica a sganciarsi dagli arcaici stereotipi che impediscono la piena e libera affermazione delle donne. E ricordo, citando il Sole 24 Ore: «La diseguaglianza di genere, sotto forma d’esclusione dal lavoro e salari più bassi, costa al mondo il 15,5% del PIL». Thelma e Louise sono ancora in volo. Continuiamo a ricordarlo.

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