Bianco, rosso e Visione: i top e i flop di Paul Bettany

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Robert Pattinson

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«Parlare di recitazione è come parlare di sesso: estremamente divertente mentre lo fai, ma terribilmente imbarazzante quando devi parlarne».

Bianco, rosso e Visione

Molto prima di prestare il volto a Visione nell’MCU, Paul Bettany poteva vantare nel suo curriculum alcune interessanti partecipazioni a film di tutto rispetto. Certo, non mancano pellicole decisamente più sfortunate, ma l’attore ha sicuramente dimostrato d’avere un’impostazione molto classica o, comunque, di saper andare molto oltre il cinecomic. Prova di ciò l’abbiamo avuta, strano a dirsi, proprio durante la serie TV WandaVision, che lo ha visto protagonista di un paio di scene dalla forte connotazione drammatica. Proprio in occasione di una delle tante interviste rilasciate, Paul Bettany non ha però perso occasione per trollare tutti i fan, dichiarando che proprio in WandaVision avrebbe lavorato con un attore col quale sognava di lavorare da sempre: se avete visto l’ultimo episodio, saprete già a chi si riferiva… Grazie Paul, davvero divertente! Prendendo comunque spunto da WandaVision, ho deciso di raggruppare in due categorie i film che desidero segnalare e in cui Paul Bettany ha partecipato.

Corpo bianco

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Incredibile quanti siano i film da infilare in questo paragrafo, a cominciare dal capostipite del 2001, cioè Il Destino di un Cavaliere, insieme a Heath Ledger. C’è molto poco da commentare: se non avete mai visto una commistione di musica rock e armature, di simboli di marche moderne forgiati da fabbri medievali e una certa e insana dose di follia, questo film fa decisamente per voi. Stessa qualità la possiamo trovare in Legion (2010), nel quale Paul Bettany interpreta l’Arcangelo Michele. Il film prende pernacchie un po’ da tutti e forse è un peccato, perché il plot presentato era parecchio interessante: a conti fatti, si trattava di una guerra degli uomini contro Dio e le sue orde angeliche. Forse un’occasione mancata, forse semplicemente una brutta pellicola.

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Decisamente meglio, ma non di molto, è The Priest, dell’anno successivo. Tratto da un fumetto, il film è ambientato in un mondo post-apocalittico che ha visto il trionfo dei vampiri sull’umanità, costretta a vivere in piccoli avamposti. Paul Bettany è un cacciatori di vampiri e il resto della vicenda si basa praticamente su ogni cliché abbiate già visto in una qualunque pellicola horror o sci-fi. Non è spazzatura, ma nemmeno il film che presenteresti per primo se volessi fare bella figura e, bisogna dirlo, ha anche una sua cerchia di estimatori. Diverso, invece, il discorso per Trascendence (2014), ancora un film di fantascienza con protagonista Johnny Depp, il quale per un attimo pare seguire il titolo e riuscire a trascendere il suo personaggio tipico e invece porta a casa un’interpretazione soporifera. A nulla vale la freschezza della recitazione di Paul Bettany, purtroppo solo in un ruolo da comprimario. Anche in questo caso la storia raccontata non era affatto male, ma purtroppo il film non riesce a centrare in pieno i suoi obbiettivi. Tra le altre cose, sempre Johnny Depp trascina una seconda volta il collega nel baratro con Mortdecai, nel 2015, film che ha ricevuto la sua meritata nomination ai Razzie.

Corpo rosso

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Se invece andiamo a guardare l’altro lato del cielo, troviamo alcune cose decisamente interessanti. Tolti i film dell’MCU, cui Paul Bettany partecipa fin dal primo Iron Man del 2008, come sola voce di J.A.R.V.I.S. e prima di diventare Visione, restano numerose pellicole che valgono bene il tempo speso a guardarle. In primis A Beautiful Mind (2001), nel quale il ruolo del protagonista è affidato a Russell Crowe, è vero, ma anche a Paul Bettany, in un certo senso. Sul set, poi, l’attore incontra Jennifer Connelly, che sposerà nel 2003 e dalla quale avrà due figli e insieme alla quale reciterà in Inkheart e Creation.

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Sempre con Russell Crowe, possiamo vedere Paul Bettany in Master & Commander, avventura marinaresca ambientata agli inizi dell’800 che, pur non avendo avuto grandissimo successo al botteghino, è riuscita a ritagliarsi un discreto apprezzamento. Se invece si vogliono tirare fuori i grossi calibri, dobbiamo rivolgere il nostro sguardo al 2003, anno nel quale Paul Bettany ha un ruolo molto importante nello sperimentale Dogville, di Lars Von Trier. Se avete tre ore libere, la visione è fortemente consigliata. Negli ultimi anni bisogna dire che la qualità s’è fatta molto più alta. Basti guardare 1918: i Giorni del Coraggio, che offre anche una prova registica eccelsa da parte di Saul Dibb. Sempre sotto l’egida Disney, Paul Bettany è entrato a far parte dell’universo di Guerre Stellari, prestando il volto all’antagonista principale a Solo: a Star Wars Story, dedicato agli anni giovanili di Han Solo. Lo inserisco nei film del Lato Luminoso, sebbene sia controverso come solo un nuovo film di Guerre Stellari sa essere. Forse un discorso simile si può fare anche per Il Codice Da Vinci, nel quale Paul Bettany interpreta lo zelante Silas. Il film non rientra esattamente tra i capolavori immortali, ma l’interpretazione dell’attore, pur se a tratti molto enfatica, riesce comunque a essere convincente. Infine, è da menzionare un altro gioiello, Uncle Frank, in cui Paul Bettany è protagonista di una vicenda commovente e molto importante.

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Abbiamo imparato a conoscere Paul Bettany nel suo ruolo d’Avenger e probabilmente lo vedremo ancora interpretare Visione, nonostante sembrasse piuttosto difficile fino a qualche mese fa. Tuttavia, bisogna ammettere che i suoi ruoli più affascinanti sono stati tutti fuori dall’MCU e mi piacerebbe non rimanesse troppo incastrato nel corpo di vibranio del personaggio Marvel, per poter esprimere ancora quel talento drammatico troppo mortificato dal trucco pesante del supereroe.

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