Elden Ring | La nascita di un nuovo genere | Recensione

un senzaluce affronta un drago - nerdface
un cavaliere inginocchiato è la cover del gioco - nerdface

Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars

PRO

  • Un nuovo concetto di open world
  • Un mondo maestoso
  • L’esaltazione del libero arbitrio

CONTRO

  • Comparto tecnico non all’altezza della produzione
  • IA dei nemici peggiorata rispetto ai predecessori
  • Troppo simile a Dark souls per essere una nuova proprietà intellettuale
  • Troppo diverso da Dark souls per essere considerato un seguito
Serie Elden Ring
Uscita 25 Febbraio 2022
Gameplay Single player
Anno 2022
Piattaforme PC
PS4, PS5
XBOX ONE, XBOX Series X|S
Genere Action RPG in terza persona
Opne world
Sviluppatore From Software
Produttore Bandai Namco
From Software
Distributore Bandai Namco

Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars

Il 5 Febbraio 2009 il Giappone fu folgorato dall’uscita sul mercato di un videogioco talmente diverso dagli altri da diventare quasi immediatamente il capostipite di un genere. Oggi quel genere videoludico ha delle regole precise e un nome proprio: tutti lo chiamiamo Soulslike. L’inizio fu Demon souls, l’opera prima di un visionario, il maestro Hidetaka Miyazaki, che ebbe il coraggio di proporre al mondo la sua idea di d’azione.

Hidetaka Miyazaki e From Software

Come tutte le cose, anche le idee tendono a invecchiare e, per mantenerle vive, è necessario farle evolvere. Hidetaka Miyazaki e From Software, la casa di produzione, hanno sempre coltivato questo concetto, introducendo molti nuovi elementi nelle opere sviluppate durante gli ultimi tredici anni, pur senza distaccarsi dall’originale.

Open world

Gli appassionati di videogiochi si sono resi conto di come negli ultimi anni le grandi produzioni si siano adattate in maniera sempre crescente al concetto di open world. Piaccia o meno, nel 2022 gli analisti di mercato sostengono che un gioco open world abbia più possibilità di vendite rispetto a un gioco a progressione lineare. Per questa ragione abbiamo visto i nostri giochi preferiti adattarsi, dando luogo a trasformazioni profonde che in alcuni casi hanno portato a opere di una bellezza fuori dal comune, (Forza Horizon 5), in altri alla perdita d’identità di alcuni brand (Watchdog, Assassins creed, Halo infinite).

un tetro castello si stagli all'orizzonte - nerdface

Adattarsi ai canoni di un genere videoludico non è certo un’impresa semplice. Permettere al giocatore d’esplorare liberamente il mondo di gioco senza porre limiti porta necessariamente a dover stringere compromessi. Cosa accadrebbe, dunque, se un grande publisher del Sol Levante prendesse una squadra che fu capace di create un genere videoludico, la mettesse a lavorare insieme a uno degli scrittori più acclamati del nostro tempo con l’obiettivo di creare una nuova proprietà intellettuale a mondo aperto? Cercheremo di spiegarlo analizzando pregi e difetti di uno dei titoli più discussi del momento: Elden Ring.

Trama

Le vicende di Elden Ring sono ambientate in un mondo immaginario, chiamato Interregno e benedetto in passato dalla presenza di un anello ancestrale dal potere sconfinato, l’Elden Ring per l’appunto che, per motivi non facili da comprendere, fu distrutto. I suoi frammenti, chiamati Rune Maggiori, furono sparsi per il Regno. I figli della Regina Madre, colei che fu reggente del Regno prima della distruzione dell’anello, sono ora in possesso di sei di questi frammenti; il potere di ciascun frammento ha reso ogni suo possessore estremamente potente, ma ha anche corrotto la sua anima.

La missione del Senzaluce

Sarà compito del personaggio giocabile, il Senzaluce, tornare nell’Interregno, luogo da cui fu bandito dalla Regina Madre, per esplorarne le terre alla ricerca delle rune maggiori e ricostituire così l’anello ancestrale, diventando reggente del Regno. L’impianto narrativo creato da George R.R. Martin, chiamato a scrivere la trama del gioco dopo Game of Thrones, è maestoso e imponente: saremo i protagonisti di una storia piena di intrighi e nella quale nulla è lasciato al caso.

un cavaliere salta un dirupo sul suo cavallo - nerdface

Va detto però che, come ci ha abituato From Software nei titoli precedenti, questa bellissima storia non sarà mai raccontata. La ricostruzione della trama sarà dunque parte dell’esperienza di gioco e mai come in Elden Ring saremo costretti a parlare con tutte le entità che vogliano rivolgerci anche solo un saluto e leggere la descrizione di ogni oggetto nel tentativo di comprendere cosa sia accaduto nell’Interregno. Inoltre va sottolineato che, data la natura di gioco open world e la notevole vastità dell’ambiente nel quale ci muoveremo, una sola run non sarà sufficiente a farci comprendere a pieno la storia.

Gameplay

Saranno sufficienti pochi minuti trascorsi nell’Interregno per capire quanto le meccaniche di gioco di Elden Ring siano la somma di quanto visto in tutte le opere precedenti del maestro Miyazaki. All’inizio dell’avventura, il giocatore sarà chiamato a creare il proprio avatar, scegliendo tra 9 classi di personaggi. Ognuna di esse corrisponde a una build, che rappresenta un personaggio già costruito e in possesso di statistiche che variano il valore generale del personaggio dal livello 6 dell’Astrologo, al livello 10 del Confessore.

La scelta della classe

La scelta della classe, in realtà, influirà soprattutto sulla parte iniziale dell’avventura. Se sarete stati abbastanza saggi da scegliere una classe che si adatti bene al vostro stile di gioco, potrete permettervi il lusso di non utilizzare i drop conquistati dai primi nemici, avendo già a disposizione strumenti più utili nel vostro inventario. Per i più temerari, invece, esiste una classe particolare, lo Sventurato, che permette di partire con un personaggio di livello 1, senza armatura e con tutte le statistiche al minimo, dando così al giocatore il pieno controllo della propria build.

Una sintesi dei Soulslike

Così come in tutti le opere di Miyazaki, la scelta della classe non influisce sul livello di difficolta, che rimane, come di consueto, decisamente sopra la media. Avremo a disposizione tutte le meccaniche che abbiamo imparato a conoscere nei quattro Souls, includendo anche Bloodborne, sapientemente armonizzate con una possibilità di salto, che finalmente risulta essere funzionale al combattimento, e arricchite dal concetto di postura, che ci era già stato mostrato in Sekiro.

un senzaluce sta per afforntare un orso gigantesco - nerdface

Ma se le meccaniche di gameplay sono tanto assimilabili a quelle delle precedenti opere, cosa rende Elden Ring così unico da non poter essere incasellato nella definizione di un genere esistente? A fare la differenza è senza dubbio l’interazione con l’ambiente. La declinazione di open world creata da Miyazaki ci lascia ancora una volta a bocca aperta, mostrando qualcosa di completamente diverso da quanto visto finora.

Un’ode al level design

Il mondo di Elden Ring è un ode al level design. Sebbene la mappa sia divisa in sei macro aree sapientemente collegate e disseminate di qualsiasi tipo d’insidia, non mancano una moltitudine di tunnel, passaggi segreti, dungeon e scorciatoie che rendono impossibile al giocatore distinguere una missione principale da una secondaria.

Un’opera mastodontica

L’Interregno è dunque disegnato come un unico gigantesco macro livello che parla continuamente al giocatore, fornendogli alcuni punti d’interesse sempre visibili durante la partita. Il tutto è talmente interessante, che il giocatore che s’avvicina a Elden Ring deve comprendere che, per assurdo, potrebbe fare una run completando solo gli eventi principali senza rendersene conto, tagliando fuori una gran parte dell’esperienza offerta da questa mastodontica opera.

tre giocatori guardano il panorama sul ciglio di un dirupo - nerdface

Non è tutto oro ciò che luccica, però. Elden Ring rappresenta la somma di quanto di meglio From Software abbia creato negli ultimi anni, eppure non rappresenta la sua migliore opera, proprio perché la variazione del genere lo ha portato a perdere la sua identità caratteristica. L’open world rende certamente Elden Ring uno dei migliori action RPG disponibili, ma la possibilità di muoversi privi di un percorso predefinito permette al giocatore d’evitare gli avversari più ostici per dedicarsi ad altre attività, che gli permettano di potenziare il personaggio per poi tornare più forti e combattere più facilmente.

Un’impennata al livello di sfida

Potenziare il proprio personaggio è sempre stato possibile anche nelle opere precedenti, è vero, ma la progressione lineare rendeva tale operazione estremamente frustrante per il giocatore, che molte volte si ritrovava costretto a ripetere dozzine di volte una zona completata, per accumulare l’agognata moneta di scambio. In Elden Ring, invece, il drop rate di risorse è abbastanza generoso e il personaggio è potenziabile in tutta la mappa, circostanze che hanno costretto gli sviluppatori a dare una notevole impennata al livello di sfida.

un orribile mostro pronto a ucciderci - nerdface

Tale impennata, però, è troppo repentina ed estremamente percepibile dal giocatore verso la metà dell’avventura. Un aumento così brusco e non giustificato costituisce un mero espediente atto a impedire al giocatore d’aggirare il proprio problema. Dover gestire un ambiente tanto vasto ha inoltre portato i ragazzi di Miyazaki a dover stringere numerosi compromessi dal punto di vista tecnico.

Il comparto tecnico

Capita, infatti, che vi siano punti dove il mondo risulti scarno e si nota un gran riutilizzo di alcuni asset ripresi dalle opere precedenti. Spesso i boss presenti in alcuni dungeon risultano ripetuti e l’intelligenza artificiale dei mid boss permette troppo spesso che si incastrino con lo scenario, rendendo banale il lavoro del giocatore.

un senzaluce illumina un dungeon - nerdface

Il comparto tecnico è proprio il punto dove stavolta From Software ha dovuto abbassare la guardia. Capiamo perfettamente che la natura cross generazionale di Elden Ring non permetta di sfoggiare particellari mozzafiato o texture molto migliori di quelle viste in Dark souls 3, ma proprio questa consapevolezza non ci permette di perdonare i cali di frame rate che, seppur rari e non devastanti dal punto di vista dell’esperienza generale, siamo costretti a segnalare anche su hardware di nuova generazione. Tornano mestamente pure alcuni problemi di gestione della telecamera che avevamo considerato risolti in Sekiro.

Feeling

Siamo giunti dunque alle conclusioni di una delle recensioni più difficili che ci sia mai stato chiesto di scrivere. L’avventura del Senzaluce non ci ha mai annoiato e non ha mai smesso di sorprenderci. Miyazaki e From Software hanno portato a termine un compito impossibile, riuscendo a concepire un’idea di open world diversa da quella, ormai stanca, fatta di centinaia di missioni secondarie, tutte sovrapponibili le une alle altre e atte solo a tenere il giocatore incollato allo schermo per il maggior tempo possibile.

Una giocabilità praticamente infinita

Elden Ring è un gioco mastodontico, al quale è impossibile assegnare una longevità, data la giocabilità potenzialmente infinita. Probabilmente siamo davanti a quello che sarà scelto ancora una volta come punto di partenza per un genere videoludico che, magari tra dieci anni, tutti chiameremo Elden Ring Like…

due cavalieri si stanno affrontando in sella alle loro bestie - nerdface

Non giocare Elden Ring potrebbe essere considerato un crimine, se però si trattasse del vostro primo gioco From Software il consiglio è di resistere alla novità e giocare prima almeno una delle opere precedenti, in quanto recuperarle dopo l’avventura nell’Interregno potrebbe davvero risultarvi ostico. L’ultima fatica di From Software è lontana dall’essere perfetta, avendo pagato probabilmente troppo un cambio d’identità che le ha inferto pesanti ferite. Proprio quelle ferite che le opere di Miyazaki infliggono solitamente a chi le gioca.

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  • Un nuovo concetto di open world
  • Un mondo maestoso
  • L’esaltazione del libero arbitrio

CONTRO

  • Comparto tecnico non all’altezza della produzione
  • IA dei nemici peggiorata rispetto ai predecessori
  • Troppo simile a Dark souls per essere una nuova proprietà intellettuale
  • Troppo diverso da Dark souls per essere considerato un seguito
Serie Elden Ring
Uscita 25 Febbraio 2022
Gameplay Single player
Anno 2022
Piattaforme PC
PS4, PS5
XBOX ONE, XBOX Series X|S
Genere Action RPG in terza persona
Opne world
Sviluppatore From Software
Produttore Bandai Namco
From Software
Distributore Bandai Namco