Richard Scarry: una rivoluzione gentile in punta di matita

un ritratto in bianco nero di un anziano richard scarry - nerdface

Richard Scarry

richard scarry indossa occhiali spessi - nerdface

«I’m not interested in creating a book that is read once and then placed on the shelf and forgotten».

Una rivoluzione gentile

Attirare lo sguardo di un bambino è facilissimo. Ottenere la sua attenzione per qualche minuto richiede un certo grado d’abilità. Ma se lo scopo che ci si prefigge è catturare il suo interesse, mantenerlo vivo e far germogliare un ricordo che resti impresso negli anni, allora la situazione, a volerla buttare sull’andreottiano, si fa un po’ più complessa.

Racconti semplici e lineari

La strepitosa carriera di Richard McClure Scarry nulla ha avuto a che spartire, se non una certa contemporaneità, coi fasti del Divo Giulio e, anzi, i numerosissimi lavori pubblicati dallo scrittore e illustratore tra il 1949 e il 1993 vantano una linearità, una semplicità e una limpidezza tali da risultare proprio l’opposto della nebulosa storia della nostra Prima Repubblica.

Un nome impresso in generazioni

E forse questo è uno dei motivi per i quali, con quasi 200 pubblicazioni all’attivo e centinaia di milioni di copie vendute in tutto il mondo, il nome del caro Richard Scarry resterà scolpito nella memoria di generazioni di bambini, adolescenti e adulti.

una volpa spazzina solleva il berretto per salutare qualcuno - nerdface

Eppure non è stato certo un grande romanziere, Richard Scarry: le sue storie, scarne al limite dell’ermetico, non sono altro che banali, trite e ritrite scene della vita quotidiana, di individui qualsiasi, all’interno di comunità assolutamente anonime. Mancano anche di qualunque aderenza ai generi tipici della letteratura per i più giovani: nessun riferimento allo schema di Propp della fiaba, in cui la rottura di un equilibrio iniziale porta un eroe a scontrarsi con un antagonista, nessun intento moralistico tipico dell’impianto narrativo della favola.

Libri da divorare…

Quelli di Richard Scarry, però, sono libri che possono rapire lettori di tutte le età. Libri da divorare, da sfogliare in continuazione, prima con l’aiuto di un adulto e poi da soli, non appena se ne ha la capacità (sempre che l’adulto o presunto tale non s’intrometta). Sono libri inesauribili, che rivelano ogni volta un dettaglio mai notato prima, in ogni pagina, all’infinito, senza stancare.

… e da stropicciare

Lo stesso autore una volta dichiarò: «I’m not interested in creating a book that is read once and then placed on the shelf and forgotten. I am very happy when people have worn out my books, or that they’re held together by Scotch tape». Nerdface sfida chiunque possieda ancora qualche libro di Richard Scarry in casa a giurare d’averlo intonso.

un leone medico e una leonessa infermiera salutano - nerdface

Ma questo bostoniano nato più di un secolo fa, il 5 Giugno 1919, studente nullafacente, donnaiolo fin dalla tenera età (salvo poi innamorarsi una volta per tutte), soldato fortunato, spedito a scrivere cartelloni e riassunti di periodici per i commilitoni sul fronte durante il Secondo Conflitto Mondiale, viaggiatore incallito trapiantato in Svizzera fino alla fine dei suoi giorni, cosa ha fatto per arrivare a tanto? Qual è il segreto di milioni di copie vendute, lette, rilette, massacrate, rattoppate e spesso gelosamente conservate?

Il punto di forza

Il punto di forza di Richard Scarry non sta tanto nella penna, quanto nella matita. È la capacità che ha avuto di trasformare il noioso affaccendarsi dei tediosi abitanti di una Busytown (Sgobbonia) qualunque in un mondo meraviglioso, dove al realismo e la cura per i dettagli d’ogni singolo oggetto inanimato, dai capi d’abbigliamento (menzione d’onore ai copricapi), agli accessori e utensili, agli edifici, è abbinata in maniera incantevole una popolazione vasta, colorata e divertentissima di animali antropomorfizzati.

Adorabili animali

Gatti cicciottelli in abbigliamento casual (Huckle Cat, Sandrino, è l’alter ego del figlio dell’autore) chiedono indicazioni a Cani in divisa da poliziotto; Leoni in camice bianco hanno il terrore di somministrare un’iniezione a un topolino, mentre Maiali pasticcioni in abito d’ufficio inseguono il cappello spinto dal vento per almeno 50 pagine…

una famiglia di gatti cuochi saluta - nerdface

E a seguire Volpi aviatrici, Ippopotami in abito da sera, Babbuini, Lupi e Iene senzatetto vestiti di stracci (e maledettamente felici d’esserlo) e un Lombrico (Lowly Worm, Zigo-Zago), che di preferenza è illustrato nell’atto di allacciarsi da solo l’unica scarpa, portarsi il cibo alla bocca o di guidare la sua mela-mobile, pezzo di pregio di un parco auto che alterna riproduzioni fedelissime di veicoli realmente esistiti a stramberie indimenticabili come matite, banane, cetrioli, coccodrilli e spicchi di groviera (ovviamente guidata da topi che sbucano dai fori-abitacolo) su ruote. Il tutto spesso e volentieri intasato in un ingorgo, con tanto di tamponamenti, incendi e soccorsi in elicottero.

Una fauna sconfinata

Ecco chi è Richard Scarry. Un signore che ha scoperto di saper disegnare e ha disegnato fino a che un cancro all’esofago non gli ha spezzato la matita, a 74 anni. Certo ha fatto i soldi, ma ha offerto in cambio a generazioni di lettori la visione di una fauna sconfinata, indaffarata, vittima degli stessi nostri ritmi e delle nostre ansie, che prova e manifesta ogni genere di sentimento senza pudori.

Inclusione senza pistolotti

Fu nei suoi libri che, per la prima volta, si osò mostrare cos’è un crossdresser a un pubblico in età pediatrica, ma sempre nel contesto di un’atmosfera ingenuamente pacifica, inclusiva: anche i barboni possono essere felici, anche i leoni possono essere fifoni, senza ammiccamenti, senza ricorso a pistolotti didascalici, senza il peso di una morale che, spesso e volentieri, più si ramifica in mille distinguo ed elucubrazioni, più rischia di coprirci la visuale.

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