Il Diavolo veste Prada 2 | Tornare al bello | Recensione

Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars
| Titolo originale | The Devil wears Prada 2 |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 119 minuti |
| Uscita | 29 Aprile 2026 |
| Genere | Commedia Drammatico |
| Regia | David Frankel |
| Sceneggiatura | Aline Brosh McKenna |
| Fotografia | Florian Ballhaus |
| Musiche | Theodore Shapiro |
| Produzione | 20th Century Studios Wendy Finerman Productions Sunswept Entertainment |
| Distribuzione | 20th Century Studios Italia |
| Cast | Meryl Streep Anne Hathaway Emily Blunt Justin Theroux Lucy Liu Kenneth Branagh Stanley Tucci B. J. Novak Simone Ashley Tracie Thoms Tibor Feldman Patrick Brammall Caleb Hearon Helen J. Shen |
Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars
«Di nuovo insieme»
Vent’anni dopo l’uscita del primo Il Diavolo veste Prada, Miranda Priestly torna a ricordarci che la moda è una cosa seria. Attraverso l’immagine, puoi decidere di costruire chi sei o, almeno, come vuoi che le persone ti percepiscano. La moda è un’arma di seduzione di massa, un incantesimo, la declinazione sartoriale di arte e marketing: potremmo trovare talmente tante definizioni da poter attribuire alla moda, che risulteremmo probabilmente prolissi.
Un film di cui avevamo bisogno
In verità, avevamo intimamente bisogno de Il Diavolo veste Prada 2, come una personale iniezione d’eleganza e buon gusto, in un mondo al quale è stata sottratta la leggerezza delle cose belle. Eppure, se dicessimo che il film è solo lo sguardo su una cinica, ma tutto sommato piacevole Versailles dei giorni nostri, probabilmente peccheremmo di superficialità.
Gli ingredienti di un successo
Gli ingredienti del primo capitolo ci sono tutti: le passerelle, gli abiti, la sceneggiatura brillante e affilata di Aline Brosh McKenna, i grattacieli di New York e quelli di Milano, il lusso sfrenato di un mondo esclusivo quanto veloce e precario, che pare sussurrarci a monito «chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza».

Meryl Streep è una Miranda sempre più convincente e sfaccettata, della quale riusciamo a cogliere finalmente la fragilità e questo, da personaggio, la traduce quanto più possibile in una figura umana, realistica, lontana dal poter essere percepita come un mero esercizio di stile ben riuscito. Cosa racconta Miranda di sé, oltre alla necessità di saper stare al mondo, incassando i colpi con celata nonchalance?
Nessuno si salva da solo
Ci sono momenti nella vita di una donna in cui la sensazione è quella di trovarsi su Sunset Boulevard e, allora, l’unico modo per sopravvivere a dispetto di tutto è aggrapparsi alla propria identità come unica forma di lucida resistenza. Credere nella propria identità e in quello che si è: Miranda, Runway, la moda: diverse facce di una vita sola. La salvezza diventa un’operazione corale necessaria. Nessuno si salva da solo, questo sembra essere il messaggio subliminale de Il Diavolo veste Prada 2, neanche Miranda Priestly.
Infinita Meryl Streep
Meryl Streep è un’attrice straordinaria, immensa nel ruolo di una donna che affronta quello che potremmo immaginare, a torto, il suo viale del tramonto: con i tacchi alti e le spalle larghe. Eccezionale anche Stanley Tucci, il gregario di una vita, solido, granitico, capace d’esprimere coi dettagli della mimica facciale le intense sfumature del personaggio di Nigel.

Anne Hathaway è come sempre deliziosa, oseremmo dire fin troppo, ma forse perché le brave e integerrime ragazze non ci hanno mai convinto, tanto nella vita quanto al cinema, ed empatizziamo più facilmente col personaggio di Emily Blunt, la momentanea antagonista nella losca vicenda, costretta a fare i conti col proprio senso di fallimento, di mediocrità, di dipendenza economica e ad andare a letto col brutto e piuttosto stupido fidanzato ricchissimo, pur di guadagnare il potere e il riconoscimento sociale che non è mai riuscita a conquistare da sola.
Un mondo in crisi
Il Diavolo veste Prada 2 parla di un mondo in crisi, quello che vede sgretolarsi nel linguaggio social, editoria, giornalismo, fotografia: tutto tende a contrarsi nell’esigenza del clickbait, dell’effimero, fagocitando posti di lavoro, ideali e competenze. Grattando via la superficie dorata, cosa rimane del rocambolesco circo della moda? Questo secondo film di David Fraenkel sull’universo Runway è solo all’apparenza una commedia, celando una vena profondamente malinconica, come alcuni deliziosi cioccolatini: dolceamari.
I trailer ufficiali de Il Diavolo veste Prada 2
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| Titolo originale | The Devil wears Prada 2 |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 119 minuti |
| Uscita | 29 Aprile 2026 |
| Genere | Commedia Drammatico |
| Regia | David Frankel |
| Sceneggiatura | Aline Brosh McKenna |
| Fotografia | Florian Ballhaus |
| Musiche | Theodore Shapiro |
| Produzione | 20th Century Studios Wendy Finerman Productions Sunswept Entertainment |
| Distribuzione | 20th Century Studios Italia |
| Cast | Meryl Streep Anne Hathaway Emily Blunt Justin Theroux Lucy Liu Kenneth Branagh Stanley Tucci B. J. Novak Simone Ashley Tracie Thoms Tibor Feldman Patrick Brammall Caleb Hearon Helen J. Shen |








