David Tennant: l’attore che voleva essere Dottore (Who)

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David Tennant

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«I’ve always been a geek and slightly awkward».

The Who

Dopo aver interpretato il ruolo del Dottore nell’iconografica serie di fantascienza Doctor Who, è difficile immaginare il futuro della propria carriera. Pete Davidson, interprete del Quinto Dottore, intitolò la sua autobiografia proprio Is there life outside the box?, concentrandosi proprio sulla vita fuori dal set di Doctor Who e quindi dal TARDIS, la cabina telefonica che funge da mezzo di trasporto per i viaggi nello spazio e nel tempo. Sulla carta, diventare il protagonista di una serie così famosa e costante nella memoria del pubblico potrebbe sembrare il modo perfetto per conquistare un nome e una carriera sicuri, ma l’impegno pluriennale sul set (ogni interprete del Dottore resta solitamente per tre stagioni) e l’importanza culturale lo rendono un ruolo da cui è difficile, se non impossibile, staccarsi del tutto. Per farlo occorrono scelte lavorative stupefacenti per il pubblico: personaggi opposti in televisione e al cinema, senza disdegnare il mondo del teatro o del doppiaggio, mostrando continuamente versatilità e coraggio. Colui che ha indubbiamente gestito al meglio l’opportunità datagli dal ruolo è David Tennant, interprete del Decimo Dottore, tra il 2005 e il 2008 e tornando poi con piccoli cammeo in episodi successivi.

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L’attore scozzese non arrivava al ruolo da totale sconosciuto: dopo aver frequentato la Royal Scottish Academy of Music and Drama, aveva cominciato a recitare a teatro, specialmente in adattamenti shakespeariani, e a prestare la sua voce per diversi documentari di National Geographic. Il 2005, oltre a portare al suo debutto nello speciale natalizio di Doctor Who, vide la sua partecipazione all’adattamento seriale di Casanova, curato da Russell T. Davies, e al quarto capitolo della saga di Harry Potter. Per David Tennant il ruolo in Doctor Who non fu semplicemente un’occasione fortunata, ma il sogno di una vita intera: in diverse interviste racconta che, fin dalla tenera età di 3 anni, sognava di diventare attore proprio per il suo amore per la serie di fantascienza. Poco dopo il suo debutto, i lettori di Doctor Who Magazine lo proclamarono il Miglior Dottore di Sempre, superando anche l’amatissimo Tom Baker. Quando abbandonò il ruolo, dichiarò in un’interista esclusiva alla BBC che era meglio «andarsene quando c’è ancora la possibilità di mancare alle persone, che restare e finire per annoiare più del dovuto» e che gli sarebbe mancato terribilmente quell’ambiente.

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I primi anni fuori dal set di Doctor Who non furono difatti i più semplici: David Tennant si trovava fermo in un limbo fatto di pubblicità, alcune comparsate in serie TV e ruoli a teatro. A segnare l’inizio della sua rinascita e della sua definitiva riaffermazione sullo schermo fu il ruolo di Peter Vincent in Fright Night, di Craig Gillespie (2011), remake dell’omonimo film horror di Tom Holland (1985). Si trattava di qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo di familiare rispetto ai personaggi cui era stato stato associato fino a quel momento: un mago di Las Vegas ed esperto di vampiri, che mescola la vivacità del Decimo Dottore con la follia di Barty Crouch Jr.. Sebbene il film non ebbe il successo sperato, portò di nuovo i riflettori su David Tennant, che poco dopo fu scelto come protagonista, insieme a Olivia Colman, in Broadchurch, serie poliziesca di Chris Chibnall per ITV proseguita per 3 stagioni, dal 2013 al 2017.

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Qui l’attore scozzese interpreta Alec Hardy, un brusco e taciturno detective tormentato dai suoi traumi passati e che si trova a guidare le indagini per l’omicidio del piccolo Danny Latimer. L’intelligente drama strizza l’occhio al filone del nordic noir e fu accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico; in nome di quel successo, fu oggetto di un remake statunitense per Fox, col titolo Gracepoint, sempre con David Tennant come protagonista e andato in onda nel 2014. Dopo Alec Hardy, l’attore inizia ad avvicinarsi sempre di più a personaggi cupi, ambigui o semplicemente crudeli. Nel 2015 fu scelto per Killgrave, antagonista della prima stagione nella serie Marvel Jessica Jones. Al momento dell’annuncio del casting di David Tennant, la showrunner e produttrice esecutiva Melissa Rosenberg spiegò d’essere onorata della partecipazione dell’attore, perché «capace di passare da una recitazione commovente a una estremamente asciutta e cruda, toccando anche tutti i punti nel mezzo. Lui renderà Killgrave un cattivo estremamente originale. […] Anche se è conosciuto principalmente per i suoi ruoli da eroe, non vediamo l’ora di sprigionare un altro aspetto finora nascosto di questo attore talentuoso». Tra 2018 e 2020 David Tennant ha interpretato tre serial killer: due di finzione, Cale Erendreich in Bad Samaritan; Dr. Edgar Fallon in un episodio della serie antologica Netflix Criminal: UK; uno realmente esistito, Dennis Nielsen, nella miniserie ITV DES, incentrata sull’arresto del serial killer scozzese responsabile di almeno 12 morti tra il 1978 e il 1983. Andata in onda nel settembre 2020, è stata definita dal RadioTimes «una delle migliori performance di una già impeccabile carriera».

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A questi ruoli alterna però partecipazioni a commedie per il cinema, come in Una Sposa in Affitto (2011) o La Nostra Vacanza in Scozia (2014), entrambi disponibili su Prime Video, e per la televisione. Sul piccolo schermo, l’esempio più lampante è Camping, comedy di Lena Dunham per HBO, che vede David Tennant protagonista insieme a Jennifer Garner. Inoltre, è stato il doppiatore di Paperon de’ Paperoni nel reboot di Duck Tales, andato in onda in Italia su Disney XD e Disney Channel tra il 2017 e il 2021 e adesso disponibile su Disney+. Tra i più progetti più recenti di David Tennant spicca soprattutto Good Omens, adattamento seriale dell’omonimo romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett. Nei 6 episodi co-prodotti da BBC e Amazon, l’attore scozzese interpreta il demone Crowley, incaricato di fermare l’apocalisse insieme all’angelo Aziraphale, dai panni di Micheal Sheen. Si è trattato un ruolo che ha permesso a David Tennant di giocare con la verve del suo Decimo Dottore, applicandola però a un personaggio diverso e a modo suo sorprendente. La partecipazione a Good Omens e la sua amicizia con Micheal Sheen hanno portato a Staged, una comedy girata durante il lockdown che vede due attori alle prese con le prove di uno spettacolo. A impreziosirlo, oltre all’evidente chimica del duo, sono i numerosi cammeo: da Cate Blanchett a Samuel L. Jackson, passando per Ewan McGregor e Judi Dench.

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David Tennant è riuscito, attraverso scelte curiose, opposte e sempre originali, a dimostrare la sua versatilità come attore. Non ha mai cercato però di rinnegare il suo passato in Doctor Who, accettando apparizioni nella serie in episodi successivi alla sua rigenerazione e pubblicando ogni tanto sui social foto col suo abito di scena. Da serial killer a Signore del Tempo, passando per pirati, scrittori sbruffoni e ispettori di polizia: qualsiasi sia il contesto, a emergere è sempre e soprattutto l’incredibile passione di David Tennant per il suo lavoro, la stessa che ha spinto quel bambino di 3 anni che guardava Doctor Who a inseguire il suo sogno di diventare attore.

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