Neil Gaiman: lo scrittore che ha mostrato un mondo magico

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Neil Gaiman

«Fairy tales are more than true: not because they tell us that dragons exist, but because they tell us that dragons can be beaten».

Particolare, l’incontro con Neil Gaiman. Inusuale, se vogliamo, perché normalmente lo si arriva a conoscere tramite i fumetti e così si rischia di perdere la visione d’insieme del suo stile così speciale. Per molti di voi, Neil Gaiman vuol dire principalmente Sandman, personaggio onirico dell’etichetta Vertigo di DC Comics. Sono storie diverse e non raccontano un eroe in costume, ma di entità che personificano il Sogno, la Morte e il Destino; sono fumetti che chiunque dovrebbe leggere almeno una volta nella vita. Neil Gaiman è inglese e trasmette su carta il suo personalissimo mix tra realtà e fantasia, condendolo col proverbiale humor. Il suo mondo è popolato da creature mistiche, da forze oscure e da pericoli inenarrabili; ogni visione è in qualche modo tradotta in modo realistico e così non abbiamo alcuna difficoltà a credere plausibile qualunque stranezza. È il caso, per esempio, di American Gods, pluripremiato romanzo che trasporta nel nostro mondo moderno moltissime divinità dei pantheon più antichi, caratterizzandoli in maniera credibile. Dal libro, che ha anche una sorta di sequel ne I Ragazzi di Anansi, è stata anche tratta una serie TV, anch’essa meritevole d’essere vista. Con Sandman e American GodsNeil Gaiman porta su carta figure quasi allegoriche, reincarnazioni molto umane di miti che però vivono sulla nostra Terra, come a volerne rappresentare un riflesso più magico. Lo stesso meccanismo è presente in un altro dei suoi romanzi più belli, Nessun Dove, nel quale lo scrittore descrive una convivenza parallela tra due mondi distinti. Da una parte abbiamo la Londra di oggi, poco di sotto invece una città sotterranea, dove convivono mostri e creature d’ogni tipo, in cui mito e realtà si fondono, definendo un nuovo universo narrativo estremamente affascinante. Neil Gaiman porta un pizzico di magia nella vita di tutti i giorni, ben attento a non esagerare, e riesce a stuzzicare il nostro senso del fantastico.

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Il modo nel quale si rapporta ai lettori non è molto dissimile da quello di un cantastorie, desideroso d’affascinare i bambini. Non a caso, la sua esperienza artistica è ricca di libri di favole e di altre opere solo all’apparenza dedicate a un pubblico più giovane. Coraline è il migliore degli esempi: è una storia dalle tinte fortemente dark, sebbene sia indicata a un target molto giovane. Se avete avuto modo di vedere la riduzione cinematografica, saprete benissimo quanto alcune scene siano in grado di generare inquietudine anche negli adulti. Non ci riferiamo ai bottoni cuciti al posto degli occhi, ma di tutto un sottostrato psicologico possibile da intravedere durante lo svolgimento della trama. Anche Stardust, altro romanzo da quale è stato tratto un film, si presenta come un fantasy: nonostante rimangano alcune atmosfere dark in alcuni punti, l’opera si presenta molto più luminosa e positiva e l’humor inglese è lasciato libero d’esprimersi a briglia sciolta, senza però mai arrivare alla parodia.

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Lo stesso identico discorso varrebbe pure per Buona Apocalisse a Tutti, scritto in collaborazione con uno dei compianti maestri dell’ironia inglese, Terry Pratchett. Nel libro è raccontata la fine del mondo, per l’avvento dell’Anticristo: solo due eroi tenteranno di scongiurarla. Ovviamente, i due in questione sono un angelo e un demone ormai affezionatisi ala vita sulla Terra. Il tono più votato alla parodia è evidente anche nel titolo originale Good Omens, che fa il verso al film Omen. Anche questo romanzo è stato adattato molto recentemente come serie TV di successo, che vi consigliamo di vedere. La magia e il meraviglioso in Neil Gaiman non sono elementi circostanziali, ma permeano in maniera totale l’universo: siamo noi uomini a non riuscire a percepirli perché, semplicemente, il nostro cervello non vuole nulla d’irrazionale. Come la mente degli eroi di Lovecraft rifiutava la visione degli Orrori e si rifugiava nella pazzia, quella degli eroi di Neil Gaiman rifiuta l’esistenza del fantastico. Viene il dubbio che l’autore tenti in ogni modo, invece, di farci abituare al fantastico in maniera da poter tornare a vederlo. Ogni lettura delle sue opere ci porta a guardare il mondo attraverso i suoi occhi: è uno sguardo quasi fanciullesco, che permette di vedere topi danzerini, divinità dalle sembianze di truffatori, angeli che anelano la distruzione del mondo. Fantastico è riduttivo, onirico è fuorviante: il termine giusto forse è proprio magico.

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