Emma Stone: la carriera sfolgorante di una stella di Hollywood

Primo piano di Emma Stone - nerdface

Emma Stone

Primo piano di Emma Stone - nerdface

«If I feel strongly about anything, I get overwhelmed with emotion».

Occhioni

Classe 1988, Emma Stone non ha faticato molto a ritagliarsi un suo posto nel panorama cinematografico contemporaneo, affidandosi soprattutto a una carriera iniziata da giovanissima e che ha fatto passi in avanti anno dopo anno, fino ad arrivare all’Oscar da mettere in mostra sul camino. Contrariamente a quanto il cognome potrebbe far intendere, da bambina non fu affatto forte e salda. La stessa attrice ha dichiarato più volte d’aver sofferto di attacchi di panico, anche molto intensi. Chiedeva a sua madre, più volte al giorno, se le cose stessero andando bene, perché aveva bisogno di sapere che nessuno stava per morire e che nulla stava per cambiare. Suonerà familiare a chiunque abbia sofferto degli stessi problemi, così come familiare è il fatto che non sempre queste cose si possono lasciare alle spalle senza conseguenze. Gli attacchi di panico della piccola Emma Stone finirono anche per compromettere in parte la sua capacità di socializzare e fu in quel momento che arrivò l’aiuto inaspettato della recitazione, la cui forte componente terapeutica è stata sottolineata più volte proprio da lei.

Gli esordi

L’esordio avviene quando è molto giovane: già a 11 anni la troviamo interprete de Il Vento tra i Salici, cui seguiranno altre partecipazioni piuttosto anonime. D’altra parte, già molto bella, Emma Stone è ancora poco più di una bambina e non è considerata un prodigio, nonostante studi canto e recitazione, mostrando una certa attitudine. Sul grande schermo arriva comunque, ma in un ruolo non centrale, ma per il quale è comunque accreditata con nome e cognome: è del 2007 il film Suxbad: Tre Menti sopra il Pelo. Precisiamo che il titolo da commedia sexy all’italiana anni ’70 è solo colpa delle scellerate scelte della distribuzione nostrana quindi, se vi vengono in mente pensieri pruriginosi, sono sbagliati, almeno in parte. Superbad (questo il titolo originale) è una commediola teen americana, in alcuni casi anche abbastanza godibile e poi c’è Michael Cera, la cui faccia mette sempre di buon umore. Il film piace a molti e diventa, se non un cult, sicuramente un successo di critica e botteghino, con 169 milioni di dollari d’incasso a fronte di una spesa di appena 20 milioni. È il giusto piede di porco col quale scardinare Hollywood. Lo sarà per Cera, che già aveva esordito in Confessioni di una Mente Pericolosa e che lo stesso anno sarà in Juno, come anche per Jonah Hill. Ovviamente lo sarà per Emma Stone.

Emma Stone al telefono e davanti al PC seduta su un letto in Malcolm in the Middle - nerdface

A dire la verità, l’attrice era apparsa già diverse volte sul piccolo schermo in alcuni episodi di serie TV piuttosto famose, come Medium e la bellissima Malcolm in the Middle, ma indubbio che dopo Superbad la sua carriera ha uno slancio in più e praticamente continua a essere ingaggiata a nastro. Purtroppo, la maggior parte dei film cui prende parte sono commediole carine, ma nulla di più. Ci sono ovviamente le eccezioni, come The Rocker (2008) o Benvenuti a Zombieland (2009), ma accanto a questi troviamo film come La Coniglietta di Casa (2008) o Easy Girl (2010).

The Amazing Spider-Man

Poi, finalmente, iniziano ad arrivare le parti in lavori più di spessore. Crazy, Stupid Love (2011) e soprattutto The Help (2011), di cui è protagonista, segnano una svolta di qualità. E poi c’è anche questa cosa di Gwen Stacy, nei due Spider-Man post Sam Raimi. Se il primo The Amazing Spider-Man (2012) aveva abbastanza colpito in positivo, il secondo invece era pigro nella sceneggiatura. Certo, Emma Stone è la migliore Gwen Stacy mai vista su grande schermo e, certo, quella scena… Quella scena è forse l’unica da salvare del film.

Emma Stone romanticamente faccia a faccia con Spider-Man in The Amazing Spider-Man - nerdface

La consacrazione

Nel mentre di The Amazing Spider-Man 2: il Potere di Electro (2014), tra l’altro, trova tempo ed energie per girare con Woody Allen Magic in the Moonlight (2014) e, soprattutto, il capolavoro di Inarritu, Birdman (2014). Emma Stone è in lizza per l’Oscar come Miglior Attrice non Protagonista: una nomination assolutamente dovuta, perché regge splendidamente il confronto col cast e col livello tecnico pregiato della pellicola.

Primo piano di Emma Stone in Birdman - nerdface

Nel 2017 potrà afferrare la statuetta dorata, che le sarà assegnata per un film che, non a caso, appartiene al genere per il quale Emma Stone ha studiato per tutta la vita. Parliamo ovviamente di La La Land (2016), musical spacca-botteghino che ha incassato qualcosa come 400 e più milioni di dollari e s’è portato a casa 6 Oscar. Se non vi è ancora sufficiente, per placare la vostra voglia di lei Netflix è venuta in vostro soccorso con Maniac, una serie TV che ha saputo mantenere le promesse: Emma Stone recita ancora al fianco di Jonah Jill, ma questa volta siamo decisamente molto al di sopra del livello di Superbad.

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