Hachiko: la storia del cane che ha commosso tutto il mondo

Hachiko

hachiko è seduto a terra - nerdface

«Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima».
Victor Hugo

Cuore di cane

L’8 Marzo è la Festa della Donne, ma dall’altra parte del mondo si festeggia anche una delle figure più romantiche e dolci che la storia ricordi. Stiamo parlando di Hachiko, il cane diventato simbolo stesso della fedeltà in Giappone e, pian piano, anche nel resto del mondo.

Insieme al Professor Ueno

La storia di Hachiko inizia nel 1923. Il cucciolo nasce in una fattoria e, due mesi dopo, è adottato dal Professore Hidesaburō Ueno dell’Università Imperiale di Tokyo. Con lui rimane per tutta la vita. Ueno fa il pendolare e ogni mattina prende il treno dalla stazione di Shibuya, per recarsi al lavoro. Hachiko lo accompagna e, nel pomeriggio, quando l’uomo rientra con lo stesso treno, si fa trovare ad attenderlo.

In attesa a Shibuya

Ma nel 1925 Ueno è stroncato da un ictus mentre sta tenendo una lezione. L’uomo non farà ritorno quella sera e Hachiko rimarrà ad aspettarlo, invano. Sarebbe già abbastanza per spezzare il cuore più duro, ma c’è che, il giorno successivo, Hachiko è nuovamente alla stazione di Shibuya, alla stessa ora, ad attendere. E così è il giorno dopo, e quello dopo ancora, e quello successivo.

hachiko è insieme alla sua famiglia - nerdface

Per dieci anni il fedele Hachiko aspetterà invano il ritorno del suo padrone. Per dieci anni continuerà a recarsi a Shibuya nella speranza di vederlo rientrare, di ricevere una carezza e tornare a casa con lui.

Una storia che fa il giro del Giappone

Non possiamo immaginare lo stato d’animo che attanaglia il cuore dell’animale, ci piace pensare che non sia solo l’istinto a spingerlo nell’attesa, ma che ci sia anche qualcosa di più. E lo stesso pensano le persone che sono solite transitare per Shibuya e che subito si accorgono di quel cane triste, che incrociano ogni giorno alla stessa ora. Iniziano ad accudirlo, dandogli da mangiare e regalandogli qualche carezza: presto la sua storia fa il giro del Giappone.

Un eroe di fedeltà

Molti si recano in stazione solo per vederlo, piangono lacrime probabilmente perché, nonostante la vecchiaia avanzi, Hachiko è sempre in attesa. Diventa un eroe per questa sua fedeltà e nel 1934 gli è dedicata una statua in bronzo dello scultore Teru Ando. Un’altra verrà posta a Odate.

un uomo e una donna danno da mangiare a hachiko - nerdface

Arriva così l’8 Marzo 1935: Hachiko è trovato morto per le strade di Shibuya e la notizia getta nel lutto tutta la nazione. Gli sono dedicate le prime pagine dei quotidiani nazionali e la popolazione si stringe nel dolore e nel ricordo dell’animale. Hachiko aveva 11 anni. Tale è il rispetto guadagnato per la sua lunga attesa, che il suo corpo è preservato ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienze, fatta eccezione per alcune ossa, seppellite nel cimitero di Aoyama accanto alla tomba del padrone, con la sicura volontà di riunirli, finalmente.

Una festa nazionale

Hachiko è una figura tragica e commovente, capace di fare sgorgare calde lacrime a chiunque abbia mai avuto un cane, ma anche a quelli che possono solo immaginare un legame talmente forte da ingannare la morte, impossibilitata a infrangerlo. Una storia universale la sua, tanto che l’intero Giappone la ricorda ogni 8 Marzo, dedicandogli una festa e non solo.

Un luogo d’incontro

Nel 1994 la CBN trasmise alla radio una registrazione di Hachiko che abbaiava e milioni di persone la ascoltarono, con gli occhi lucidi. Una seconda statua (la prima era stata fusa per recuperare il metallo durante la Seconda Guerra Mondiale) gli fu dedicata e posta nella piazzetta che è ancora un luogo d’incontro tra i più importanti di Shibuya; non mancano riferimenti alla sua storia in moltissimi manga e anime.

la statua di hachoko onorata da centinaia di persone - nerdface

Travalicando l’oceano e mezzo mondo, la storia di Hachiko ha conquistato anche noi occidentali. Lasse Hallstrom gli ha dedicato un film nel 2009, un remake, per la verità, di un film giapponese del 1987 e riferimenti alla sua storia si erano già visti in uno degli episodi più tristi di Futurama, Cuore di cane.

Il Ponte dell’Arcobaleno

Esiste una leggenda, quella del Ponte dell’Arcobaleno, pare originaria dei nativi americani: narra di un luogo metafisico nel quale, dopo la morte, vanno tutti gli animali che avevano una persona cara. Essi giocano e corrono felici ma, ogni tanto, qualcuno si ferma improvvisamente per voltarsi indietro, poi inizia a correre a perdifiato sull’erba. Perché, si dice, ha avvistato il suo padrone e vuole tornare da lui.

È andata così

Hachiko e Ueno si sono sicuramente incontrati davanti al Ponte dell’Arcobaleno. Lui ha corso felice verso il padrone e gli ha fatto le feste, ricevendo tutte le carezze che gli sono mancate nei dieci anni d’attesa e restituendo tutto l’affetto che ha tenuto nel cuore senza poterlo esprimere. I due hanno giocato finalmente riuniti poi hanno attraversato il ponte e, ovunque siano ora, siamo sicuri che sono ancora l’uno accanto all’altro.

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