Jim Carrey: il comico che volle farsi Re

Jim Carrey

jim carrey col chiodo sorride - nerdface

«My focus is to forget the pain of life. Forget the pain, mock the pain, reduce it. And laugh».

Un effetto speciale

Come un eroico arciere, un grande attore serba nella sua faretra frecce per ogni esigenza. Classiche per pellicole normali, magiche per trame spettrali, fiammeggianti per le grandi occasioni e così via. Solo che non sempre queste sono scoccate al momento giusto, vuoi per le opportunità offerte dal destino o per i bizzarri capricci dell’industria, che ti sposta il bersaglio, facendo sì che certe interpretazioni non facciano centro o non riescano col buco. A meno che non si abbia a che fare con un novello Robin Hood.

Un allineamento celeste

Così, un bel giorno, quasi dal nulla, appare un interprete impossibile da non notare. Esordì nel 1988 con Se ti mordo sei mio e apparve in ruoli marginali in alcuni altri film, tra cui Peggie Sue si è sposata e Le ragazze della Terra sono facili, senza però mai spiccare. Poi, nel 1994, come per effetto di un allineamento celeste, la sua faccia, apparentemente fatta di gomma, richiama al cinema milioni di spettatori, per assistere all’inaspettato e divertentissimo Ace Ventura: l’acchiappanimali.

Ace Ventura

È con questo Ace Ventura che il mondo scopre il talento di Jim Carrey, attore canadese forgiato dal dolore di una vita difficile, capace di far saltare sulla sedia la critica snobbona che, vedendo in lui un emulatore da discount di Jerry Lewis, lo etichetta come impostore e ciarlatano. Ma uno tsunami quando ha inizio è impossibile da arginare.

jim carrey in una delle sue posi folli in ace ventura - nerdface

Nello stesso anno, dunque, il fenomeno Jim Carrey monopolizza le sale con The Mask e Scemo & più scemo, altre due commedie con incassi a pioggia, che confermano la nascita di una star. Tutti i personaggi interpretati sono enormemente sopra le righe, totalmente folli, e confermano l’attore come unico nella sua generazione, capace d’essere percepito come un effetto speciale.

L’Enigmista

Improvvisamente Hollywood scopre di non poter fare a meno di lui e, l’anno successivo, torna in sala con Batman Forever, nel quale il suo Enigmista è ricordato come l’unico elemento dignitoso del film di Joel Schumacher, e con Ace Ventura: missione Africa.

jim carrey si rotola a terra nella sua tutina verde attillata dell'enigmista - nerdface

A quel punto Jim Carrey può permettersi di scegliere in assoluta libertà i suoi copioni e, consapevole d’aver usato la sua comicità innata per scardinare le resistenze delle major, fa un passo di lato, per mettersi alla prova in ruoli sempre folli ma diversi.

The Truman Show

Ne Il rompiscatole di Ben Stiller e in Bugiardo bugiardo, infatti, iniziano a trasparire, tra le piaghe della sua faccia da folle, delle vibrazioni drammatiche, che prenderanno forma in uno dei grandi capolavori di fine secolo, The Truman Show, di Peter Weir.

jim carrey indica qualcuno appena uscito di casa in truman show - nerdface

Questa commedia drammatica del 1998, che strizza l’occhio alla tematica fantascientifica sviscerata dal Philip K. Dick della realtà che non è quello che sembra, consacra Jim Carrey come attore completo, valendogli il Golden Globe e aprendo alla sua carriera orizzonti precedentemente inimmaginabili.

L’uomo sulla Luna

L’anno successivo stupisce con la sua interpretazione di Andy Kaufman in Man on the Moon, diretto dal geniale Milos Forman, forse il suo film più straniante ed efficace, che gli vale il secondo Golden Globe con un ruolo per il quale supera la concorrenza di attori del calibro di Edward Norton o Kevin Spacey.

jim carrey è andy kaufman in man on the moon ed è in piedi su un palco col sipario rosso chiuso - nerdface

Alternando comicità e profondità, Jim Carrey inanella un successo dietro l’altro, da Io me e Irene a The Majestic, da Il Grinch a Una settimana da Dio. Poi l’apoteosi. Forte del fiuto affinato con Weir, nel 2004 intuisce le potenzialità di una pellicola che, per il tema complesso e la resa scenica, non convince in sala, per poi assurgere al livello di cult generazionale.

Eternal sunshine

Eternal sunshine of the spotless mind, è il primo film della storia che, per le fortissime emozioni suscitate, spinge il pubblico italiano a riferirglisi col titolo originale, boicottando con fastidio il puerile adattamento scelto dai distributori nostrani, Se mi lasci ti cancello, percepito come un inadeguato ridimensionamento di un capolavoro.

jim carrey dorme e su di lui è sveglia kate winslet - nerdface

Negli anni a venire, Jim Carrey lavora a moltissime altre pellicole, tra cui vale la pena ricordare Una serie di sfortunati eventi, Number 23 e A Christmas Carol, diretto da Robert Zemeckis, dando però la sensazione d’avere già dato il suo meglio. Dirada le sue apparizioni per curarsi dalla depressione, per poi riprendere a lavorare, senza però riuscire a incidere come in passato.

Una speranza

La speranza è che, essendo ancora piuttosto giovane, possa tornarci a sorprendere sul grande schermo. Tuttavia, nel decennio che va dal 1994 al 2004, Jim Carrey ha saputo guadagnarsi di diritto un posto d’onore nella storia del cinema con pellicole destinate a restare nella memoria. E se un giorno dovesse scegliere di non farsi vedere più, potremo far valere il saluto con cui s’accomiata da tutti i suoi pubblici, nel finale del The Truman Show, col suo indimenticabile: «Caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buona sera e buona notte!».

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