Mao Dante: le radici dei successivi capolavori di Go Nagai

un disegno a colori di mao dante - nerdface

Mao Dante

il volto di mao dante - nerdface

Curiosità

Il manga originale e l’anime differiscono in diversi aspetti: su tutti il finale, che nel manga è assente, mentre nell’anime trova una sua conclusione.

Titolo originale 魔王ダンテ
Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 1971
Tankobon 3 (interrotta)
Genere Horror
Autore Go Nagai
Edizione italiana 1998

Radici

Del nostro Go Nagai, come avviene col più prosaico maiale, non si butta via niente. Lo stesso Maestro, le cui opere su carta e teleschermo hanno segnato la storia dei manga e degli anime in patria e all’estero, ha sempre avuto l’abitudine di riprendere in mano le sue storie, riciclandole a propria discrezione o affidandone il riadattamento a qualcuno dei suoi discepoli. E come a nessun essere onnivoro che si rispetti verranno mai a noia salsicce, braciole, guanciale, prosciutto e altri doni del beato porco, così nessun nerd che voglia portare questo appellativo si stancherà delle innumerevoli declinazioni in cui Go Nagai continua a offrirci le proprie intramontabili tematiche.

Il confine labile di Bene e Male

Mao Dante, che vide la luce sulla rivista Bokura Magazine tra il Gennaio e il Maggio 1971, rimanendo peraltro incompiuto, è una delle pietre d’angolo della narrativa di Go Nagai. La storia dell’uomo, posto al centro di conflitti secolari in cui Bene e Male non sempre vestono l’abito canonico e, anzi, si confondono lungo un confine labilissimo ed estremamente ambiguo, è infatti una sorta di cellula staminale: una struttura di per sé inadatta alla vita autonoma, ma in grado di specializzarsi ed evolvere in modo potenzialmente infinito.

Una cellula germinale

È da questa cellula totipotente da cui germineranno capolavori indiscussi come Devilman e Mazinga Z, con tutto il resto a seguire. Il primo, Devilman, erediterà gran parte del concept: la storia del giovane orfano mezzo scapestrato che, ignaro, si ritrova in convivenza forzata col corpo, l’anima e gli istinti di un potente, antichissimo demone; per quanto riguarda Mazinga, invece, il lascito consisterà più in una serie di spunti di natura prettamente grafica, come le dimensioni colossali e la presenza di volti umani o umanoidi che compaiono sui corpi degli antagonisti del nostro robottone.

mao dante spacca a metà un nemico - nerdface

Si dovrà aspettare il remotissimo 2002, quando ormai figli e nipoti del demone che porta il nome del Sommo Poeta, altra fisima del Maestro, che ricordiamo aver pubblicato una versione manga della Divina Commedia, saranno già ascesi nei pantheon di generazioni di appassionati, perché la Dynamic Planning, ovvero la casa produttrice di anime fondata dalla famiglia Nagai, compia l’ennesima operazione di rimpasto dell’antico manga e metta insieme una serie animata di 13 episodi, in cui Mao Dante rivive le sue truculente avventure, con un finale tutto nuovo e a sorpresa.

Una tragica inquietudine

È una serie da recuperare? Aggiunge o toglie qualcosa a quanto già narrato nell’incomparabile Devilman? Ne è anche lontanamente all’altezza? Non sappiamo rispondere e forse, anche potendo, vi inviteremmo comunque a farvi un’idea per conto vostro. Noi non sappiamo dire di no alle grandi ammucchiate di ibridi mostruosi, alle abbuffate di sangue e budella, né alle mareggiate di tragica inquietudine che Go Nagai ci sa regalare.

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Titolo originale 魔王ダンテ
Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 1971
Tankobon 3 (interrotta)
Genere Horror
Autore Go Nagai
Edizione italiana 1998