Stephen Hawking: l’uomo che ci ha mostrato l’Universo

stephen hwking sorride in una posa di profilo - nerdface

Stephen Hawking

stephen hawking sorride - nerdface

«Guardate le stelle invece dei vostri piedi».

Into his universe

«Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle, invece dei vostri piedi». Fisico, cosmologo e anche sognatore: così si definiva Stephen Hawking, lo scienziato più celebre e autorevole degli ultimi decenni. L’uomo caparbio, il genio romantico ed estroso che non poteva fare a meno d’osservare il cielo e porsi domande, viaggiando con la sua talentuosa mente in quell’Universo misterioso che non ha mai smesso d’affascinarlo.

Un viaggio nel tempo

Ammaliato dal bagliore della conoscenza, la ricerca lo ha portato a chiedersi dove e quando tutto cominciò, arrivando a fermare il tempo e viaggiare a ritroso; è riuscito a trasmettere la sua grande passione a un’infinità di persone in tutto il pianeta, anche lontane dalla sua cultura e dal suo mondo. E così, oggi, sappiamo che tutto ebbe inizio dall’esplosione di una stella.

Il primo documentario

Usciva il 25 Aprile 2010 fa su Discovery Channel Into the Universe, il documentario di 3 puntate nel quale Stephen Hawking esplorava i segreti e la grandiosità dell’Universo, affrontando avvincenti interrogativi sulla natura dei fenomeni cosmologici.

stephen hawking in un parco con panchine simmetriche - nerdface

Con l’emozione, il sentimento e il coinvolgimento emotivo che può trasmettere un bambino che parla di qualcosa che ha catturato la sua vivace attenzione, ci trascinò nel suo mondo attraverso un linguaggio semplice e comprensibile, supportato dalle teorie scientifiche rigorosamente elaborate da lui stesso e dagli altri grandi della Scienza, fra i quali Isaac Newton e Albert Einstein. Il risultato è strabiliante: Stephen Hawking ci accompagna, tenendoci per mano, in un viaggio nel tempo, sorprendente e unico.

Come funziona l’Universo?

«Forse siamo poco più che scimmie evolute su un piccolo pianeta, ma siamo comunque in grado d’interrogarci sull’Universo. Questo ci rende speciali. L’obiettivo che ho da tanto è semplice: capire come funziona l’Universo e perché esista. Fortunatamente ci sono indizi ovunque, il più importante sta proprio sopra di noi. Molti piccoli punti luminosi che osserviamo nella volta celeste sono minuscole porzioni di un’immensa rete di galassie: una parte infinitesimale di quello che possiamo vedere del cosmo dal nostro pianeta, ma sono una traccia sufficiente per la nostra indagine sull’Universo, la chiave per capire il passato, il presente e, forse, anche il futuro».

I buchi neri

Un futuro che lo vede scopritore, fra l’altro, dell’origine dei buchi neri: «Come tutti i supereroi, la gravità ha il suo lato oscuro: i buchi neri, che si formano quando una stella, con una massa maggiore di 20 volte quella del Sole, muore». E sarà forse per questa capacità di comunicare con un linguaggio giovane a renderlo popolare anche nella cultura di massa, conquistando comparse, partecipazioni e cammei in numerosi film, serie TV e documentari. Tanto che persino i Pink Floyd, nel 1994, chiedono e ottengono la sua collaborazione nel disco The Division Bell, per il brano Keep talking, al quale Stephen Hawking presta la sua voce sintetizzata.

stephen hawking sorride prova l'esperienza dell'assenza di gravità - nerdface

L’inizio della carriera di Stephen Hawking presso l’Università di Cambridge, invece, ha ispirato il film per la televisione del 2004 Hawking, prodotto dalla BBC, in cui lo scienziato è interpretato da Benedict Cumberbatch. E siamo nel 2008, quando il film Superhero: il più dotato fra i supereroi porta in scena uno Stephen Hawking, oggetto di caricature, interpretato da Robert Joy.

Stephen in Star Trek

Il nostro pubblico nerd ricorderà certamente l’apparizione dello scienziato nell’episodio 26 della stagione 6 di Star Trek: the Next Generation, dove s’è esibito in una partita a poker con Einstein, Newton e il comandante Data. Toccante e indimenticabile! Per non parlare delle numerose presenze negli episodi de I Simpson e di Futurama.

Stephen in The Big Bang Theory

Fra le nostre preferite, non possiamo esimerci dal citare le comparse nella serie TV The Big Bang Theory, sia in versione normale, sia come testa parlante.  La sconfinata stima e ammirazione del protagonista Sheldon Cooper per il cosmologo richiama alla mente, non senza un sorriso, il mantra «Stephen Hawking! Stephen Hawking! Stephen Hawking!». E ancora, è ospitato anche in Due Fantagenitori, dov’è impegnato a dimostrare all’insegnante di Timmy che, in particolari circostanze, 2+2 fa 5.

stephen hawking accanto a sheldon cooper in the big bang theory - nerdface

I Griffin lo presentano in veste di professore di Brian, nella puntata Brian goes back to college. Addirittura, la Marvel gli dedica una citazione nel film The Avengers, in cui Stephen Hawking è paragonato a Bruce Banner. Ci sono poi due film, uno del 2013 scritto da Ben Bowie, Stephen Finnigan e dallo stesso Stephen Hawking, sulla sua vita, intitolato di nuovo Hawking; poi La Teoria del Tutto (2014), diretto da James Marsh, dove lo scienziato è interpretato da Eddie Redmayne, vincitore del premio Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Stephen e i Pink Floyd

Nello stesso anno, a pochi mesi dall’annuncio dell’uscita di The Endless River, l’ultimo album dei Pink Floyd, è confermata nuovamente la presenza della voce sintetizzata di Stephen Hawking, nel brano Talkin’ Hawkin’. Per concludere questo breve excursus, un omaggio che rappresenta una goccia nell’oceano della straordinaria vita di quest’uomo magnetico, oltre a consigliare caldamente la visione di tutti i suoi documentari e la lettura delle sue opere, comprese le geniali collane per bambini, vi lasciamo con alcune sue parole, per riflettere e per sorridere.

stephen hawking in pèosa in una vecchia sala - nerdface

«Si potrebbe dire che noi siamo fatti di polvere generata dal Big Bang. L’intero Universo s’è formato atomo dopo atomo come una grande opera di ingegneria cosmica. Se non fosse stato per un colpo di fortuna, non ci sarebbe nulla di quello che ci circonda. Dobbiamo la nostra esistenza all’irregolarità, all’imperfezione, alla mancanza d’ordine. La prossima volta che qualcuno vi critica perché non avete seguito le regole nei minimi dettagli, ditegli pure che potrebbe rivelarsi una cosa buona». È un onore poter pensare d’essere composti dalla sua stessa sostanza.

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