The gate must stand | Altro che tower defense! | Recensione

Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars
PRO
- Ibrido riuscito tra azione, tower defense e roguelite
- Sistema d’evoluzione dei seguaci profondo e appagante
- Enorme varietà di build e sinergie
- Boss e reliquie che impongono scelte di rischio interessanti
- Ottima rigiocabilità
CONTRO
- Interfaccia caotica e descrizioni poco chiare
- Ritmo a tratti lento
- Ripetitività nella seconda metà
| Serie | The gate must stand |
|---|---|
| Uscita | 18 Giugno 2026 |
| Gameplay | Single player |
| Anno | 2026 |
| Piattaforma | PC |
| Genere | Dark fantasy Indie Roguelite Tower defense |
| Sviluppatore | Senmu Studio |
| Produttore | Senmu Studio |
| Distributori | Gamersky Games Yogscast Games |
| Piattaforma testata | PC |
Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars
The gate must stand, sviluppato da Senmu Studio e pubblicato da Gamersky Games e Yogscast Games, è un tower defense roguelite in salsa dark fantasy uscito il 18 Giugno su PC. L’idea alla base è semplice, ma efficace: il continente è caduto, l’umanità è sull’orlo dell’estinzione e la città di Belrak resta l’ultimo baluardo contro un’invasione demoniaca.
Non solo torri
Invece di limitarsi a piazzare torri e osservare passivamente l’avanzata nemica, però, il gioco butta il giocatore direttamente nella mischia, mescolando azione, strategia in tempo reale e progressione roguelite in un unico impasto sorprendentemente coeso.
Trama
La narrazione non è certo il cuore dell’esperienza, ma un contesto c’è. Il continente è ormai perduto, travolto da un’invasione demoniaca che ha spazzato via ogni difesa, e la grande città di Belrak rappresenta l’ultima speranza rimasta.

Il giocatore veste i panni di un eroe chiamato a proteggere il cancello cittadino, unico argine tra la civiltà e l’annientamento totale. Il messaggio è chiaro fin dal titolo: gli eroi possono cadere e rialzarsi, ma se il cancello crolla, la partita finisce.
La cornice dell’azione
È un pretesto essenziale, quasi minimale, che serve soprattutto a dare una cornice all’azione. Chi cerca una storia ricca di svolte o personaggi memorabili resterà a mani vuote, perché qui tutto il peso ricade sul gameplay e sulla tensione del singolo assedio.
Gameplay
Il gameplay è senza dubbio il punto di forza di The gate must stand. La struttura fonde tre anime diverse: l’azione di un action RPG, la gestione di un tower defense e la progressione tipica di un roguelite. Il giocatore controlla direttamente un eroe che si muove sul campo di battaglia in tempo reale, mentre allo stesso tempo deve gestire e posizionare i propri alleati stazionari, veri e propri baluardi difensivi.
Un caos controllato
Il risultato è un caos controllato che richiede attenzione costante: un momento si falcia l’orda con attacchi corpo a corpo, quello dopo si riposizionano i difensori o si decide quale potenziamento preparerà meglio l’esercito all’ondata successiva. Ogni eroe disponibile offre uno stile di combattimento distinto, dal berserker all’assassino, dallo spellcaster al difensore, incentivando la sperimentazione tra una run e l’altra.

Il vero cuore sistemico, però, sta nei seguaci: ognuno può essere abbinato all’eroe, potenziato lungo percorsi multipli e infine evoluto nella sua forma definitiva grazie alle reliquie ottenute sconfiggendo i boss. Questi ultimi compaiono a intervalli regolari, ogni pochi minuti, e mettono il giocatore di fronte a scelte concrete di rischio e ricompensa: puntare alla sopravvivenza immediata o costruire una build più potente sul lungo periodo?
La gestione delle risorse
La gestione delle risorse è centrale e ogni sconfitta contribuisce comunque alla progressione permanente, sbloccando nuove opzioni e strategie. Il successo dipende più dalla pianificazione che dai riflessi: valutare dove investire, quali seguaci potenziare e quando osare è ciò che separa una run riuscita da un fallimento.
Un solo limite
L’unico vero limite di questo impianto è l’interfaccia. Man mano che i sistemi si sbloccano, menu e descrizioni dei potenziamenti diventano sovraccarichi di informazioni e capire come interagiscono reliquie e abilità richiede più tempo del dovuto, soprattutto nelle prime ore.
Feeling
Sul piano sensoriale, The gate must stand abbraccia un’estetica dark fantasy che si sposa bene con la sua premessa da ultima resistenza. Le ondate massicce di nemici, gli effetti magici e gli ambienti dettagliati restituiscono un buon senso di scala, nonostante una realizzazione tecnica tutto sommato contenuta.
Colonna sonora e design
Gli effetti dei colpi sono soddisfacenti senza risultare invadenti nei momenti più calmi e la colonna sonora accompagna bene la pressione costante della difesa. Anche il design dei nemici mantiene una discreta varietà, evitando che ogni ondata sembri identica alla precedente.

La sensazione dominante è quella di un caos gestibile, che diventa sempre più gratificante man mano che i vari sistemi iniziano a lavorare insieme. C’è però un rovescio della medaglia. Il ritmo, in particolare, tende a farsi lento in diverse fasi, al punto che giocare a velocità aumentata diventa quasi una necessità per mantenere alta la tensione.
La ripetitività
Nelle ondate più affollate possono comparire rallentamenti tecnici quando lo schermo si riempie di nemici ed effetti e nella seconda metà dell’esperienza la formula inizia a mostrare una certa ripetitività. Sono difetti che non compromettono il divertimento, ma che impediscono al gioco di raggiungere l’eccellenza.
Conclusioni
The gate must stand riesce a distinguersi in un genere sempre più affollato proprio grazie alla sua ibridazione. Unire azione, tower defense e progressione roguelite non era scontato, eppure il gioco costruisce un loop appagante che premia costantemente la sperimentazione e la voglia di ottimizzare le proprie build.

Il sistema di evoluzione dei seguaci, in particolare, offre quella profondità sistemica capace di tenere incollati per decine di run. Non è un titolo privo di difetti: l’interfaccia sovraccarica, il ritmo a tratti lento e una certa ripetitività nel finale ne frenano lo slancio.
Una piccola e bella sorpresa
Tuttavia, quando tutti i suoi ingranaggi si allineano, difendere Belrak diventa difficile da abbandonare. Consigliato a chi ama i roguelite ricchi di sistemi e sinergie, a chi cerca una tower defense più attiva e coinvolgente del solito e a chi non si spaventa davanti a una curva di apprendimento un po’ ripida. Una piccola sorpresa solida e stratificata, imperfetta ma capace di regalare grandi soddisfazioni.
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PRO
- Ibrido riuscito tra azione, tower defense e roguelite
- Sistema d’evoluzione dei seguaci profondo e appagante
- Enorme varietà di build e sinergie
- Boss e reliquie che impongono scelte di rischio interessanti
- Ottima rigiocabilità
CONTRO
- Interfaccia caotica e descrizioni poco chiare
- Ritmo a tratti lento
- Ripetitività nella seconda metà
| Serie | The gate must stand |
|---|---|
| Uscita | 18 Giugno 2026 |
| Gameplay | Single player |
| Anno | 2026 |
| Piattaforma | PC |
| Genere | Dark fantasy Indie Roguelite Tower defense |
| Sviluppatore | Senmu Studio |
| Produttore | Senmu Studio |
| Distributori | Gamersky Games Yogscast Games |
| Piattaforma testata | PC |











