No other choice | È il capitalismo, baby! | Recensione

Il voto di Nerdface:
5.0 out of 5.0 stars
| Titolo originale | 어쩔 수가 없다 |
|---|---|
| Lingua originale | coreano |
| Paese | Corea del Sud |
| Anno | 2025 |
| Durata | 139 minuti |
| Uscita | 1° Gennaio 2026 |
| Genere | Commedia nera Drammatico |
| Regia | Park Chan-wook |
| Sceneggiatura | Park Chan-wook Don McKellar Lee Kyoung-mi Lee Ja-hye |
| Fotografia | Kim Woo-hyung |
| Musiche | Jo Yeong-wook |
| Produzione | Moho Film KG Production CJ Entertainment |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Cast | Lee Byung-hun Son Ye-jin Park Hee-soon Lee Sung-min Yeom Hye-ran Cha Seung-won Yoo Yeon-seok |
Il voto di Nerdface:
5.0 out of 5.0 stars
«Tu devi sparire perché io viva»
Dall’idillio familiare alla spirale più nera di male: è questa la parabola raccontata da No other choice, il nuovo film di Park Chan-wook uscito nelle sale italiane 1° Gennaio distribuito da Lucky Red. La pellicola, già acclamato in Italia alla sua prima presentazione, in occasione dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha ricevuto ben 3 candidature ai Golden Globe.
La vita serena di Man-soo
Man-soo è felice ed è convinto d’avere tutto nella vita: una moglie che ama, due figli, due cani, una casa meravigliosa con una serra tutta per sé, dove porta avanti il suo hobby, il giardinaggio. Soprattutto: ha un lavoro in cui è il migliore. Infatti l’uomo è specializzato da venticinque anni nella produzione di carta, cosa che lo appassiona e lo soddisfa nel modo più sincero.
Tutto cambia
Tutto cambia quando una compagnia americana acquisisce l’azienda dove lavora: per snellire il processo di realizzazione e incrementare la produttività, i nuovi proprietari decidono di operare dei tagli al personale. Man-soo è tra le vittime e si ritrova in una sottospecie di girone infernale fatto di bandi, curriculum, assurdi colloqui e una quantità infinita di stress.

Ovviamente, rimane sempre e comunque legato all’ambito della produzione della carta perché, a detta sua, «non c’è altra scelta, sono nato per questo». La pressione di questa ricerca del posto giusto spinge Man-soo all’esaurimento: se il lavoro non c’è, l’unica soluzione è crearselo, a costo di dover eliminare con le sue stesse mani la concorrenza.
Lo diceva anche Gadda…
«Ogni oltraggio è morte», scriveva Carlo Emilio Gadda nel suo La cognizione del dolore: sarà esattamente il meccanismo che Man-soo vivrà sulla sua pelle. Un licenziamento ingiustificato, una vita professionale sacrificata all’altare della produttività, fanno di lui, uomo onesto, realizzato e soddisfatto, un guazzabuglio di sentimenti, pensieri e azioni negative che lo portano a eclissarsi, in una lunga, metaforica discesa, di cui Man-soo stesso non vede né l’inizio né, tantomeno, la fine.
Una commedia dark con qualcosa da dire
No other choice è un ottimo esempio di come si fa una commedia dark priva dello splatter facile, ma con qualcosa da dire davvero: certo, non si può dire che l’ironia di cui è costellata sia esattamente quanto uno spettatore occidentale medio sia abituato, ma forse anche questo fattore contribuisce alla sua ottima riuscita.

Tema di fondo di No other choice è la feroce e smaliziata critica al sistema capitalistico. Man-soo non se ne rende conto, ma lo spettatore lo percepisce forte e chiaro, sotto forma di un senso di disagio che non lo abbandona mai per tutta la durata del film. Il protagonista è, sì, soddisfatto e realizzato, ma lo è di una versione di sé interamente condizionata dal mestiere che svolge.
È il capitalismo, baby!
La dannazione di Man-soo è d’essere caduto nella trappola capitalistica secondo la quale l’uomo ha valore soltanto in base al suo lavoro e alla carriera in grado d’assicurarsi e il suo unico peccato originale, invece, è sognare l’idillio personale nel mondo del capitale. La sfilza di colloqui che Man-soo sostiene non è una ricerca di un semplice posto di lavoro, ma la disperata volontà di un uomo di ritrovare l’unica cosa che dia davvero senso al suo essere: la sua professione.
Storia di una perdizione
È proprio in questa si perde: tutta la vita di Man-soo è messa a rischio da questo folle tentativo di ritrovare il proprio posto nel mondo o, meglio, nella società capitalistica lo controllo questo mondo. La perdizione di Man-soo è rappresentata in modo meraviglioso su un piano allegorico e metaforico: nella sua impresa di «occuparsi della concorrenza», fa degli incontri che, sia a lui che a maggior ragione allo spettatore, smuovono qualcosa nel retro della mente.

Le persone con cui il protagonista si ritrova a fare i conti sembrano non essere altro che delle proiezioni esterne delle possibilità passate, presenti e future della sua esistenza. È così che, in una poetica allegoria in stile Canto di Natale, affrontando ognuna di queste persone il protagonista fa a pezzi se stesso.
Quale ingranaggio sei?
L’epilogo, senza fare spoiler, lascia all’uscita dalla sala un senso fortissimo di stordimento, come dopo aver ricevuto un fortissimo colpo alla testa. Ci aiuta, almeno in parte, a recuperare memorie antiche e a riconoscere lo stato d’alienazione in cui tutti versiamo. Park Chan-wook ci regala quindi la perfetta rappresentazione della macchina produttiva odierna e degli ingranaggi che ognuno di noi rappresenta: un mondo che corre a una velocità spropositata mentre noi, come Man-soo, vorremmo solo stare tranquilli nelle nostre metaforiche serre a badare alle nostre metaforiche piante.
Il trailer di No other choice
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| Titolo originale | 어쩔 수가 없다 |
|---|---|
| Lingua originale | coreano |
| Paese | Corea del Sud |
| Anno | 2025 |
| Durata | 139 minuti |
| Uscita | 1° Gennaio 2026 |
| Genere | Commedia nera Drammatico |
| Regia | Park Chan-wook |
| Sceneggiatura | Park Chan-wook Don McKellar Lee Kyoung-mi Lee Ja-hye |
| Fotografia | Kim Woo-hyung |
| Musiche | Jo Yeong-wook |
| Produzione | Moho Film KG Production CJ Entertainment |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Cast | Lee Byung-hun Son Ye-jin Park Hee-soon Lee Sung-min Yeom Hye-ran Cha Seung-won Yoo Yeon-seok |










