Mario Brega: il caratterista non esplosivo così, ma così!

Mario Brega

mario brega in uno spaghetti western - nerdface

«Ce sto io… E poi ce sta De Niro».

Non così, ma così!

«E je discevo arzate, ARZATE CORNUTO, ARZATE!!!». I cambi di tono, da pacato, discorsivo e quasi paterno all’urlo rabbioso e violento, i cambi effettuati in corsa, senza pause o interpunzioni, esplosi senza preavviso, sono l’indimenticabile firma che Florestano Brega, per tutti Mario, ha tracciato sullo schermo cinematografico.

Tra umano e allegorico

Nato nel 1923, Mario Brega è una delle colonne di quella schiera di caratteristi, creature mitiche a metà tra l’umano e l’allegorico, scovati in giro per tutto lo Stivale e portati davanti alle cineprese a recitare o, per meglio dire, a rappresentare quella parte loro affidata fin dalla nascita. Nella fattispecie, l’imponente fisicità, i modi bruschi e le incontrollabili esplosioni di violenza dentro e fuori dal personaggio interpretato hanno reso Mario Brega una presenza al limite dell’indispensabile in oltre 70 pellicole che, dal western alla commedia, hanno spaziato in tutti i generi più cari al cinema italiano.

Ne sa qualcosa Gordon Scott…

Di aneddoti riguardanti l’incontenibilità di un’indole tutta romana, irascibile e genuina, è pieno qualsiasi contenitore di interviste, documentari o semplici spezzoni. Mario Brega, nato e vissuto nella zona di Viale Marconi, ha ottenuto parti e pose nello stesso modo con cui ha rimesso a posto Gordon Scott sul set di Buffalo Bill l’eroe Ddel Far West: imponendosi col suo vocione o direttamente a mani nude.

mario brega negli spaghetti western - nerdface

Carlo Verdone serba di questo carattere iroso un ricordo a metà tra l’ammirato e il terrorizzato, mentre Ezio Cardarelli, agiografo di varie leggende del cinema italiano, intitola la biografia di Mario Brega Ce sto io… Poi ce sta De Niro, a celebrare il lato megalomane del suo carattere.

Alcuni personaggi indimenticabili

Risulta complesso, anche per noi di Nerdface, non scadere nel citazionismo da dopocena quando si trattano personaggi sulle cui frasi sono fondate adolescenze, rapporti di lavoro o passepartout per capire chi si ha di fronte. Ma questo sono le performance di Mario Brega, dal volo dal treno con Eli Wallach ne Il buono, il brutto e il cattivo, alle interpretazioni immortali del principe camionista, del disperato padre borghese e del futuro suocero nei primi film proprio di Carlo Verdone. Indimenticabile è anche la consegna dei regali, con annessa enunciazione dei contenuti dei pacchetti e del prezzo, alle povere Rossana Di Lorenzo e Franca Scagnetti in Vacanze di Natale, di Carlo Vanzina.

mario brega afferra il mento di carlo verdone in borotalco - nerdface

Non c’è molto da aggiungere, almeno non qui: il testo scritto rende davvero poco onore alla vulcanica potenza di Mario Brega. L’invito è a proseguire i festeggiamenti davanti a uno schermo, e a gustarcelo ancora e ancora e ancora.

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