Alan Rickman: l’indimenticabile villain elegante

ritratto in bianco e nero di alan rickman con la mano davanti il volto - nerdface

Alan Rickman

«I am the character you are not supposed to like».

Il villain elegante

Gli inizi del 2016 non sono stati dei migliori. Lo sappiamo, ci hanno lasciato uomini e donne facenti parte della nostra storia. Tra di essi, abbiamo dovuto dire addio anche ad Alan Rickman. L’attore è stato stroncato da un cancro al pancreas, che lo ha consumato in soli sei mesi, troppo pochi, soprattutto se considerati in antitesi a una carriera lunga, cui solo la morte prematura ha messo un punto d’arresto.

Dal teatro al cinema

Cresciuto artisticamente sui palcoscenici inglesi a pane e Shakespeare, già dalla fine degli anni ’70 aveva conquistato una certa fama grazie al suo talento. Il cinema lo prende quando è già artisticamente più che maturo ed è uno di quegli incontri che il pubblico del grande schermo si merita. Esce nel 1988 il primo film della serie Die hard. Gli ’80 ci hanno portato eroi d’azione, ma anche, e per fortuna, cattivi come Hans Gruber, cui Alan Rickman riesce a dare lo spessore e il carattere necessari a renderlo indimenticabile.

alan rickman è hans gruber e tiene una pistola in mano - nerdface

Ancora un ruolo da antagonista nel quasi dimenticato Carabina Quigley, al fianco di Tom Selleck, e un’interpretazione molto sopra le aspettative anche in Robin Hood: il principe dei ladri, che gli vale un Bafta, l’Oscar inglese. Pare che lo stesso Kevin Costner abbia fatto parecchia pressione in fase di montaggio, per eliminare alcune scene con Alan Rickman che avrebbero potuto adombrarlo come protagonista.

alan rickman è il villain in robin hood - nerdface

Dovette comunque fare i conti col talento del collega inglese, capace di cambiare il copione improvvisando con roba talmente buona, che lo stesso regista decise di tenerla, ritenendole parti molto divertenti. La stessa verve la possiamo quasi vedere anche in Dogma, di Kevin Smith, dove il nostro interpreta Metatron, serafino cui è affidato il compito di fare da portavoce a Dio, una bellissima Alanis Morisette; strizzando moltissimo l’occhio agli appassionati di una nota serie di fantascienza, possiamo ammirarlo anche in Galaxy Quest, al fianco di Sigourney Weaver e Tim Allen.

Il supporto di grandi attori

Quest’ultimo è uno di quei film che scopri quasi per sbaglio, una domenica sera da palinsesto estivo, e te ne innamori, perché ti rendi conto che, davvero, è stato scritto pensando a te, fan di Star Trek, ma non solo: Galaxy Quest ha avuto anche il pregio di ricevere critiche più che positive anche dagli attori delle varie serie, da George Takei a Patrick Stewart, i quali l’hanno trovato semplicemente «brillante». Una piccola perla da recuperare se siete appassionati dei viaggi delle Enterprise e avete un’ingiunzione del tribunale che vi obbliga a stare a non meno di cento metri da William Shatner.

alan rickman è nell'equipaggio di galaxy quest - nerdface

Torniamo ad Alan Rickman: nel 2001 iniziano a uscire le trasposizioni cinematografiche dei libri di J.K. Rowling e del suo mago bambino. Stiamo ovviamente parlando dei film di Harry Potter, nei quali l’attore interpreta l’acido e unto Professor Piton (o Snape, se preferite l’edizione originale). Se c’è mai stata un’interpretazione di Alan Rickman capace di canalizzare l’amore di fan di tutte le età, è sicuramente questa: infatti, il giorno della sua morte le bacheche di tutti i social sono state letteralmente invase dalle immagini e dalle frasi del maestro di pozioni di Hogwarts.

Piton

I libri di Harry Potter hanno la non banale qualità d’evolvere trama e caratteri dei personaggi: se il primo è dedicato a bambini di poco più di dieci anni, in tutti i successivi, fino all’ultimo, l’asticella è alzata fino alla maturità. Si può dire che crescano con noi e Piton, come tutti gli altri personaggi del libro, si trasforma di pari passo, guadagnando spessore e credibilità: se all’inizio incarnava solo il ruolo del professore severo, arrivare a essere vera e propria maschera romantica e tragica nel finale.

piton sta per scoccare un incantesimo contro qualcuno - nerdface

Non sappiamo se J.K. Rowling avesse previsto questa evoluzione, anzi crediamo che si sia trovata con un successo meritato, ma insperato, da dover per forza di cose mandare avanti; siamo certi, però, che Alan Rickman abbia messo nella sua interpretazione la stessa attenzione che poneva sui palchi teatrali. La riprova è il fatto d’essersi limitato molto nel parlare del suo Severus Piton poco prima dell’uscita de Il Principe Mezzosangue, per non lasciarsi sfuggire nulla e salvaguardare la sorpresa dei tanti appassionati in attesa del film, ma senza aver mai letto il libro. È il tipo di rispetto inaspettato: in quel gesto ci sono una delicatezza, una considerazione e un’eleganza capaci di conquistarti.

Non solo Harry Potter

Per quanto sia inevitabile associare Alan Rickman unicamente alla saga di Harry Potter, non sarebbe corretto relegarlo in questo modo a Hogwarts, gli faremmo un torto. Il suo volto tagliente e il suo sguardo penetrante e inquieto hanno contribuito a creare personaggi restati nell’immaginario. Come il robot depresso Marvin, in Guida galattica per autostoppisti; il nobile Richis, antagonista del serial killer in Profumo; il dirigente in crisi in Love actually; il corrotto giudice Turpin in Sweeney Todd.

Nomination e premi

Tutti ruoli capaci di lasciare in qualche modo un segno indelebile. E infatti sono numerosissime le nomination ai premi più svariati e molti i riconoscimenti, tra i quali anche uno alla Mostra di Venezia, ricevuto per la sua prima opera da regista, L’ospite d’inverno, del quale aveva curato anche la versione teatrale. C’è anche un secondo film nel quale è dall’altro lato della macchina da presa: Le regole del caos, del 2014. Allo stesso modo, però, sappiamo come il successo della saga del piccolo mago abbia avuto il merito, tra gli altri, di consegnare la bravura di Alan Rickman a un pubblico enorme, impossibile da ottenere in altri film. Insieme alla profondità del suo Piton, in qualche modo è diventato una figura di casa e s’è accomodata accanto a noi: anche per questo motivo lo ricordiamo con affetto e malinconia, attraverso le stesse parole scritte dall’attore per congedarsi dai fan di Harry Potter.

La lettera di Alan Rickman ai fan di Harry Potter

«Sono appena tornato dallo studio di doppiaggio, dove ho parlato in un microfono come Severus Piton per l’ultimissima volta. Sullo schermo c’erano alcune immagini flashback di Daniel, Emma e Rupert, di dieci anni fa. Avevano 12 anni. Sono anche tornato di recente da New York e, mentre ero là, ho visto Daniel cantare e ballare (in modo brillante) a Broadway. Una vita intera sembra essere passata in pochi minuti. Tre bambini sono diventati adulti, da quando una telefonata di Jo Rowling, che conteneva un piccolo indizio, mi convinse che c’era ben più in Piton di un costume sempre uguale e che, anche se all’epoca solo tre libri erano stati pubblicati, lei aveva già in mente l’intera, imponente e delicata storia. È un bisogno antico quello di farsi raccontare storie. Ma la storia necessita di un grande narratore. Grazie per tutto, Jo».

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