Bem: il Mostro Umano. L’anime che ci traumatizzò da bambini

bem il mostro umano nerd origins nerdface

Bem: il Mostro Umano

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«Nessuno sa di preciso quando siano nati. In un luogo oscuro e silenzioso, una cellula si moltiplicò, per dare origine a tre nuovi esseri viventi».

Tre dita negli occhi

Vi ricordate di cosa avevate paura da piccoli? Io me lo ricordo molto bene: ero terrorizzato dagli specchi. Non perché fossi così brutto da spaventarmi da solo, o almeno non ancora, ma perché un pomeriggio d’autunno, di quelli che sembrano uguali a tanti altri, decisi di guardare in televisione un cartone animato che non avevo mai visto e che mi stregò in un attimo. S’intitolava Bem: il Mostro Umano, e io avrò avuto 6 o 7 anni…

Un cartone diverso dal solito…

Era trasmesso da un canale privato, quindi si vedeva così così, e aveva dei disegni diversi dal solito. Sembravano colorati senza allegria. Poi mi resi conto che la musica cupa, straniante eppur magnetica, mi faceva venire la pelle d’oca. Mia madre, che stirava in una stanza vicina, sembrava essere stata inghiottita in un non luogo. Ma non era lei ad avere cambiato posto nel mondo, ero io a essere finito in un ipnotico limbo di terrore assoluto.

Troppi specchi

Mi ero appena reso conto, infatti, che il fanciullo protagonista, oltre a un grave problema d’itterizia, malcelata da una avveniristica tinta blu, avesse solo tre dita e, da figlio di disegnatore, la cosa non tornava. Sapevo bene che nei fumetti e nei cartoni i personaggi ne avessero sempre quattro. Mentre m’interrogavo su quella mancanza, ecco Bero, il fanciullo in questione, avvicinarsi a uno specchio, dal quale spunta improvvisamente fuori una mano che inizia a strangolarlo. E casa mia, come tutte le case del mondo, era dannatamente piena di specchi…

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Quello è stato il mio primo, vero e irremovibile imprinting con la paura e lì decisi che non mi sarei mai più pettinato. Dopo avere visto tutta la puntata, pensai subito di correre da mia madre per farmi consolare. Ma, se lo avessi fatto, lei mi avrebbe interrogato, scoprendo così che quel cartone mi aveva traumatizzato. Ero certo che mi avrebbe impedito di vederlo ancora.

Come diventai nerd

Così feci una scelta e lì si fece buona parte del mio spirito nerd. Desideroso di vederne ancora, non vuotai il sacco, preferendo gestire nel mio piccolo mondo interiore quel carico da undici di orrori che mi aveva fatto sperimentare, però, per la prima volta, emozioni adulte e fortissime, senza tuttavia lasciarmi in balìa di forze impossibili da gestire. Perché fortunatamente, a difendere il bambino giallo e blu, che erroneamente avevo scambiato per il protagonista, c’era lui, il formidabile Bem, mostro nemico dei mostri e protettore degli umani! E Bem (vorrei poterlo scrivere con gli effetti psichedelici della sigla) aveva al suo fianco un’assai poco amorevole partner, la nevrotica Bera che, forte della sua frusta, gli dava manforte nella lotta contro le forze del male.

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Bem: il Mostro Umano, indimenticabile serie giappohorror di Saburo Sakai e Nobuhide Morikawa, risale al 1968 e fu trasmessa in Italia a partire dal 1982. Composta da 26 episodi e con un finale tristissimo, sebbene formalmente aperto, racconta le gesta di questo terzetto di mostri buoni, desiderosi di diventare esseri umani. Nel 2006 è stato realizzato un remake della serie, ma i picchi di terrore analogico dell’originale restano inarrivabili.

Storia di un’emarginazione

Nati come evoluzione di un misterioso fluido, poi divisosi in tre differenti forme di vita, Bem, Bero e Bera viaggiano senza meta, cercando un luogo in cui poter vivere senza incutere terrore agli esseri umani. A causa del loro aspetto non proprio rassicurante, infatti, i tre finiscono spesso emarginati, malgrado il loro spirito giusto. Il canovaccio narrativo si ripete simile in tutte le puntate, con Bero che entra in confidenza con bambini bisognosi d’aiuto, perché vittime di criminali o spettri malvagi, per essere poi respinto dagli adulti ignari, per le sue sconcertanti tre dita. Quando, però, la situazione precipita, i tre eroi mettono da parte ogni questione personale e si lanciano nel combattimento.

Le parole della sigla di Nico Fidenco

Smessi i panni di semi-umani, si tramutano in mostri vitiliginosi, capaci di combattere i malvagi ad armi pari, fino all’intervento di Bem che, con le parole della sigla di Nico Fidenco, «li pesta a sangue con un cazzotto», per poi riprendere il viaggio dopo i saluti di rito, perché «grazie, ci avrete pure salvato, ma mostri rimanete e quindi ognuno a casa sua». Alla fine, quando si paventa la possibilità di diventare infine umani, i tre eroi scelgono di rimanere nella loro condizione, divisa tra uomini e spettri, perché solo così potranno continuare a difendere gli ingrati umani dalle forze delle tenebre.

Un finale forte

Ma proprio mentre maturano questa scelta, si ritrovano in trappola in una casa, a cui la polizia ha dato fuoco per far cessare le apparizioni demoniache nella magione. Quando le fiamme si estinguono dei tre, oltre ai brandelli dei loro vestiti, restano solo il ricordo e la speranza di poter contare ancora, da qualche parte, sul loro impareggiabile aiuto.

Scheda

• Titolo: Bem il Mostro Umano (妖怪人間ベム Yōkai ningen Bemu)

• Anime

Anno: 1968-1969
Episodi: 26

Anno: 2006
Episodi: 26

• Dorama

Yokai Ningen Bem (妖怪人間べム)
Anno: 2011
Episodi: 10

• Sigla

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