Bob Kane: il genio dietro l’icona col mantello, Batman

Bob Kane con una sua tavola di Batman e Robin

Bob Kane

primo piano di Bob Kane con sullo sfondo la sua creazione: Batman

«I created Batman about 10 years before Ian Fleming created James Bond».

Il calabrone

Andare in pensione prima dei sessant’anni rappresenta uno dei sogni mostruosamente proibiti di gran parte del intero genere umano. Riuscirci essendo ancora abili al lavoro e senza passare dal carcere, poi, rientra a pieno titolo nel campo del fantascientifico, se non del paranormale. Eppure Robert Kahn, classe 1915, s’è ritirato dalla vita lavorativa nel 1965, ad appena 55 anni. Ma Robert Kahn, meglio noto come Bob Kane, è il creatore di Batman. Ci si potrebbe benissimo fermare qui: il Cavaliere di Gotham è un’icona scolpita nell’eternità. Supereroe senza superpoteri e senza rivali (Superman sta ancora a piagne pe’ i carci che c’ha preso), Batman è balzato con prepotenza oltre le strisce a fumetti (che continuano imperterrite a ospitarlo) ed è stato riprodotto in ogni forma d’intrattenimento, in ogni angolo della Terra. L’ eroe che merita infinite celebrazioni, ma che non ne ha affatto bisogno. E infatti qui si parla di Bob Kane, che è il creatore di Batman. E se è assolutamente doveroso, prima di proseguire, rendere giustizia a Bill Finger, per anni negletto co-creatore del Cavaliere Oscuro, ideatore di parti fondamentali del suo oscuro universo, nonché autore delle modifiche a un costume inizialmente abbastanza ridicolo (e anche abbastanza uguale a quello degli Incredibili Disney), è altrettanto obbligatorio ricordare che non ci sarebbe stato nulla da modificare, abbellire o perfezionare se prima Bob Kane non avesse pensato Batman.

bob kane con la felpa di Batman

Un ragazzino che trascorre l’infanzia nel Bronx, a cavallo tra i ruggenti anni ’20 e la Grande Depressione, è come una spugna, destinato ad assorbire ogni stimolo proveniente dalla neonata comunicazione di massa in cui è immerso. Letteratura, nella fattispecie delle riviste pulp (perché stampate su carta ricavata dalla polpa degli alberi e quindi di scarsa qualità) e successivamente anche radio e cinema sono Muse che cantano di Amazing Stories e Weird Tales a chiunque abbia voglia di leggere, ascoltare o guardare. E di voglia il giovane Bob Kane, che nel frattempo ha conosciuto Will Eisner tra i banchi di scuola, ma soprattutto ha iniziato a frequentare la prestigiosissima Cooper Union for the Advancement of Science and Art, sembra averne tanta. Tanta da riuscire a estrapolare il meglio di questo bombardamento di informazioni e arrivare a concepire Batman. A ispirare la genesi dell’Uomo Pipistrello, infatti, sono le atmosfere e i temi delle strisce a fumetti dei Dick Tracy di Chester Gould e Phantom di Falk e Moore; c’è la voce tenebrosa di Orson Welles, uno che con la radio ci sapeva fare, nei racconti dell’Uomo Ombra; ci sono lo spericolato Zorro, interpretato di Tyrone Power, e il terrificante Dracula di Bela Lugosi; ci sono le macchine volanti disegnate da Leonardo Da Vinci e, infine, c’è l’Uomo d’Acciaio, Superman, il capostipite di tutti i supereroi. Un vero e proprio frullato delle passioni di intere legioni di proto-nerd e di Bob Kane, il quale seppe distillarlo e dare vita a Batman.

Bob Kane in compagnia di Batman

Il resto è storia. Una serie infinita di storie scritte, colorate, ripassate a china, dirette, recitate, animate da altri mentre Bob Kane, dopo aver lavorato a qualche altro personaggio anonimo e insignificante, se ne andò a vivere in una villa in California, dove disegnò, dipinse e rilasciò interviste e consulenze sul suo personaggio, fino a spegnersi serenamente il 3 Novembre 1998. Per concludere: «He didn’t know much about perspective and anatomy, so he had to improvise», disse di lui in un’intervista Jerry Robinson, il primo dei suoi allievi ma, parafrasando l’inflazionatissimo aforisma del calabrone di Sikorskij, Bob Kane questo non lo sa e continua a essere l’inventore di Batman.

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