Superman: l’eroe solitario che seppe travalicare il fumetto

Superman in volo - nerdface

Superman

Superman seduto su una nuvola - nerdface

«Darai agli abitanti della Terra un ideale per cui battersi».

L’eroe solitario

Fumetto, mito, icona. Sono tutti termini che ben si adattano a descrivere la figura ammantata di rosso che combatte per la verità e la giustizia. Superman, eroe antico, perché dal passato viene la sua storia e perché ormai egli stesso è circondato da un alone leggendario. Il più forte degli eroi DC ha sempre avuto un successo ambivalente: c’è chi lo adora e chi, invece, lo trova troppo preciso e gli preferisce l’altrettanto leggendaria figura di Batman. Io, invece, provo un amore incondizionato per la figura di Kal-El, fin da piccolo. Ovviamente, la mia prima esperienza col personaggio parte dal film di Richard Donner e da una scena in particolare, che mi rimase impressa fin dalla prima volta che la vidi.

Krypton

Krypton è sul punto d’esplodere e Jor-El, padre di Kal, discute con la moglie sulla possibilità di spedire il neonato su un mondo lontano, per salvarlo dalla catastrofe. Jor-El enuncia i vantaggi: nel nuovo mondo, che poi è la Terra, il bambino sarà praticamente invulnerabile, sarà forte e veloce, sarà come un Dio e quindi al sicuro. Ma è la madre Lara ha scovare il punto debole del piano del marito: sul nuovo mondo Kal sarà un alieno, sarà diverso e dunque solo. Tutta la psicologia del personaggio sta in quello scambio di battute, perché Superman è, di fatto, l’ultimo della sua specie, condannato per tutta la sua vita a fingere d’essere qualcosa che non è.

Il giovane Clark Kent rannicchiato in aria - nerdface

Un segreto terribile

Il suo è un segreto terribile, lasciatogli in eredità dai genitori. Cresciuto come un essere umano, Kal avrà il suo bel daffare a trovare un suo posto, nel momento in cui inizierà a capire d’essere diverso dagli altri bambini. Se nei primi fumetti la sua origine aliena era solo un escamotage narrativo per spiegare i suoi fantastici poteri, nel corso del tempo il suo non essere umano è stato spesso preso come spunto per archi narrativi davvero interessanti. Credo sia questo ad averlo portato al successo negli ultimi anni, ovvero da quando s’è iniziato a scrivere comic che fossero in qualche modo più maturi e meno ingenui. Nel corso degli anni, la sua figura s’è così evoluta ed è stato un bene, perché ha permesso a un personaggio creato più di ottant’anni fa d’arrivare abbastanza svecchiato fino ai giorni nostri e con ancora qualcosa da dire, pur mantenendo intatta la struttura di base dell’eroe modello. È vero che per far questo s’è dovuti ricorrere spesso a riscritture dell’intero universo DC e perfino alla vera e propria morte del personaggio.

Clark Kent con i pugni sui uno specchio vede Superman nel proprio riflesso - nerdface

La Morte di Superman

Superman, infatti, muore nel 1992 per mano di Doomsday, creatura potentissima che però è sconfitta con un ultimo pugno. La notizia è di quelle che sconvolgono anche il mondo dei non appassionati. La Morte di Superman vende milioni e milioni di copie; la notizia della scelta dell’editore rimbalza su quotidiani e notiziari. La storia, presa singolarmente, non è nemmeno molto ispirata. Di Doomsday, per dire, si sa poco e l’approfondimento psicologico del personaggio è nullo. È furia pura, un bruto creato al solo scopo di mettere fine alla carriera della grande S. Dove, però, La Morte di Superman funziona bene è nel costruire il percorso verso il momento finale dell’Uomo d’Acciaio. I suoi pensieri mentre combatte, i dubbi sulla possibilità di vittoria, i suoi ultimi istanti tra le braccia della sempre amata Lois Lane, l’iconografica ultima tavola, con la giornalista a piangere insieme a tutto il resto del mondo. Ho avuto la fortuna d’arrivare a quel fumetto in un’epoca in cui gli spoiler erano difficilissimi e quindi l’ho letto sapendo cosa mi aspettasse, ma non potendo prevedere nulla del come si sarebbe arrivati al punto fondamentale. Anch’io ero in lacrime alla fine del volumetto ma, come ogni bambino fa istintivamente, sapevo che l’eroe sarebbe tornato e che, se pure non fosse successo, Superman sarebbe rimasto per sempre vivo nel mio ricordo.

Una tavola dalla morte di Superman - nerdface

Si dice che non bisogna rattristarsi della morte di un uomo, ma rallegrarsi di come abbia vissuto, lasciando traccia di sé in quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Questo ben si adatta alla figura di Superman, eroe di carta, fittizio come tutti i personaggi dei fumetti, ma capace di travalicare le pagine, fino a diventare esempio reale delle aspirazioni d’ogni uomo. Come Clark Kent, come Kal-El, come Superman: le sue tre incarnazioni dovrebbero essere ideale da perseguire, perché fin troppo umane e per questo assolutamente raggiungibili anche per chi non viene da Krypton.

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