Ecco perché i Peanuts siamo noi

tutti i personaggi dei peanuts in posa - nerdface

Peanuts

snoopy osserrva un nido sulla sua cuccia in una striscia dei peanuts - nerdface

«La vita è come una granatina, bisogna saperla sorbire».

Titolo originale Peanuts
Paese USA
Anni 1950-2000
Volumi
Genere Kids
Striscia
Umorismo
Autore Charles M. Schulz
Edizione italiana 20 Febbraio 1961

Lil’ Folks!

Il 2 Ottobre 1950 era pubblicata la prima striscia dei Peanuts. Cinquant’anni dopo, i personaggi amati da tutto il mondo davano il loro commiato, affidando a Snoopy e alla sua celebre macchina da scrivere un messaggio dell’autore, Charles Schulz, il quale spiegò come, dopo tanto tempo, non riuscisse più a garantire una certa continuità alle sue storie. Cosa ancor più importante, esprimeva la sua volontà che nessuno si occupasse di Charlie Brown e dei suoi amici dopo il suo ritiro. Finiva un’epoca fatta di Grandi Cocomeri, di bracchi che pilotavano le proprie cucce, di «notti buie e tenebrose» e di palloni da football levati un momento prima che si riuscissero a calciare. In poche parole, finivano i Peanuts.

Parlare degli adulti attraverso i bambini

Agli albori della sua carriera, Charles Schulz ideò i Peanuts, bambini carichi di idiosincrasie e paure tipiche degli adulti. Li chiamò Lil’ Folks e riuscì a trasmettere tramite tutti loro il suo umorismo raffinato e profondamente filosofico. Il fumetto ovviamente piacque e la United Feature Syndicate decise di pubblicarlo sul Washington Post e sul Chicago Tribune, sebbene avesse avuto l’ardire di suggerire all’autore alcuni cambiamenti.

Il cambio del nome

La scelta più difficile da mandar giù pare fu proprio il cambio del titolo, che da Lil’ Folks si trasformò in Peanuts. A Charles Schulz non andava affatto bene, perché il termine indicava la sezione dei posti più economici a teatro, spesso occupati da bambini, e quindi, a suo dire, avrebbe sminuito l’intera opera. Col senno di poi, possiamo dire che si sbagliava e che, anzi, l’accostamento a un concetto umile giovò al successo della striscia.

charlie brown e snoopy in una vignetta dei peanuts - nerdface

Charlie Brown, Linus, Piperita Patty e Lucy sono sì bambini, ma sono anche lo specchio di noi adulti, graziati da una vita normale, sicuramente non scevra da momenti più complicati di altri. Charlie Brown non perde mai le speranze e Linus continua imperterrito ad aspettare l’arrivo del Grande Cocomero con la sua fidata coperta: inevitabile immedesimarci in loro. Così, è facile ricordare quando, come Snoopy, bastava un nulla per vivere meravigliose avventure.

Un successo per grandi e piccini

In questa immediatezza sta un ulteriore punto di forza dei Peanuts, capaci di descrivere una realtà senza calcarla troppo, enfatizzando solo l’aspetto prettamente umano e quasi involontariamente comico, a tratti malinconico. Il risultato è assolutamente efficace e accattivante. E fu un successo: i Peanuts diventano famosissimi in tutto il mondo e non solo tra i bambini i quali, crescendo, continueranno ad apprezzarli, ma anche tra chi è già adulto.

Film, teatro e tanto altro

Nascono lungometraggi, molti dei quali li avrete probabilmente visti sotto Natale, quand’era consuetudine trasmetterli in TV, ma anche videogiochi, serie animate e perfino un musical di Broadway, portato in scena nel 1967. Inaugurano mostre, come quella del Louvre nel 1990, e saggi che analizzano il contenuto delle strisce.

lucy ha il suo banchetto di sostegno psicologico in una striscia dei peanuts - nerdface

A Tokyo c’è perfino un museo dedicato a interamente Snoopy. Difficile pensare alla nostra infanzia senza la sua presenza e a quella di Charlie Brown. Difficilissimo per tutti fu apprendere che quella magnifica parentesi di mezzo secolo fosse finita per sempre, in una tragica coincidenza che vide la morte di Charles Schulz il giorno prima dell’ultimo numero dei Peanuts, datato 13 Febbraio 2000.

Una parte di noi

I Peanuts saranno sempre parte della nostra vita. Lo furono nella nostra infanzia e da adulti doverli salutare per sempre in qualche modo ci ha fatto tornare bambini ancora una volta.

lo shop feltrinelli dove acquistare il libro la storia dei peanuts - nerdface

Come per il suo creatore, anche per noi i personaggi sono diventati amici, protagonisti delle nostre storie personali. Lo sono ancora. Non provate a negarlo: vi siete trovati a nuotare nel mare della nostalgia quand’è capitato di leggere nuovamente una loro vecchia avventura o di vedere uno dei loro lungometraggi classici.

Grazie, Charles Schulz!

Non è da tutti riuscire a dare vita, attraverso tratti semplici, a un universo percepito così vivo e reale, tondo e definito nel carattere di ogni suo protagonista. I Peanuts erano noi, erano me e te, erano il vostro amico incapace di lasciar andare la sua coperta, quello tutto preso a coltivare la sua passione, senza lasciar spazio a nessuna altra cosa, quella acidella, ma capace di darti i ceffoni giusti, per farti reagire quando la situazione diventava davvero difficile. Abbiamo un debito di riconoscenza con Charles Schulz: ci ha mostrato cosa siano in grado di fare i più piccoli.

la lettera di addio di charles schulz e dei suoi peanuts - nerdface

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Titolo originale Peanuts
Paese USA
Anni 1950-2000
Volumi
Genere Kids
Striscia
Umorismo
Autore Charles M. Schulz
Edizione italiana 20 Febbraio 1961