Hayao Miyazaki: la bellezza dimora nelle cose semplici

hayao miyazaki sorride e si tocca la nuca con la mano - nerdface

Hayao Miyazaki

un ritratto in bianco e nero di hayao miyazaki - nerdface

«Humans have both the urge to create and destroy».

Il fabbricante di sogni

Come omaggiare l’operato straordinario di un uomo altrettanto straordinario? Un fabbricante di sogni, un idealista, un visionario, il genio dell’animazione nipponica e mondiale che più di chiunque altro è riuscito a trasformare il fantastico mondo chiuso nella sua mente in un universo di magia per tutti e a tramandare, attraverso un linguaggio semplice ma mai ordinario, messaggi che racchiudono valori universalmente condivisibili: ecco chi è Hayao Miyazaki.

Una star mondiale

Chi non lo conosce è fuori dal tempo, è un alieno. Se fino a poco tempo fa, infatti, il nome del regista giapponese era noto quasi solo in Giappone, mentre in Europa e nel resto del mondo era conosciuto da una cerchia culturale che lo pronunciava quasi vantando una conoscenza elitaria, nell’arco degli ultimi vent’anni Hayao Miyazaki è diventato una star a livello globale.

Lo Studio Ghibli

I suoi lungometraggi animati hanno fatto il giro del mondo e, finalmente, le sue meravigliose opere d’arte sono giunte alla portata e sulla bocca proprio di tutti. Regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico, Hayao Miyazaki è divenuto l’esponente dell’animazione giapponese più conosciuto all’estero; lo Studio Ghibli, fondato nel 1985 con l’amico e collega Isao Takahata, è fra i più importanti nel settore dell’animazione. Da La Città Incantata a La Principessa Mononoke, da Il castello errante di Howl, da Ponyo sulla Scogliera e fino a Si alza il vento, film vincitori di numerosi premi, non c’è un suo lavoro che non abbia conquistato adulti e bambini.

hayao miyazaki lavora al suo tavolo - nerdface

Definito da molti «un poeta che s’esprime attraverso le immagini», Hayao Miyazaki è riuscito a trasmettere con arte e attraverso i suoi personaggi fantasiosi missive animate contenenti parole d’amore dirette alle coscienze di tutti gli uomini della Terra, abbracciando i temi più importanti, dalla fratellanza tra i popoli al monito contro le guerre, al rispetto per la natura e per l’ambiente.

La bellezza della semplicità

Partendo dal concetto estetico primario della cultura tradizionale giapponese, che ricerca il valore armonico in ogni cosa e fra ognuna di esse, Hayao Miyazaki conduce gli spettatori in una dimensione fantastica, pullulante di creature magiche e ambientazioni oniriche. Diverte e insegna, trasmettendo la bellezza della semplicità, rimandando alla coscienza che trascende l’aspetto esteriore e invece accoglie, riempiendo di bellezza e unicità ogni cosa e ogni creatura.

hayaio miyazaki e isao takahata ridono inseieme - nerdface

Ispirandole alla vita di tutti i giorni, com’egli stesso ha dichiarato in diverse occasioni, le sue opere sono spesso il frutto di esperienze personali. Nato a Tokyo, nel quartiere di Bunkyo, il 5 Gennaio 1941, figlio dell’ingegnere aeronautico Katsuii Miyazaki, direttore della Miyazaki Airplane, Hayao Miyazaki è sin da bambino affascinato dal cielo e dagli aerei, che ricorrono spesso nelle sue pellicole, come in Porco Rosso e Laputa: il Castello nel Cielo.

La genesi di Totoro

La malattia della madre, una tubercolosi spinale che la costrinse a numerosi ricoveri ospedalieri quando il piccolo Hayao Miyazaki aveva fra i 6 e i 14 anni, trovano la loro esternazione ne Il mio vicino Totoro, film d’animazione del 1988 che ha come protagoniste due sorelline di Tokyo, Mei e Satsuke, che a causa della malattia della mamma si trasferiscono in campagna col papà. Da questo meraviglioso lungometraggio arriva anche il famoso marchio dello Studio Ghibli.

L’amicizia con Isao Takahata

È negli anni ’50, quand’è ormai adolescente, che Hayao Miyazaki, da sempre interessato al disegno, è conquistato dagli anime e dai manga. Così, conseguita la laurea in Scienze Politiche ed Economia, nel 1963 entra a far parte del famoso Studio Toei Animation, dove conosce la moglie Akemi Ota. Qui si fa presto notare per il grande talento, la passione e la dedizione al lavoro, tanto da essere promosso ad animatore capo e concept artist per il film d’Isao Takahata Horus: Principe del Sole.

hayao miyazaki insieme agli animatori dello studio ghibli - nerdface

Da questo momento l’amicizia e il sodalizio fra i due sarà destinato a crescere, fino a cambiare la storia dell’animazione giapponese. Nel corso degli anni ’70 il nome di Hayao Miyazaki, insieme spesso a quello d’Isao Takahata, è legato alla produzione di opere famose in tutto il mondo, che in Italia saranno distribuite solo negli anni ’80: fra queste ricordiamo: Lupin III (1971), Pippi Calzelunghe (1971), Panda! Go, Panda! (1972) Heidi (1974), Marco: dagli Appennini alle Ande (1975), Conan il Ragazzo del Futuro (1978) e Anna dai Capelli Rossi (1979).

Il successo con Nausicaa

Ma sarà grazie al successo ottenuto dalla prima sceneggiatura del manga Nausicaa della Valle del Vento (1984) che Hayao Miyazaki e Isao Takahata si convinceranno a fondare insieme un proprio studio di produzione, dando vita così allo Studio Ghibli, che nel 1986 porta alla luce il suo primo lungometraggio Laputa: il Castello nel Cielo.

Gli altri cult

Nel 1988 è invece la volta di due enormi successi, Il mio vicino Totoro e Una Tomba per le Lucciole; successivamente escono Kiki Consegne a Domicilio (1989), Pioggia di Ricordi (1991), Porco Rosso (1992) e tantissimi altri film animati, entrati nell’immaginario collettivo, fino agli ultimi La Storia della Principessa Splendente (2013) e Quando c’era Marnie (2014), l’ultimo film dello Studio Ghibli prima del ritiro dalle scene del maestro Hayao Miyazaki, annunciato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013.

hayao miyazaki solleva il premio oscar - nerdface

Oggi vogliamo giragli l’augurio che fece allo Studio Ghibli e a se stesso: «Mi auguro che saremo in grado di creare film che saranno apprezzati dal pubblico nei prossimi trent’anni. Non credo che saremo in grado di trascendere questo e aspettarci di più poiché, sebbene le opere con più di trent’anni possano essere ritenute storiche, non saranno più apprezzate dal pubblico. Dobbiamo lavorare con questo tipo di limite in mente e, allo stesso modo, fare del nostro meglio mentre ci muoviamo verso il futuro». Maestro, ci sei riuscito.

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