Il suono di una caduta | Quattro donne, una casa | Recensione

Il voto di Nerdface:
3.0 out of 5.0 stars
| Titolo originale | In die Sonne schauen |
|---|---|
| Lingua originale | tedesco |
| Paese | Germania |
| Anno | 2025 |
| Durata | 149 minuti |
| Uscita | 26 Febbraio 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Regia | Mascha Schilinski |
| Sceneggiatura | Mascha Schilinski Louise Peter |
| Fotografia | Fabian Gamper |
| Musiche | Michael Fiedler Eike Hosenfeld |
| Produzione | Studio Zentral ZDF/Das Kleine Fernsehspiel |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Cast | Hanna Heckt Greta Krämer Filip Schnack Helena Lüer Susanne Wuest Gode Benedix Luzia Oppermann Bärbel Schwarz Lea Drinda Lena Urzendowsky Florian Geißelmann Konstantin Lindhorst Claudia Geisler-Bading Andreas Anke Laeni Geiseler Zoë Baier Ninel Geiger Luise Heyer Lucas Prisor Maria Chiara Cavallina |
Il voto di Nerdface:
3.0 out of 5.0 stars
«Come può farci soffrire ancora qualcosa che non c’è più?»
I muri delle case, quando contengono certe storie, possono perdere la consistenza che li caratterizza e divenire come spugne, assorbendo gli umori, le parole e i dolori che abitano quello spazio. È questo quanto succede alla fattoria che rappresenta il fil rouge de Il suono di una caduta, film al cinema con I Wonder Pictures: una stessa abitazione attraversata da quattro generazioni di donne, tra i cui muri rimbalzano le parole di chi la vive, chi l’ha vissuta e chi la vivrà.
Il tempo del film
Il tempo de Il suono di una caduta spazia senza una vera cronologia dal secondo dopoguerra a un’epoca non specificata, ma comunque molto vicina a noi. Le storie delle protagoniste si intersecano tra di loro non tanto in ragione di una successione logica, quanto più umorale: ad accomunare le vicende raccontate, al di là di una possibile parentela mai esplicitata tra le donne, è proprio il loro sentire e le loro reazioni al ruolo che la casa, la famiglia, la società e il mondo intero affibbia loro.
Quattro storie, una sola casa
Una bambina che per la prima prova il disagio di uno scomodo segreto, un’adolescente che fa i conti con la sua fascinazione per il dolore, una ventenne che sente l’urgenza di scoprirsi nonostante le censure che le sono imposte, una ragazza che prova faticosamente a mediare tra le sue inquietudini e le altrui tragedie: quattro storie, una sola casa.

Queste quattro donne, legate da un’inquietudine che pervade, per un motivo o per un altro, le loro vite, si trovano a dover affrontare una battaglia per rimanere in equilibrio tra l’oscurità che le strattona da dentro e un’immagine sociale che sono tenute a mantenere: un equilibrio che, a volte, si può raggiungere e altre volte, necessariamente, s’infrange.
Il richiamo del baratro
Da qui, possiamo ipotizzare, il titolo italiano della pellicola, una traduzione grossolana del titolo originale tedesco In die Sonne schauen, Guardando il Sole, diventa Il suono di una caduta: quella caduta che sperimenterebbero, in un misto di paura e malia, se si abbandonassero al baratro che le chiama.
Un viaggio emotivo
Il suono di una caduta, nel suo insieme, è quasi paragonabile a un’esperienza oltremondana: le storie sono estremamente frammentate e i diversi segmenti giustapposti tra di loro. Lo spettatore è accompagnato, sia dalle immagini che dalla musica, in un viaggio emotivo, l’unico appiglio per tentare di comprendere la fabula del film, oltre il suo intreccio.

La sofferenza femminile è rappresentata tramite la vaghezza, marca fondamentale della pellicola, e sembra quasi motivata dalla presenza di un trauma generazionale che si ripropone nelle vite delle protagoniste o, forse, addirittura dalle presenze spettrali che aleggiano nella casa.
Due su due!
Nonostante l’indubbio valore artistico e sperimentale de Il suono di una caduta che, non a caso, è il secondo (di due!) lungometraggio della regista tedesca Mascha Schilinski ad aver concorso al Festival di Cannes, il rischio di questa tensione onirica è la totale confusione dello spettatore.

La frammentazione proposta da Schilinski è sicuramente funzionale alla rappresentazione di una condizione perpetua e inevitabile di sofferenza, ma rischia, vista anche l’importante durata del film, di scadere in un po’ nel fastidioso manierismo.
Legati a doppio filo
La sensazione generale è che gli eccessi d’estetismo cui si spinge la pellicola vadano a scapito della narrazione stessa che, a tratti, risulta relegata in secondo piano Il rischio che Schilinski si prende col suo particolarissimo stile è, però, quasi completamente compensato dal magnetismo disturbante che l’opera agisce sullo spettatore: come le stesse protagoniste, anche noi siamo legati a doppio filo, almeno per la durata del film, con una sofferenza che ci si palesa davanti e con cui non sappiamo se riusciremo a venire a patti.
Il trailer ufficiale de Il suono di una caduta
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| Titolo originale | In die Sonne schauen |
|---|---|
| Lingua originale | tedesco |
| Paese | Germania |
| Anno | 2025 |
| Durata | 149 minuti |
| Uscita | 26 Febbraio 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Regia | Mascha Schilinski |
| Sceneggiatura | Mascha Schilinski Louise Peter |
| Fotografia | Fabian Gamper |
| Musiche | Michael Fiedler Eike Hosenfeld |
| Produzione | Studio Zentral ZDF/Das Kleine Fernsehspiel |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Cast | Hanna Heckt Greta Krämer Filip Schnack Helena Lüer Susanne Wuest Gode Benedix Luzia Oppermann Bärbel Schwarz Lea Drinda Lena Urzendowsky Florian Geißelmann Konstantin Lindhorst Claudia Geisler-Bading Andreas Anke Laeni Geiseler Zoë Baier Ninel Geiger Luise Heyer Lucas Prisor Maria Chiara Cavallina |









