Lost, Signore degli Anelli e le avventure di Dominic Monaghan

Primo piano di Dominic Monaghan - nerdface

Dominic Monaghan

Primo piano di Dominic Monaghan - nerdface

«I was the class clown so I was used to performing and fooling around in front of my friends».

Fate

L’attore di cui stiamo per occuparci deve la fetta più grande della sua popolarità a un grande ruolo cinematografico e a due nati sul piccolo schermo. Dominic Monaghan è d’origine tedesca e inizia a recitare da giovane, calcando i palchi per alcune rappresentazioni scolastiche. Il suo debutto arriva per il piccolo schermo nella serie TV Hetty Wainthrop Investigates. Inedita in Italia, lo show di PBS lo impegna per quattro anni in un ruolo da coprotagonista. Quando debutta, Dominic Monaghan ha 18 anni, siamo nel 1996 e l’anno successivo appare accanto a Rutger Hauer e Martin Sheen nel TV movie Minaccia nell’Atlantico. Non lo sa ancora, ma è ad appena quattro anni dall’esperienza che metterà la prima tacca alla sua carriera. Aspettando il 2001, Dominic Monaghan si dedica ancora alla televisione, con ruoli poco importanti, e al teatro, fino a quando il suo agente non gli dice che Peter Jackson ha iniziato i provini per il suo colossal tratto da Il Signore degli Anelli.

Il Signore degli Anelli

L’occasione è ghiottissima per chiunque bazzichi il mondo dello spettacolo, anche per chi non ha mai letto una pagina di Tolkien. Figuriamoci, dunque, per uno come Dominic Monaghan, il quale invece la passione per la Terra di Mezzo la coltivava fin da bambino. Il resto, si suol dire, è storia: l’attore è scritturato per la parte di Merry e i tre film de Il Signore degli Anelli prendono a coppini tutti i concorrenti per tre anni e pare che la tradizione venisse da Viggo Mortensen, che amava prendere a testate i colleghi sul set in una maschia dimostrazione d’affetto. Interpretando l’hobbit Merry, Dominic Monaghan incassa di certo il primo grande successo della sua carriera ed è ovviamente questo il ruolo per il quale è più ricordato.

Primo piano di Dominic Monaghan nei panni di Merry nel Signore degli Anelli - nerdface

Lost

La trilogia di Jackson si conclude nel 2003. Si chiude una porta e si apre un portone, si dice, e infatti nel 2004 inizia per Dominic Monaghan un’altra grande avventura. Interpretando Charlie, è tra i passeggeri del volo 815 dell’Oceanic Airlines. Quel volo, lo sappiamo, avrà un brutto incidente e alcuni suoi passeggeri saranno persi sull’Isola. Quello di Charlie è il secondo ruolo importante nel carnet di Dominic Monaghan e, sebbene il personaggio non arriverà alla fine della serie, rimane protagonista di una delle scene più incisive della nostra vita da telespettatori. Lost è a tratti corale, ma sa mostrare bene l’individualità dei suoi protagonisti, perché in fondo «si vive insieme, si muore soli».

Primo piano di Dominic Monaghan nei panni di Charlie in Lost, sullo sfondo una spiaggia - nerdface

Charlie è una voce importante per la totalità dell’opera, sia in coro che come solista. Non è il figone, non è il saggio e nemmeno quello più scaltro del gruppo, ma è un uomo in grado di fuggire dai suoi demoni e di seguire le sue good vibrations, fino al momento decisivo. Come direbbe Colosso, «nella vuita ci suono suolo quattro uoccasioni per essere eroe, cinque al muassimo» e Charlie non si fa scappare la sua, quando deve avvertire tutti che quella non è «Penny’s boat». Peraltro, all’interno di Lost Dominic Monaghan ebbe un ruolo importante: fu lui a improvvisare durante le riprese il motivetto You know everybody della band di cui era bassista, i DriveShaft; soprattutto e motivo di stima assoluta, strinse una liason con Evangeline Lilly, l’inafferrabile Kate.

X-Men

Difficile bissare i successi de Il Signore degli Anelli e di Lost. Infatti le altre opere della carriera di Dominic Monaghan reggono male il confronto. Nel 2009 lo troviamo al fianco di Hugh Jackman in X-Men Origins: Wolverine. Scelto inizialmente per interpretare Becco (del quale effettivamente ha le orecchie…), gli fu data la parte di Bolt, quando quella del mutante piumato fu cancellata dal film, prova che forse qualcuno usò almeno parte del cervello mentre lavorava a quel la pellicola, pur non restandone a sufficienza per fermarsi in tempo prima d’arrivare alla sequenza con Deadpool. Il 2009 è anche l’anno del suo cammeo in Chuck e di Flash Forward. Si tratta di due serie TV con pochissimo in comune. Spensierata e orientata verso la commedia la prima, decisamente più ricca di suspense la seconda. Se la prima va avanti, a mio parere, fin oltre la sua naturale scadenza, risultando quasi snaturata verso la fine, la seconda finisce invece troppo presto, lasciandoci con un cliffhanger mica da ridere.

Wild Thing

Abbiamo parlato di Merry e di Charlie ed è venuto il momento di citare il terzo ruolo, questo televisivo, che tanto ha fatto per la popolarità di Dominic Monaghan. Una premessa: noi di Nerdface abbiamo una passione smodata per il canale più maschio della nostra TV, cioè per DMAX, cui saremo grati in maniera imperitura per averci donato Unti e Bisunti, 1.000 modi per morire, Orrori da Gustare e mille altri. Tra questi c’è anche Il Signore degli Insetti. Il titolo sfrutta l’opera di Tolkien solo in italiano, poiché in originale è Wild Thing with Dominic Monaghan: si tratta di un reality nel quale il nostro va a caccia degli insetti più pericolosi del mondo. Non è un’opera importante, non è cultura e non sarà ricordata tra le trasmissioni televisive più rivoluzionarie della storia, però ci piace guardarla ugualmente, Peroni gelata in mano e rutto libero.

Primo piano di Dominic Monaghan con un ragno in faccia - nerdface

Attualmente compare in 100 Code, mentre su grande schermo è protagonista di Pet, da non confondere col lungometraggio digitale al plurale firmato da Illumination: uscito solo nelle sale americane, vede Dominic Monaghan nei panni di un carceriere impiegato in un canile, ossessionato dal suo amore liceale. Nonostante gli alti e i bassi, arriva nel 2019 l’occasione per entrare, seppure in modo leggero e laterale, in un altro universo narrativo fondamentale: Dominic Monaghan è infatti nel discusso capitolo conclusivo della terza trilogia di Star Wars, L’ascesa di Skywalker.

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