Evangeline Lilly: l’ascesa nerd dell’attrice che lasciò l’isola

Primo piano di Evangeline Lilly - nerdface

Evangeline Lilly

Primo piano di Evangeline Lilly - nerdface

«I think there’s a part of everyone that’s intrigued by the thought of being recognised».

La famosa dell’isola

Certo, bella è bella, Evangeline Lilly. Soprattutto, è fortunata e parecchio, poiché praticamente la sua carriera inizia col botto. Partita come modella canadese, partecipa ad alcuni film in ruoli piccolissimi e quasi sempre non accreditati. È il caso, tra gli altri, di Freddy vs Jason (2003), come anche delle serie TV Tru Calling (2003) o Smallville (2002 e 2004), in cui fa fugacissime apparizioni, roba da essere pronti a mettere in pausa per riconoscerla. Ma fa nulla, perché Evangeline Lilly è abituata a non snobbare il lavoro, fosse anche il più umile e fin dai tempi del college, che si pagò da sola. Tra gli altri impieghi, è anche scelta come volto promozionale di una live chat telefonica, che usa ancora oggi il suo volto a scopo promozionale.

Lost

Dopo questi inizi piuttosto anonimi, Evangeline Lilly è spinta da un’amica a partecipare ai casting per uno show televisivo, le cui riprese sarebbero iniziati di lì a poco. Non è un provino come gli altri: agli attori, infatti, è consegnata solo una piccola parte dello script che dovranno recitare, ma a tutti è però rivelato il nome della serie TV: Lost. Lei pensa che una storia su un gruppo di persone disperse su un’isola possa essere «al massimo un mediocre show televisivo», facendole venire in mente il film Laguna Blu. Esaminando le moltissime attrici accorse al casting, J.J. Abrams si sofferma sul provino di Evangeline Lilly e boom: il resto è storia.

Primo piano di Evangeline Lilly in Lost - nerdface

Lost fa la sua comparsa nel 2004 e a Evangeline Lilly è affidato il ruolo di Kate Austen, personaggio che assumerà da subito le caratteristiche della protagonista femminile. La serie TV dura fino al 2010 in un crescendo tale da fare il giro del mondo, unendo milioni di fan in una miriade di gruppi di ricerca, che analizzano letteralmente ogni fotogramma d’ogni puntata, al fine di trovare indizi per svelare i molti misteri che si intrecciano alle storie personali dei passeggeri del volo 815, precipitato sull’isola. Se, come naufraghi appena tornati, siete tra i pochi a non aver ancora visto Lost, crediamo sia proprio arrivato il momento di rimediare. Conclusasi tra non poche polemiche, Lost consegna a Evangeline Lilly un futuro professionale oltre le più rosee aspettative. Il primo film di livello ad arrivare non è proprio un capolavoro, sebbene il materiale di partenza sia un racconto di Richard Matheson. Parliamo di Real Steel (2011), fantascienza robotica ambientata in un mondo che ha sostituito i pugili con robot combattenti sul ring, in una nuova interpretazione dell’antica arte gladiatoria. Malgrado l’altro forte nome di richiamo, quello di Hugh Jackman, la pellicola è giustamente dimenticata, ponendosi come una delle poche nel genere inutile da vedere. Un paio di anni dopo, però, arriva l’occasione irrinunciabile.

Lo Hobbit

Peter Jackson sta lavorando alla riduzione cinematografica de Lo Hobbit e decide d’ingaggiare Evangeline Lilly per il ruolo dell’elfa Tauriel. L’attrice non era proprio nuova all’universo cinematografico ispirato all’opera di Tolkien, poiché per anni aveva avuto una relazione sentimentale col collega Dominic Monaghan, anch’egli sul set di Lost ma, soprattutto, interprete di Meriadoc Brandibuck nella trilogia de Il Signore degli Anelli. Si può dire che Tauriel sia un personaggio scritto appositamente per Evangeline Lilly, in quanto assente nel racconto originale, deciso a tavolino al solo scopo d’inserire un character femminile laddove era assente del tutto.

Primo piano di Evangeline Lilly mentre sta per scoccare una freccia con il suo arco ne Lo Hobbit - nerdface

Sappiamo cosa succede quando i produttori iniziano a mettere bocca e così, se forse i puristi avrebbero potuto digerire un personaggio non canonico, a risultare impossibile d’accettare è la love story dell’elfa col nano Kili, anch’essa decisa dai vertici. Ma possiamo dirlo: la trilogia de Lo Hobbit non vede nel personaggio di Tauriel e nei suoi intrecci amorosi il problema principale.

Ant-Man

A stemperare il mezzo passo falso arriva, però, nel 2015 l’ingresso d’Evangeline Lilly nell’MCU. Esce Ant-Man e l’attrice ottiene il ruolo della figlia di Hank Pym, il primo Ant-Man, e nemmeno in una parte da damigella in pericolo. Pur con alti e bassi, Ant-Man rimane un film a tratti delizioso e, per quanto al tempo non ne avevamo la consapevolezza, sarà un tassello fondamentale della storia che porterà ad Avengers: Endgame (2019), così come lo sarà il sequel, Ant-Man and the Wasp (2018), nel quale Evangeline Lilly assumerà ufficialmente il ruolo di Wasp.

Primo piano di Evangeline Lilly con la tua di The Wasp in Ant-Man anche the Wasp - nerdface

Insomma, da una promettente carriera come modella, Evangeline Lilly è invece salita gradino dopo gradino in una scalata nerd di tutto rispetto. Crediamo che sia arrivato per lei il punto di svolta, in cui si decide se e cosa fare da grandi attori: speriamo di scoprirlo presto.

Covid-19

Purtroppo, però, Evangeline Lilly ha fatto invece parlare di sé recentemente per un post pubblicato su Instagram, nel quale minimizzava la portata del contagio del Covid-19, nel nome di una non meglio specificata libertà. Sepolta dalle critiche, è poi tornata sui suoi passi scusandosi, segno comunque d’intelligenza. Ne riportiamo uno stralcio, pubblicato dall’attrice insieme a una foto che la ritraeva mentre giocava a un gioco da tavolo con la famiglia: «Voglio offrire le mie più sincere scuse per l’insensibilità mostrata nel mio precedente post nei confronti della reale sofferenza e paura che ha attanagliato il mondo a cauda del COVID-19. Nonni, genitori, figli, sorelle e fratelli stanno morendo: il mondo si sta impegnato per trovare un modo per fermare questa minaccia reale, e il mio conseguente silenzio ha lanciato un messaggio sprezzante, arrogante e criptico. Le mie scuse dirette e sentite vanno a tutti coloro che sono stati colpita da questa pandemia. Non ho mai avuto intenzione di ferirvi. Quando ho scritto quel post dieci giorni fa, pensavo soltanto di infondere un po’ di calma nell’isteria collettiva».

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