Più forte del fuoco: l’eredità letteraria di Ray Bradbury

ray bradbury sorride - nerdface

Ray Bradbury

«Se resto un giorno senza scrivere comincio ad agitarmi. Due giorni e mi vengono dei tremiti. Tre giorni e do segni di pazzia. Quattro e potrei benissimo essere un maiale che si rotola nel fango».

Più forte del fuoco

La notizia della scomparsa di Ray Bradbury, nel 2012, mi ha raggiunto mentre assistevo alla presentazione di un libro di Joe Landsdale. Lo stesso smise di parlare del suo ultimo lavoro, per dedicare al collega poche ma sentitissime parole. Noi del pubblico eravamo in rispettoso silenzio e il resto della presentazione fu, in qualche modo, influenzato e pervaso dall’amara consapevolezza d’aver perso una delle menti più raffinate della letteratura, di genere e non solo.

Altro che Fantascienza!

Sì, perché inserire Ray Bradbury nel solo filone fantascientifico, come verrebbe fin troppo facile, sarebbe fargli un torto enorme ed egli stesso non era affatto d’accordo a essere categorizzato in questo modo. Infatti l’unica opera di fantascienza ritenuta tale dallo scrittore era Fahrenheit 451, mentre l’altro grande suo classico, Cronache marziane, lo definiva più un fantasy: «La Fantascienza è la rappresentazione del reale, il Fantasy è la rappresentazione dell’irreale».

Un maestro

Sappiamo per certo, però, che Ray Bradbury scriveva tremendamente bene, che scrittori molto quotati come Stephen King o lo stesso Landsdale lo reputavano quasi una sorta di maestro e che ogni sua opera dovrebbe essere studiata a scuola. La passione per la scrittura è fatta risalire dallo stesso Ray Bradbury a due momenti specifici di quando era piccolo.

ray bradbury in piedi davanti alla sua disordinatissima scrivania - nerdface

Il primo è a 3 anni, quando sua madre lo porta a vedere Il gobbo di Notredame al cinema, nella versione del 1923; il secondo, invece, avviene quando ha 13 anni e s’imbatte nell’intrattenitore di un parco giochi itinerante, che gli poggia sul naso una bacchetta elettrificata e gli dice: «Vivi per sempre!» Da allora il ragazzo inizia a scrivere tutti i giorni, abitudine che continuerà a coltivare per tutta la vita.

Le Cronache marziane

La prima produzione è di racconti e la sua prima pubblicazione è anch’essa una raccolta di racconti. Le Cronache marziane sono un corpus immaginifico di racconti, sono favole dark che hanno il fascino del mistero e una punta di noir. Contengono mostri e pericoli, morali da apprendere e, come in tutte le grandi opere, rappresentano l’essere umano nel suo meglio e nel suo peggio, soprattutto nell’ovvio parallelismo con la colonizzazione degli USA a discapito dei nativi americani. Si chiamano «cronache», ma potrebbero benissimo essere «mitologia», nel senso più largo del termine.

Fahrenheit 451

Anche nell’altra sua opera più famosa, Fahrenheit 451, è possibile riscontrare un sottotesto che va molto oltre la rappresentazione di una società distopica. È la censura, la fragilità delle conoscenze, la ricerca spasmodica di qualunque elemento di disturbo della società a muovere la penna di Ray Bradbury, che rimane sconvolto dal Maccartismo e ne intuisce, come molti, la pericolosità. Nel mondo di Fahrenheit 451 i libri sono il male, perché potrebbero spingere la gente a pensare. E questo al Governo non piace affatto.

ray bradbury osserva un ritratto - nerdface

L’informazione deve essere controllata, dunque, l’intrattenimento deve essere assolutamente privo di contenuti, fine a se stesso e quanto più stupido possibile. Il tempo a esso dedicato scandito da un palinsesto televisivo. Se vi suona non del tutto nuovo, allora vi consiglio vivamente di leggere il libro: se siete ancora esseri umani, ne rimarrete atterriti.

Il popolo dell’autunno

Di diverso tenore ma di uguale importanza è un’altra opera di Ray Bradbury, nella quale emerge più forte la sua poetica e la ricerca dell’immagine evocativa. Ne Il popolo dell’autunno l’autore dà sfogo alla sua vena più dark ma, al contempo, riesce a descrivere momenti di delicato romanticismo. Ambientato in un luna park popolato dai classici freak, che però sono molto più di quel che sembrano. Il popolo dell’autunno sonda la paura della morte o, meglio, del tempo che passa e di quanto comporti, così come del sentimento fortissimo tra un padre e un figlio. È un romanzo in grado di far pensare alla caducità della vita solo descrivendo un treno che fischia in lontananza. Da brividi veri.

Il risveglio del tuono

Di Ray Bradbury esiste anche un’opera più recente: un film tratto da uno dei suoi racconti e uscito solo per il mercato Home Video nel 2005. S’intitola Il risveglio del tuono. È stata una pellicola complicata e osteggiata da diverse vicissitudini, compreso il fallimento della casa di produzione, ed è caratterizzato da effetti speciali particolarmente non in linea con quelli dell’epoca. Nella trama è possibile ritrovare l’Effetto Farfalla, letteralmente mostrato quando un gruppo di viaggiatori del tempo uccide uno di questi insetti nella Preistoria dando il via a una serie di onde temporali che mutano il presente, via via più in profondità fino a un punto nella quale non siamo noi la specie dominante.

ray bradbury poggia le mani su un mappamondo - nerdface

È un film da vedere, sicuramente. Ray Bradbury ha lasciato una sterminata produzione capace di rendere l’autore immortale, effetto proprio solo della grande letteratura. Ray Bradbury era, prima di tutto, uno scrittore e come tale s’è offerto al mondo, lasciando migliaia di pagine da leggere e sulle quali riflettere, alcune molto più attuali di quanto possiate pensare. Il consiglio è d’immergervisi, per scoprire qualcosa di più e aumentare i vostri orizzonti, oltre ogni possibile caducità umana, oltre ogni possibile fuoco.

lo shop di nerdface

Condividi il post