Stephen King: breve guida alla lettura delle opere del Re
Stephen King

«Monsters are real and ghosts are real too: they live inside us and, sometimes, they win».
Il Re
Se l’orrore vi piace leggerlo, oltre che guardarlo, allora conoscerete e apprezzerete Stephen King. Pur se con alti e bassi, il Re è sulla cresta dell’onda da almeno quattro decenni e le sue opere hanno ispirato più di un film e di una serie di successo (e anche parecchie Buste, a dire il vero). In più, se siete figli degli anni ’80, probabilmente ha rappresentato il vostro primo incontro letterario col genere di letteratura più difficile da scrivere.
Tutta colpa di un baule
Stephen King, lo sapete, nasce nel Maine e, quando ha appena 2 anni, il padre scappa di casa, lasciando la moglie e l’altro figlio adottivo. L’abbandono lascia un segno tangibile sul carattere dello scrittore, ma sicuramente più incisivo è un lascito involontario: un baule pieno di libri dell’orrore economici, confinato in una soffitta polverosa.
La soffitta proibita
Come lo stesso autore dice, era una soffitta «proibita», piena di ricordi del padre: un richiamo troppo forte per un bambino. E infatti il giovane Stephen King vi s’avventura spesso, intrattenendosi in letture che ne formeranno un certo gusto estetico, via via affinatosi nel corso degli anni. Sì, perché prima d’essere uno scrittore, il Re è anche un estimatore dell’horror e un profondo conoscitore di film e fumetti, perfino di vecchie serie radiofoniche e televisive, le prime gustate insieme al nonno, le seconde da solo o in compagnia dei figli.

C’è poi anche un episodio, raccontato spesso e avvenuto quando lo scrittore aveva solo 4 anni, mentre stava giocando con un amico, vicino a dei binari. Nel più tragico degli incidenti, un treno sopraggiunge e travolge il compagno di giochi, mentre Stephen King si presume assista alla scena. Lo si immagina, perché lo scrittore rimuoverà il ricordo di quanto successo e sarà la madre a riportarglielo alla memoria, molti anni dopo. Vi rammenta qualcosa? Se state pensando al racconto The body, contenuto nella raccolta Stagioni diverse e poi trasposto nel cult imperdibile Stand by me, avete colto nel segno.
La giovinezza tra povertà e dipendenze
Insomma, nell’infanzia di Stephen King c’è già parecchio materiale. Altro ne aggiunge la giovinezza: i problemi con l’alcol e la cocaina dopo i primi successi; la strisciante povertà che lo porterà a destreggiarsi tra i lavori più umili, pur di portare a casa qualche soldo per sé e per l’amata moglie Tabitha. Ogni periodo della vita di Stephen King è però caratterizzato da una costante prolificità, che lo porta a scrivere romanzi su romanzi e a sviluppare una certa metodologia, sicuramente ripagante.
Carrie, il primo successo
Dirà, una volta raggiunto il successo, come il lavoro dello scrittore sia quello di scrivere e quanto per lui sia naturale sedere al computer per ore e ore ogni giorno, buttando giù ogni genere d’idee, per vedere dove portano. Se infatti Carrie, il suo primo successo, non ha una genesi particolare, sono molti invece gli altri libri nei quali è possibile riconoscere lo spunto di partenza e, in alcuni casi, è lo stesso autore ha fornirci la chiave della sua ispirazione.

Le notti di Salem sono, così, un gioco di rimbalzo col Dracula di Bram Stoker, mentre L’ombra dello scorpione, uno dei suoi romanzi più interessanti, nasce dalla sempre affascinante idea della scomparsa della civiltà. Sono libri conosciutissimi e apprezzatissimi e mostrano il talento e la tecnica dello scrittore, sebbene non siano le sue opere migliori.
IT: una lettura imperdibile
A nostro parere, questo primato spetta a tre opere molto diverse. Il punto di partenza è IT. Il romanzo mastodontico è presentato come horror, ma se lo leggete con attenzione e riuscite a non lasciarvi distrarre dal mostro, sarà impossibile ignorare in esso la radice del romanzo di formazione. Se conoscete la storia, sarà più facile seguire il ragionamento, se non avete dimestichezza col clown più famoso di sempre e volete gustarvi i film di Andy Muschietti (e, perché, quelli per la televisione col compianto Tim Curry), potete stare tranquilli: siamo contrari agli spoiler.
Come chiave di lettura, dunque, funziona benissimo anche il tema della paura, sì, ma di quella del diventare adulto, più che d’essere mangiato dai mostri della propria fantasia. IT è un romanzo potente, soprattutto se letto in un periodo di passaggio e, anzi, leggetelo nuovamente: nelle sue oltre 1.000 pagine troverete sempre qualcosa di nuovo.
La saga della Torre Nera
La seconda opera a meritare una menzione particolare è la saga de La Torre Nera, mortificata ultimamente da una riduzione cinematografica incapace d’esaltarne i temi profondamente spirituali. La Torre Nera è una serie di romanzi capaci di farvi innamorare del Fantasy e d’alzare il livello stesso della letteratura di genere. C’è poco spazio per parlarne ora, ma il discorso è solo rimandato.
Danse macabre
La terza opera, invece, non è un romanzo, ma un saggio: Danse macabre. Il tema trattato è ovviamente l’orrore, analizzato per mezzo di film e libri. Danse macabre è un testo base per chiunque voglia cimentarsi nella scrittura di un romanzo noir, di fantascienza o sul soprannaturale e rivela anche le qualità di saggista di Stephen King, il quale proprio qui dimostra tutta la stoffa di cui dispone.

È vero: al cinema e alla televisione Stephen King non è mai stato particolarmente fortunato e, quando lo è stato, è successo solo con grandi registi, come Stanley Kubrick per Shining o Brian De Palma per Carrie, e spesso con profonde riletture delle opere originali. Ma come scordare I sonnambuli o Tommy Knockers
Una risorsa infinita
Sebbene alcuni dei suoi libri più recenti siano meno efficaci, forse, dei suoi romanzi più famosi, Stephen King rimane tra i pochi capaci di scrivere con un meccanismo preciso come un orologio svizzero, incisivo e particolarmente efficace, anche quando deve farti credere alle cose più incredibili. Non è una caso se le sue opere siano ancora oggi prese e adattate su grande e piccolo schermo. Ne sono esempio i recenti The running man, The long walk e l’imminente serie Carrie. Lunga vita al Re.












