Spider-Man: brand new day | Recensione

Il voto di Nerdface:
4.5 out of 5.0 stars
| Titolo originale | Spider-Man: brand new day |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 145 minuti |
| Uscita | 29 Luglio 2026 |
| Genere | Marvel Supereroi |
| Regia | Destin Daniel Cretton |
| Sceneggiatura | Chris McKenna Erik Sommers Justin Kuritzkes |
| Fotografia | Brett Pawlak |
| Musiche | Michael Giacchino |
| Produzione | Marvel Studios Columbia Pictures Pascal Pictures |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Cast | Tom Holland Zendaya Sadie Sink Jacob Batalon Jon Bernthal Tramell Tillman Michael Mando Mark Ruffalo Liza Colón-Zayas Eman Esfandi Marvin Jones III |
Il voto di Nerdface:
4.5 out of 5.0 stars
«Forse la mia responsabilità è questa: vivere da solo con la verità»
Accompagnato da ipotesi e congetture, Spider-Man: brand new day arriva al cinema carico di aspettative e riprende là dove lo avevamo salutato sul malinconico finale di No way home. Il mondo ha dimenticato Peter Parker e il ragazzo vive in segreto la sua identità d’amichevole ragno di quartiere aiutando la polizia. È amato e benvoluto dai cittadini di New York e tutto sembra scorrere per il meglio. C’è un buco, però, rappresentato dagli affetti cui ha dovuto rinunciare, MJ e l’amico Ted. Ed è forte, fortissimo, il senso di colpa per la morte di zia May.
La lettera mai consegnata
Peter, infatti, non ha mai avuto il coraggio di consegnare a MJ la lettera scritta per lei all’indomani dell’incantesimo che lo ha cancellato dalla memoria di lei. La segue sui social, la osserva da lontano e rilegge le righe scritte per convincersi d’aver preso la scelta giusta.
Un eroe profondamente solo
Spider-Man: brand new day nei primi minuti dipinge il nuovo corso di Peter Parker adottando le note dolci e amare della vita apparentemente felice e invidiabile di un eroe riconosciuto e stimato, ma profondamente solo e disperato.

Il cambiamento è dietro l’angolo, però. Un misterioso nemico in grado di trasportare la propria coscienza nei corpi di ignare vittime sta attentando alla sicurezza della città. Il precipitare degli eventi si salderà a una mutazione feroce nel corpo e nell’equilibrio mentale di Peter Parker, che potrebbe compromettere per sempre la sua vita e la sua reputazione.
Hulk spacca, finalmente!
Preoccupato, Peter Parker contatterà Bruce Banner, l’uomo in grado d’aver addomesticato e ingabbiato Hulk grazie a un inibitore, per tentare di percorrere una strada simile.
Ma si sa cosa accade giocando col fuoco… Per la nostra gioia, succede che finalmente torniamo ad ammirare l’Hulk che abbiamo sempre desiderato, quello enorme, rabbioso e con cui è impossibile ragionare e sulla cui strada restano solo macerie.
Meno azione, più psicologia
Lo scontro tra Spider-Man e Hulk è probabilmente il momento d’azione migliore dell’intero film, caratterizzato da un taglio decisamente più introspettivo, toccante; una storia che sembra gettare le basi del nuovo corso dell’Arrampicamuri, un corso ampiamente incoraggiante, specialmente per chi lo ha conosciuto e amato nella sua veste originale, lontana dai gadget tecnologici forniti da Tony Stark.

Questo Spider-Man, infatti, ha su di sé il peso d’ogni scelta, porta i segni sul volto e sul corpo di ogni combattimento, di tutte le cadute, fisiche e umane, da cui però si rialza sempre. Ripara il suo costume nello stesso modo con cui si lecca le ferite ed è alla ricerca della sua identità.
Bentornata New York!
È una dimensione che sentiamo nostra, scandita anche da una colonna sonora più urbana che epica, ed è una scelta che restituisce al pubblico New York e il quartiere popolare del Queens.
Non è un caso se Brand new day costruisce i bellissimi titoli di coda prima della scena post credit proprio sulle istantanee di vita quotidiana della Grande Mela, chiarendo ulteriormente in modo intelligente e ironico la distinzione tra eroi chiamati a imprese universali e vigilanti di quartiere.
La strana coppia col Punitore
Questo scenario cittadino permette alla sceneggiatura d’inserire con coerenza anche il personaggio del Punitore, con un ruolo e un peso specifico capaci d’andare ben al di là della semplice presenza di comprimario.

Frank Castle e Peter Parker sono la coppia di cui ignoravamo d’aver bisogno e funzionano perfettamente, regalando un’amicizia complicata ma vera, che si suggella in un finale intenso e ricco di significato.
Sadie Sink
E Sadie Sink? Sappiamo che intorno alla segretezza del personaggio interpretato dall’attrice ha ruotato buona parte della vita dei social delle ultime settimane, ma non sarà sulle pagine di Nerdface che troverete alcuno spoiler.
Il mostro che abbiamo dentro
Il suo ruolo, però, lo possiamo dire, s’incastona perfettamente al tono e al senso di Spider-Man: brand new day e dei suoi protagonisti, tutti accomunati dallo stesso male, un mostro che li abita dentro e che ne divora le vite e la stabilità mentale.

Che si tratti di un gigante verde pronto a prendere il controllo delle nostre azioni, o dell’impossibilità di superare una perdita irreparabile e ancora sanguinante, che siano sensi di colpa, di rivalsa, traumi psicologici o desideri di vendetta, Spider-Man: brand new day ci riporta alla dimensione più umana e fallibile degli eroi. Parla di noi e ci ricorda, ancora un volta, i motivi per cui amiamo così tanto Peter Parker.
I trailer di Spider-Man: brand new day
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| Titolo originale | Spider-Man: brand new day |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 145 minuti |
| Uscita | 29 Luglio 2026 |
| Genere | Marvel Supereroi |
| Regia | Destin Daniel Cretton |
| Sceneggiatura | Chris McKenna Erik Sommers Justin Kuritzkes |
| Fotografia | Brett Pawlak |
| Musiche | Michael Giacchino |
| Produzione | Marvel Studios Columbia Pictures Pascal Pictures |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Cast | Tom Holland Zendaya Sadie Sink Jacob Batalon Jon Bernthal Tramell Tillman Michael Mando Mark Ruffalo Liza Colón-Zayas Eman Esfandi Marvin Jones III |











