A cena con il dittatore | Un passato così presente | Recensione

Il voto di Nerdface:
3.0 out of 5.0 stars
| Titolo originale | La cena |
|---|---|
| Lingua originale | spagnolo |
| Paese | Francia Spagna |
| Anno | 2025 |
| Durata | 106 minuti |
| Uscita | 9 Aprile 2026 |
| Genere | Commedia Drammatico |
| Regia | Manuel Gómez Pereira |
| Sceneggiatura | Joaquin Oristrell Iolanda Garcia Pereira |
| Fotografia | Aitor Mantxola |
| Musiche | Anne-Sophie Vernsaeyen |
| Produzione | Sideral Cinema La Terraza Films Turanga Films |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Cast | Mario Casas Alberto San Juan Asier Etxeandia Oscar Lasarte Martín Páez Elvira Mínguez Ferran Gadea Carlos Serrano Carmen Balagué Eva Ugarte Xavi Francés Antonio Resines Sergio Caballero David Díaz II Luis Miguel Martín Nora Hernández |
Il voto di Nerdface:
3.0 out of 5.0 stars
«Appendetelo!»
Quando il potere comanda, chi ne è succube obbedisce senza colpo ferire, anche nella situazione più assurda e grottesca che si possa immaginare. Questo è l’assunto di base per poter vedere in buono spirito A cena con il dittatore, una godibilissima commedia spagnola diretta da Manuel Gomez Pereira che uscirà nelle sale italiane il 9 Aprile, con la distribuzione di Officine Ubu.
La repressione franchista
È il 1939: si è appena conclusa la logorante guerra civile che ha straziato la Spagna per quasi tre anni e ha avuto ufficialmente inizio l’epoca della repressione franchista. Il paese è completamente trasfigurato: nelle strade è guerriglia tra il fronte dei repubblicani e chi sostiene Franco, la bellezza s’è trasformata in miseria, i luoghi di lusso sono stati riconvertiti a tragici teatri della devastazione della guerra.
Una strana richiesta
Quest’ultimo è il caso dell’Hotel Palace di Madrid che, da punta di diamante spagnola, è divenuto un ospedale di guerra: se il potere comanda, c’è poco da fare. Nello scenario tragico di morti e feriti, arriva il giovane tenente Santiago Medina, che porta un ordine alquanto particolare da parte del regime. Il generale Francisco Franco, infatti, desidera cenare al Palace: che si fermi tutta la macchina dell’ospedale, si recuperino gli antichi spazi di lusso dell’hotel e si prepari, per quella stessa sera, una cena di gran gala per el Caudillo e i suoi generali.

La richiesta coglie il personale di sorpresa, primo tra tutti Genaro Palazon, il maître dell’hotel il quale, però, s’adopera perché i desideri di Franco siano esauditi. C’è l’hotel, c’è il maître, ci sono le materie prime… Manca solo una cosa: la vecchia brigata di cucina dell’albergo, composta interamente da repubblicani rinchiusi in galera, in attesa dell’esecuzione.
Rossi per cena
Genaro, col suo fascino e carisma, riuscirà a far liberare i suoi fidati cuochi appositamente per questa temutissima cena, innescando così le paradossali vicende che portano avanti lo svolgimento della pellicola? Una squadra di «rossi», così, dovrà cucinare per il più fornito manipolo di fascisti presente in Spagna: cosa potrebbe mai andar storto?
La costruzione per opposizioni
A cena con il dittatore mette su schermo in modo limpido e cristallino uno dei tratti più peculiari delle dittature: il profondo senso di grottesco che accompagna inequivocabilmente la volontà suprema di un regime privo della necessità di spiegarsi per ottenere i suoi desiderata. Quest’assurdità imbarazzante è resa nella pellicola dalle continue opposizioni tra le ambientazioni e i personaggi: prima tra tutte, ovviamente, è la pretesa di Franco di voler cenare dove ora c’è un ospedale, ma questa dicotomia si ritrova anche nel confronto tra l’integerrimo tenente Medina e il lascivo Genaro, tra i camerieri franchisti e i cuochi repubblicani.

A cena con il dittatore, infatti, si regge interamente su queste opposizioni, che sono poi il motore comico della pellicola: il risultato è inequivocabilmente molto divertente. Al di là delle geniali trovate comiche, c’è ovviamente anche un chiaro impianto ideologico di fondo a regge l’intero film. Tra una risata e l’altra, lo spettatore s’accorge con amarezza che l’opposizione più importante di tutta la storia non fa tanto ridere ed è quella che mette a confronto i repubblicani (o, in generale, chi si oppone al regime) e i falangisti, separati da una fondamentale caratteristica di fondo, ovvero la capacità d’associarsi per raggiungere un obiettivo.
L’unione fa la forza
Dalla pellicola appare chiaro anche quanto spaventi i franchisti dei «rossi», ovvero proprio il forte spirito d’unione che li lega e li fa cooperare anche in una situazione paradossale come quella in cui si ritrovano. I fascisti, invece, lavorano per gerarchia, non in modo orizzontale, e spesso non sembra neanche che parteggino per lo stesso scopo.
I personaggi nel mezzo
I personaggi che si oppongono al regime sono rappresentati come consapevoli, altruisti, pronti a sacrificarsi per il bene di un ideale, mentre i seguaci di Franco sono delineati come personaggi individualisti, spesso con una connotazione grottesca legata a un desiderio estremo e incontrollabile che provano verso qualcosa. È dunque interessante vedere la loro oscillazione e il loro approdo, quando all’inizio della storia non sono univocamente schierati in una di queste due fila.

In questo modo, A cena con il dittatore scongiura forse in modo un po’ banale, ma riuscito, il rischio reale di una rappresentazione stereotipata e didascalica di un paese spaccato a metà.
Un passato così presente
Si entra quindi in sala per ridere, e si ride, ma si esce con la mente piena di immagini e figure del passato, ma che ammiccano in modo più che evidente al presente, in cui la politica è diventata più spettacolo e rumore, che attenzione al bene comune.
Un umorismo pirandelliano
Nell’assurdità di Franco e della sua pretesa rivediamo, tra gli altri, il Trump che fa costruire una nuova sala da ballo alla Casa Bianca mentre il mondo scivola nella guerra. Questa continuità di tematiche conferisce ad A cena con il dittatore la categoria pirandelliana d’umoristico, un qualcosa che a primo impatto fa ridere di cuore, ma che poi, con un po’ d’elaborazione, fa profondamente riflettere sulla realtà circostante.
Il trailer ufficiale di A cena con il dittatore
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| Titolo originale | La cena |
|---|---|
| Lingua originale | spagnolo |
| Paese | Francia Spagna |
| Anno | 2025 |
| Durata | 106 minuti |
| Uscita | 9 Aprile 2026 |
| Genere | Commedia Drammatico |
| Regia | Manuel Gómez Pereira |
| Sceneggiatura | Joaquin Oristrell Iolanda Garcia Pereira |
| Fotografia | Aitor Mantxola |
| Musiche | Anne-Sophie Vernsaeyen |
| Produzione | Sideral Cinema La Terraza Films Turanga Films |
| Distribuzione | Officine Ubu |
| Cast | Mario Casas Alberto San Juan Asier Etxeandia Oscar Lasarte Martín Páez Elvira Mínguez Ferran Gadea Carlos Serrano Carmen Balagué Eva Ugarte Xavi Francés Antonio Resines Sergio Caballero David Díaz II Luis Miguel Martín Nora Hernández |









