Denshattack! | Distopia e skateboarding straripante | Recensione

Il voto di Nerdface:
3.5 out of 5.0 stars
PRO
- Estetica sfrenata e stile a fuoco pieno
- Colonna sonora esplosiva e memorabile
- Boss fight creative, assurde e sempre diverse
- Concept originale e riconoscibilissimo
- Sistema di trick profondo e in continua espansione
CONTRO
- Narrazione debole e temi poco sfruttati
- Trick avanzati poco comodi da tastiera, pensati prima di tutto per il pad
- Leggibilità dell’azione compromessa dal sovraccarico visivo
- Struttura ripetitiva sulla lunga distanza
| Serie | Denshattack! |
|---|---|
| Uscita | 15 Luglio 2026 |
| Gameplay | Single player |
| Anno | 2026 |
| Piattaforme | Nintendo Switch 2 PC PS5 XBXOX Series X|S |
| Genere | Fantascienza Indie Skate |
| Sviluppatore | Undercoders |
| Produttore | Undercoders |
| Distributori | Boltray Games Fireshine Games |
| Piattaforma testata | PC |
Il voto di Nerdface:
3.5 out of 5.0 stars
Sviluppato dallo studio spagnolo Undercoders e pubblicato da Fireshine Games (con Boltray Games in alcuni territori), Denshattack! è arrivato il 15 Luglio 2026 su PC, PS5, XBOX Series X|S e Nintendo Switch 2, disponibile al lancio anche su Game Pass e GeForce Now e proposto a un prezzo budget di poco meno di 20 euro.
Un’idea assurda, ma geniale
L’idea di partenza è tanto assurda quanto geniale: prendere di peso la grammatica dello skateboarding arcade e applicarla a un treno, trasformando ollie, kickflip, grind e derapate in un unico flusso acrobatico lungo i binari di un Giappone distopico e coloratissimo.

Sulla carta sembra quasi una barzelletta, alla prova dei fatti è uno degli esperimenti più freschi e spudorati dell’anno: un frullato dichiarato di Tony Hawk’s Pro Skater, Jet Set Radio, Crazy Taxi e Sonic Adventure 2, che riesce, contro ogni previsione, a trovare una voce tutta sua. Il risultato è un titolo debordante di personalità, sorretto da una direzione artistica travolgente e da un ritmo che raramente concede tregua, anche se non privo di qualche spigolo.
Trama
La cornice narrativa di Denshattack! mette il giocatore nei panni di Emi e della sua combriccola di ribelli, in un viaggio che parte dalla campagna del Kyushu e attraversa le 46 prefetture del Giappone, da Osaka a Tokyo fino alle nevi di Hokkaido e oltre, in metropoli ormai sigillate sotto cupole dalla mega corporazione Miraidō.
Quasi uno shonen pop punk
Il tono è quello di uno shonen dall’anima pop punk: si sfidano bande rivali, si smonta un potere corporativo opprimente e, capitolo dopo capitolo, si trasformano i nemici in alleati, in un crescendo di ribellione ottimista e anti autoritaria che ricorda da vicino lo spirito di Jet Set Radio. Sulla carta i temi sono succosi, dal capitalismo predatorio al controllo sociale, fino alla libertà riconquistata sui binari.

Il problema è che questa impalcatura resta per lo più un pretesto: le idee sono evocate, ma quasi mai approfondite davvero e i personaggi, per quanto simpatici, restano poco più che silouette funzionali all’azione. Chi cerca una storia capace di lasciare il segno la troverà sottile e prevedibile, sacrificata sull’altare del ritmo e dello stile. È un peccato, perché il mondo immaginato avrebbe avuto la stoffa per dire qualcosa in più.
Gameplay
Il cuore di Denshattack! è un loop da score attack purissimo: si sfreccia lungo i tracciati incatenando trick, si accumulano punti e si rincorre il rank più alto, con un Tricktionary che raccoglie e cataloga ogni manovra imparata. Il bello è che lo schema di comando, in sé, è essenziale: si frena e si derapa nelle curve, si salta per staccarsi dai binari e si eseguono acrobazie in aria, il tutto poggiando su pochi input fondamentali.

La profondità arriva dall’uso che il gioco ne fa: capitolo dopo capitolo Denshattack! introduce nuove meccaniche con una generosità sorprendente, chiedendo di combinare gli stessi comandi in sequenze via via più elaborate, come uno schianto a terra che sfocia in un grind e poi in un salto sul muro. È un sistema facile da capire, ma difficile da domare e, alla lunga, rischia perfino di strafare, ammassando così tante idee da rendere alcune fasi avanzate più confuse che appaganti.
Il fiore all’occhiello di Denshattack!
Le boss fight, in questo, sono il vero fiore all’occhiello di Denshattack!: ognuna diversa dalla precedente e capace di riscrivere le regole, tra mecha magical girl, castelli semoventi, vermi meccanici e situazioni surreali in cui ci si ritrova a controllare uno squalo o a rispondere con acrobazie aeree a mazzate di baseball giganti. La varietà è costante e spesso spettacolare.
Cosa ci convince meno
A incrinare il quadro, però, ci sono i controlli. Denshattack! è pensato prima di tutto per il pad e, da tastiera, il modo in cui l’abbiamo giocato noi, la traduzione non è indolore: le acrobazie, nate per le rotazioni dello stick destro, diventano combinazioni di tasti direzionali che funzionano bene per i trick di base e per la progressione della storia, ma si fanno macchinose quando le sequenze aeree più impegnative pretendono incastri rapidi e scomode contorsioni delle dita.

Nulla d’ingiocabile e la possibilità di rimappare i comandi aiuta, ma resta la sensazione di combattere un po’ con l’interfaccia proprio nei momenti in cui servirebbe la massima precisione. A questo si aggiunge una certa ripetitività strutturale: superata la sorpresa iniziale, il ciclo di corsa, punteggio e via di nuovo può iniziare a girare a vuoto per chi non è rapito dalla caccia al record. Restano infine alcune sbavature tecniche, in parte già limate dagli aggiornamenti successivi al lancio.
Feeling
Denshattack! è una scarica di adrenalina allo stato puro. L’estetica, debitrice della grafica à la Persona e di un immaginario anime saturo e vibrante, riempie lo schermo di colori accesi, insegne al neon, linee cinetiche e onomatopee giapponesi che esplodono a ogni acrobazia, mentre gli alleati urlano incoraggiamenti e il paesaggio scorre a velocità folle.
Una colonna sonora straripante
La colonna sonora è semplicemente straripante: firmata da un collettivo enorme di autori, tra cui nomi legati ancora alla saga di Persona. Quando tutto si allinea, corsa, musica e trick, Denshattack! tocca picchi di euforia che pochissimi titoli arcade sanno replicare: sono i momenti in cui capisci perché tanti se ne siano innamorati.
Le criticità dell’impatto visivo
Il rovescio della medaglia è proprio quell’eccesso. Il sovraccarico visivo, così ipnotico nei trailer, in gioco può compromettere seriamente la leggibilità, rendendo difficile interpretare lo spazio e anticipare gli ostacoli nelle sezioni più caotiche. Denshattack! offre qualche opzione per contenere il caos, dalla riduzione del bloom alla disattivazione del motion blur, ma di base resta un’esperienza al limite del bombardamento sensoriale.

È una tensione costante tra spettacolo e chiarezza che non sempre si risolve a favore del giocatore e che, a tratti, trasforma il piacere in fatica. Il risultato è travolgente e fisico, ma anche stancante: chiede di accettare un certo grado di confusione come parte del patto.
Conclusioni
Denshattack! è un piccolo cortocircuito di creatività: prende un’idea folle, un treno che fa skateboarding, e la porta avanti con una convinzione e uno stile che disarmano. La direzione artistica è travolgente, la colonna sonora è memorabile e le boss fight, per pura fantasia, bastano quasi da sole a giustificare il viaggio. A frenarne lo slancio ci sono però una narrazione debole e sprecata, un sistema di trick tanto profondo quanto scomodo da tastiera nelle sue punte più alte, problemi di leggibilità figli del suo stesso eccesso e una struttura che alla lunga rischia di ripetersi.
Un gioco in bilico tra due tavoli
È il classico titolo che resta in bilico tra due tavoli: non abbastanza pulito e leggibile per gli integralisti dello score attack e a tratti troppo denso per lasciarsi vivere come pura, spensierata assurdità. I cultori degli arcade come Tony Hawk o Jet Set Radio lo adoreranno comunque e senza riserve, mentre chi cerca profondità narrativa o precisione millimetrica resterà più freddo.

Resta, in ogni caso, un’avventura sfrenata, coraggiosa e ricca di personalità, con qualche ruggine di troppo ma impossibile da confondere con qualsiasi altra cosa: un viaggio che vale la pena di fare, a patto di sapere che non sempre fila liscio.
Il trailer ufficiale di Denshattack!
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PRO
- Estetica sfrenata e stile a fuoco pieno
- Colonna sonora esplosiva e memorabile
- Boss fight creative, assurde e sempre diverse
- Concept originale e riconoscibilissimo
- Sistema di trick profondo e in continua espansione
CONTRO
- Narrazione debole e temi poco sfruttati
- Trick avanzati poco comodi da tastiera, pensati prima di tutto per il pad
- Leggibilità dell’azione compromessa dal sovraccarico visivo
- Struttura ripetitiva sulla lunga distanza
| Serie | Denshattack! |
|---|---|
| Uscita | 15 Luglio 2026 |
| Gameplay | Single player |
| Anno | 2026 |
| Piattaforme | Nintendo Switch 2 PC PS5 XBXOX Series X|S |
| Genere | Fantascienza Indie Skate |
| Sviluppatore | Undercoders |
| Produttore | Undercoders |
| Distributori | Boltray Games Fireshine Games |
| Piattaforma testata | PC |











