Street Fighter | Ready, set, fight: pacchianata! | Recensione

Il voto di Nerdface:
2.0 out of 5.0 stars
| Titolo originale | Street Fighter |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 120 minuti |
| Uscita | 15 Ottobre 2026 |
| Genere | Arti marziali Azione Fantastico |
| Regia | Kitao Sakurai |
| Sceneggiatura | Dalan Musson |
| Fotografia | Ken Seng |
| Musiche | – |
| Produzione | Legendary Pictures Capcom |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Cast | Andrew Koji Noah Centineo Callina Liang Roman Reigns David Dastmalchian Cody Rhodes Mel Jarnson Vidyut Jammwal Hirooki Goto Orville Peck 50 Cent Jason Momoa Olivier Richters Andrew Schulz Alexander Volkanovski Rayna Vallandingham Eric André |
Il voto di Nerdface:
2.0 out of 5.0 stars
«Ready. Set. Fight!»
«Everyone involved just loved this game», afferma con una certa sicumera il regista Kitao Sakurai. E il problema sta tutto lì. A volte ai videogiochi è meglio giocarci e, a volte, troppo amore tutto insieme può sfociare in un’orgia in cui tutti sembrano spassarsela, ma nessuno si diverte veramente. Street Fighter, capolavoro assoluto della Capcom, inscalfibile pietra d’angolo di tutti i picchiaduro, già imbustato da Steven E. de Souza in quella souzzeria del 1994 con Van-Damme e il povero Raul Julia, tanto merita di provocare l’artrosi interfalangea di milioni di giocatori nei secoli dei secoli, quanto meriterebbe d’essere trasposto su pellicola con un minimo di criterio. O di rimanere quello che è: un videogioco.
Un’apertura sublime
Si comincia bene, però. Il duello stile anime tra Ryu e Sagat in apertura è semplicemente sublime: una danza perfetta che riporta indietro nel tempo, dritto dritto ai tasti tondi, agli strilli e ai capannelli di nerdacchioni accalcati attorno a un cabinato. Ogni movimento prepara il successivo con un’eleganza che da sola varrebbe il costo del gettone e riesce a scatenare un’eccitazione selvaggia, presaga dell’esplosione di quell’amore dichiarato a gran voce e che invece… Diventa più cringe di Carlo Verdone quando consuma l’amplesso col flipper in Troppo forte.
Ma vediamo un po’ di trama
Sei anni dopo la sconfitta di Sagat, Ryu (Andrew Koji) e Ken Masters (Noah Centineo), ormai divisi da eventi infausti che pian piano torneranno in flashback, sono reclutati da Chun-Li (Callina Liang) per il World Warrior Tournament, dietro il quale si nasconde la consueta cospirazione. Zangief, Guile, Honda, Vega, Dhalsim (un po’ troppo palestrato)… Sono tutti presenti. Costumi, movenze, colpi e mosse speciali si susseguono spiccicati al videogioco originale, tanto da lasciare sbalorditi, ma restare seduti senza provare imbarazzo è seriamente complicato.

La danza iniziale si disarmonizza, infatti, in un goffo bordello di botte che, pur coreografate davvero molto bene e accompagnate da effetti speciali di buona qualità, fanno da sfondo a una sfilata di carnevale priva di ritmo, pacchiana e accompagnata da urletti, smorfie e una ricerca dell’eccesso che insiste anche quando avrebbe già ampiamente ottenuto lo scopo. A forza di caricare ogni cosa, persino le mazzate finiscono per chiedere una pausa.
Ryu e Ken
Andrew Koji sembra aver girato nel sonno, raggiungendo uno stato di concentrazione spirituale indistinguibile dalla pennica. Noah Centineo, invece, dà l’impressione d’aver sofferto parecchio il ruolo del fesso. Uno assopito, l’altro ostaggio della propria parte: riunirli era senz’altro necessario, ma forse prima sarebbe stato opportuno verificare che fossero entrambi disponibili a partecipare.
Balrog e Blanka
Per Curtis 50 Cent Jackson, nei guantoni di Balrog e anche autore di un pezzo della colonna sonora e Jason Momoa in verde Blanka, sorge il sospetto di un preventivo particolarmente esoso per rifare il bagno di casa, a giustificarne la partecipazione. Momoa, almeno, ci mette un po’ d’impegno: si gratta, partecipa, riuscendo a ricavare un Blanka credibile e quasi tridimensionale.

David Dastmalchian fa categoria a sé col suo M. Bison: non solo sembra l’unico a essersi divertito davvero nel costruire una macchietta in uniforme, ma dà anche l’impressione che lui all’orgia abbia partecipato davvero. Trasmette il gusto di stare lì, senza sapere bene il perché, abitando l’esagerazione fino all’eccesso di un villain da baraccone. Ma almeno qualcuno il baraccone se l’è goduto.
Chi si salva in questo baraccone?
Menzione d’onore per Dan Hibiki chiamato ad Andrew Schulz, personaggio successivo e secondario della saga che qui sembra Johnny Glamour di Giovanni Storti finito sul set sbagliato, ma è la presenza più felicemente comica del gruppo e l’unico che sembra avere un minimo di sale in zucca, finché non deve caricare la lavatrice.

La valanga di botte, scemenze e brusche sterzate tra tono eroico, nostalgico e cazzone vanta anche una colonna sonora notevole, che va a pescare a piene mani nella discografia degli anni ’90: ma nemmeno i 4 Non Blondes e i Soundgarden paiono poter arginare il carnevale. Quando, dopo due ore filate di delirio, il pubblico e il cast si stringono sui sedili in un finale inaspettatamente leggero e grazioso, resta solo da chiedersi: se ai fan della prima ora può essere piaciuto, a tutti gli altri che effetto può aver fatto?
I trailer ufficiali di Street Fighter
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| Titolo originale | Street Fighter |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 120 minuti |
| Uscita | 15 Ottobre 2026 |
| Genere | Arti marziali Azione Fantastico |
| Regia | Kitao Sakurai |
| Sceneggiatura | Dalan Musson |
| Fotografia | Ken Seng |
| Musiche | – |
| Produzione | Legendary Pictures Capcom |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Cast | Andrew Koji Noah Centineo Callina Liang Roman Reigns David Dastmalchian Cody Rhodes Mel Jarnson Vidyut Jammwal Hirooki Goto Orville Peck 50 Cent Jason Momoa Olivier Richters Andrew Schulz Alexander Volkanovski Rayna Vallandingham Eric André |










