Critters: le voraci creature venute dallo spazio per divorarci

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Critters

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«The battle began in another galaxy. It’s about to end in the Brown’s backyard».

Piccoli insaziabili brividi

La storia è semplice e fa solo da pretesto per l’arrivo sulla Terra di una piaga infestante, potenzialmente mortale per il pianeta. Da una prigione spaziale fuggono alcune piccole e fameliche creature. Sono i Critters: piccole palle di pelo, aculei e soprattutto denti. Giunti da noi, sono pronti a mettere a ferro e fuoco una piccola cittadina del Kansas. Sulle loro tracce sono mandati due cacciatori di taglie mutaforma armati fino ai denti. Il resto sarà un crescendo di distruzione. Critters vede la luce nel 1986, grazie soprattutto all’uscita e al conseguente successo in sala di altri piccoli mostri, i Gremlins di Joe Dante, dei quali la casa di produzione vuole ricalcare il successo. Va però specificato che gli extraroditori furono creati prima e il progetto rimase nel cassetto fino al momento propizio. È dunque stanziato un budget, comunque bassissimo, e Critters esce in una manciata di sale soltanto. Poi, però, inizia a macinare soldi come non ci fosse un domani, incassando alla fine più di 13 milioni di dollari, di fronte ai miseri 2 spesi per produrlo. Nuova linfa avrà poi anche nel mercato home video, spingendo i produttori a generare una serie di sequel, quattro per l’esattezza, dei quali gli ultimi due mandati direttamente al mercato per il piccolo schermo.

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Se il primo film rappresenta un successo e il secondo è di poco inferiore in termini di gradimento, dal terzo in poi il popolo degli appassionati dei Critters inizia a calare vertiginosamente e a nulla varranno i progetti vari ed eventuali che si avvicendano, nel disperato tentativo di riportare il franchise alla fama degli albori. Tra questi, segnaliamo perfino una serie del 2019. Non c’è molto da stupirsi: il successo dei Critters stava nel fatto d’essere nuovi, cattivi, spigolosi e con poca voglia di far ridere. Mentre i Gremlins erano tutto sommato caciaroni, i roditori spaziali, invece, avevano in testa una cosa soltanto: mangiare tutto il possibile. Il primo film riusciva benissimo a restare in bilico tra il non prendersi troppo sul serio e l’essere abbastanza preciso e puntuale nelle scene più drammatiche. I sequel, invece, non prenderanno mai una direzione precisa, iniziando a esagerare e, alla fine, mancheranno il bersaglio del divertimento puro, così quello dell’horror addomesticato.

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Spuri e sporchi, confondono lo spettatore e lo portano a derubricare le loro storie nella Serie B  dei film. È un peccato, perché quei mostriciattoli avrebbero avuto parecchio da dire molto più dei Gremlins. Invece, al pari di altri mostri divertenti da vedere sullo schermo, come i Tremors, sono stati appiattiti piuttosto presto, perché si cercò di dare allo spettatore quanto che si pensava volesse e non si puntò a colpirlo realmente. Il successo del film di Joe Dante si ripercosse anche sugli extraroditori, che avrebbero avuto il carisma per rivaleggiare decentemente coi Gremlins, ma furono invece sacrificati nel tentativo di scimmiottarli, invece di assegnare loro precise e specialissime connotazioni. I Critters sono una piaga biblica, sono locuste mandate a mangiare tutti i raccolti, gli animali e, infine, gli esseri umani. Non sono mostriciattoli desiderosi di fare casino, ma una calamità naturale che potrebbe annientare una piccola cittadina in meno di una settimana e, col giusto ritmo di riproduzione, tutto il mondo nel giro di qualche anno. Sono come gli zombi, ma più furbi: la strada da seguire probabilmente sarebbe dovuta essere quella dell’horror puro, magari un po’ fracassone, ma comunque con mano ferma e decisa sullo splatter. Senza contare, poi, che mangiando diventano pure più grandi.

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Insomma, ce n’era abbastanza per creare una saga da far accapponare la pelle, sempre attuale: pensate a immaginarla in questo periodo di crisi economica totale. Da piccolo mi piaceva che fossero alieni, che fossero e considerati dei criminali da rinchiudere. Amavo il tema sci-fi, come apprezzavo tutto l’universo narrativo appena accennato nel film. Oggi, da adulto, amo ancora i Critters e la loro storia, pur rendendomi conto che sarebbe servito molto, molto di più per renderli memorabile: mi piacerebbe un remake che si muova sui giusti binari, magari con Leonardo DiCaprio protagonista, che proprio nel terzo film del franchise ebbe il suo esordio cinematografico. In fondo, se lo sono meritati anche loro: quei piccoli brividi di terrore provati guardando il primo capitolo di Critters sono sicuro siano stati condivisi anche da molti di voi.

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