Dott.ssa Stranamore | Blue Monday: una bufala ingiusta

Una bufala che non meritiamo

Le feste sono concluse. La musica è finita. Gli amici non se ne vanno perché non sono mai arrivati alla serata, a differenza di quel che scriveva l’intramontabile Califano. A restare sorprendentemente uguali, alla fine dell’Epifania, sono il mio cuore e la mia testa, divisi tra il buon proposito di mettermi a dieta dopo le grandi abbuffate e gli avanzi accalcati nel frigo già dalla Vigilia, che mi trascinano, a passo lento, verso la psico-bufala più accattivante degli ultimi tempi. No, non sto parlando di un’ottima mozzarella molto istruita, tanto meno di un tipico appellativo DOP poco gentile che sono solita rivolgere all’immagine riflessa allo specchio per spronarmi e insultarmi allo stesso tempo, ogni maledetto 7 Gennaio alle sei del mattino, dopo essermi pesata. Parlo di una delle tante frottole pseudoscientifiche che pascolano placide nella rete, fino a transumare senza sforzo nelle nostre menti, calcando i tratturi delle profezie che si auto-avverano: oggi, terzo lunedì di Gennaio, è il giorno più triste dell’anno. Il Blue Monday: zan zan zan!

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L’idea nasce dal buontempone Cliff Arnall, psicologo dell’università gallese di Cardiff, al servizio di Sky Travel, canale televisivo di promozione turistica. Arnall identifica in questa data il giorno più mesto dell’anno, con tanto di formula annessa, che tira in ballo unità di misura non definite matematicamente ma di un certo impatto: condizioni atmosferiche, debito, fallimento dei propositi, motivazione sotto i piedi. Alle obiezioni sulla formula, mosse da addetti ai lavori e neuroscienziati, voglio aggiungere la scelta poco fantasiosa del giorno della settimana. Sì, va bene, il lunedì non è il massimo: ci tocca ricominciare la routine; gli hanno dedicato cori da stadio sopra; siamo buttati nella mischia dopo un giorno di fermo totale… Ma siamo davvero certi che la corona del Regno delle Paturnie spetti alla malvagia e nera Principessa Lunedì?

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Perché non il Mercoledì, in cui mi sveglio stanca come se fosse Venerdì e invece mi rendo conto che sono passati solo due giorni dalla Domenica precedente, sono troppo distante dalla Domenica successiva e mi sento come stessi in fila all’apertura di Primark Roma contro la mia volontà? Avresti dovuto pensarci due volte, caro Cliff, prima di calunniare pubblicamente il Lunedì, giorno già un po’ sfigato di suo esclusivamente perché segue la Domenica. Oltretutto, era già stato denominato Blue nel titolo del brano del 1982 dei New Order. Ispirato alla linea di basso della colonna sonora di Morricone del film Per un Pugno di DollariBlue Monday è la canzone simbolo degli anni ’80 a Hollywood, usata in tantissime serie revival come Stranger Things fino ad arrivare al trailer di Wonder Woman 1984, che ha inaugurato la riapertura dei cinema post-Covid in America, per dare un super calcio alle porte chiuse delle nostre sale. Solo per questo involontario omaggio, dovremmo concentraci a odiare qualche altro giorno. A ogni modo, se ancora non foste del tutto convinti ad abbandonare la mestizia di questo giorno, lavatevi, vestitevi, spostate i mobili, mettete a palla Blue Monday e iniziate a saltarci su, che, come diceva Clint nella pietra miliare di Sergio Leone, «le cose viste dall’alto fanno sempre meno impressione». Sarete sicuramente in grado di scegliere un altro giorno triste da detestare. Vi ho già parlato del Mercoledì, vero?

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Dott.ssa Stranamore

Valentina Borrelli è una psicologa.
Sui social è nota per Chiedimiperchésonosingle.

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Una guida per l’amore al tempo dei nerd.