Hugo Cabret: un meraviglioso viaggio nella storia del cinema

Hugo Cabret

il poster di hugo cabret mostra il protagonista appeso alla lancetta di un gigantesco orologio - nerdface

«My friends, I address you all tonight as you truly are: wizards, mermaids, travelers, adventurers, magicians… Come and dream with me».

Sognare per sempre

Quante vite vivremmo senza le storie? Belle, bellissime e speciali, moltiplicano le nostre esperienze, portandoci a sperimentare empaticamente dolori, gioie ed emozioni dei loro protagonisti. Ci mozzano il fiato, ci accompagnano, a volte dandoci la buonanotte o facendoci indignare, ridere e piangere. Diamo a questo potere il nome di evasione e, tramite la magia delle storie, possiamo prenderci una pausa dalla quotidianità e sentirci altro da noi stessi.

Un tomo enorme

Ognuno ha le sue preferite e, tra le più incredibili del nuovo millennio, ce n’è una che ha saputo rinnovare il meraviglioso dell’immaginario collettivo del terzo millennio, attingendo a piene mani a quello del secolo scorso. Era il 2007 quando in libreria fece la sua comparsa un tomo enorme, classificato come narrativa per ragazzi, di quelli che, a guardarli dal dorso, avrebbero fatto tentennare i lettori più incerti per l’impegno massiccio richiesto per raggiungerne la fine. Aprendolo, però, quel libro presentava un’inaspettata sorpresa, rivelando la sua natura di romanzo e, al tempo stesso, approfondito storyboard di una vicenda destinata a brillare.

hugo cabret gioca col padre - nerdface

Il romanzo era La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, scritto da Brian Selznick che, ancora oggi, consiglio ai giovani lettori in cerca di fiducia perché, riposto nella propria libreria, ha il potere di ricordare che i libri belli, anche se lunghi, a un certo punto finiscono, per lasciare posto ad altre storie. Pur fitto di disegni, quel romanzo inorgoglisce il giovane lettore col suo ingombrante spiccare, spingendolo a superare i propri limiti, accettando nuove sfide.

Non solo bambini

Ma la sua influenza positiva non è a esclusivo appannaggio dei ragazzi. Molti adulti sono stati sedotti dal fascino della storia di Selznick e, tra questi c’è un certo Martin Scorsese. Il regista di Toro Scatenato, che recentemente ha lanciato strali contro il genere supereroistico, definendolo non cinema, ha firmato nel 2011 la regia del film Hugo Cabret, solo Hugo nella versione originale, forse il titolo più personale e fuori dagli schemi della sua sterminata filmografia, dimostrando coi fatti che il fantastico non è affatto inadeguato al grande schermo.

Il film di Scorsese

Parigi, anni ’30. Il piccolo Hugo Cabret, orfano della madre, vive col padre inventore e orologiaio, finché questo non perisce in un incendio. È così affidato alle misere cure di uno zio beone, responsabile degli orologi della stazione Montparnasse di Parigi. Quando anche questo diparte, per evitare l’orfanotrofio il ragazzo ne prende il posto, senza farne parola con nessuno. Invisibile agli occhi della gente, Hugo ha l’ambizione di riparare un misterioso automa salvato dal padre durante l’incendio, convinto che, una volta riparato, svelerà chissà quali segreti legati al papà, grazie alla matita che tiene in mano.

hugo e la sua amica osservano l'automa in soffitta - nerdface

Nel microcosmo di personaggi che vivono la stazione, Hugo trova l’amicizia della piccola Isabelle, figlia di un bizzarro e scorbutico giocattolaio che sembrerebbe avere a che fare con l’automa, e si trova a doversi guardare dal cinico Gustav, reduce di guerra responsabile della sicurezza di Montparnasse, fanatico dell’ordine e delle regole. Durante la storia, scopriamo che il padre di Isabelle altri non è che il mitico George Méliès, il più visionario e celebre regista del primo Novecento insieme ai fratelli Lumière che, per diverse ragioni, aveva ripudiato la sua opera e il suo passato, cercando riparo nell’anonimato.

Gli occhi di un bambino

L’abnegazione di Hugo e la sua influenza porteranno ogni cosa al suo posto, in un emozionante viaggio tra sogni e visioni. Prima opera in 3D firmata da Martin Scorsese, Hugo Cabret è un meraviglioso viaggio nella storia del cinema, vista dal punto di vista di un bambino ignaro e sognatore. L’intera pellicola è disseminata di citazioni e riferimenti che rendono l’opera metacinematografica ed evocativa. Da René Clair a Buster Keaton, da Fritz Lang a Truffaut, passando per Chaplin, Griffith e Renoir, Scorsese getta la rete nel libro di Selznick e issa a bordo un carico pregno di stupore.

Tra vecchio e nuovo millennio

Magistrale il flashback sulla vicenda personale di Méliès, una vera e propria lezione di storia della fantasia, opportuna celebrazione del Giotto della Settima Arte. Hugo Cabret, anche grazie a un cast stellare, composto da Ben Kingsley, Christopher Lee, Jude Law, Sacha Baron Cohen e Asa Butterfield, riceve 11 nomination agli Oscar, che gli valgono ben 5 statuette, e va oggi considerato vera pietra angolare nel passaggio cinematografico dal nuovo al vecchio millennio. Ritmo, colpi di scena, recitazione e soprattutto spettacolari effetti speciali lo rendono una pellicola destinata a non invecchiare e a farci sognare per sempre. Al cinema, sul cinema.

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