Jeff Bridges: l’uomo giusto al momento giusto

Primo piano di Jeff Bridges sorridente - nerdface

Jeff Bridges

Primo piano di Jeff Bridges - nerdface

«I don’t think I ever went down that movie star path. I always enjoy taking a 90 degree turn from the last thing I did».

L’uomo giusto al momento giusto

Nel lontano Ovest, conoscevamo un tipo, un tipo di cui vogliamo parlarvi. Si chiamava Jeffrey Leon Bridges. O almeno così lo avevano chiamato gli amorevoli genitori. Ma lui non se ne serviva più di tanto. Si faceva chiamare Jeff. Già, Jeff. Dalle nostre parti, nessuno si farebbe chiamare così. Del resto, con Jeff Bridges erano parecchie le cose che non ci quadravano. Lo diciamo solo perché a volte si incontra un uomo, non diremo un eroe… Perché, cos’è un eroe? Ma a volte s’incontra un uomo, e stiamo parlando di Jeff Bridges… A volte s’incontra un uomo che è l’uomo giusto al momento giusto nel posto giusto, là dove deve essere. Ovvero dietro alla cinepresa per 69 volte, a partire da quando, nel 1951, non ancora spannolinato né accreditato, compare nel ruolo di un pupetto, nel film NN Vigilata Speciale. Magari è facile ottenere i primi ruoli, quando s’è figli e fratelli d’arte e papà Loyd Bridges ci fa recitare fin da piccoli nelle serie in cui è protagonista, ma la classe non è White Russian e una nomination all’Oscar per Miglior Attore Non Protagonista all’età di 22 anni per L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich fa sì che il giovane Jeff Bridges sia notato. A dirigerlo, saranno poi registi del calibro di Michael Cimino, Sidney Lumet, Francis Ford Coppola, Ridley Scott, Terry Gilliam e i Fratelli Cohen.

I premi

Se vogliamo concentrarci sulla vetrinetta dei premi, Jeff Bridges una parete di casa ce l’ha occupata da 2 Golden Blobe (Migliore Attore e Carriera), 2 Saturn Award, 4 nomination all’Oscar come Migliore Attore Non Protagonista, 2 come Protagonista e una statuetta conquistata nel 2009, come Migliore Attore in Crazy Heart dove, oltre a interpretare il ruolo di un cantante country alcolizzato, canta anche tutte le canzoni da sé. Se da bravi nerd vogliamo, invece, soffermarci sulle interpretazioni memorabili che il buon Jeff Bridges ci ha regalato, allora mettiamoci sdraiati comodi su un bel tappeto, di quelli che danno veramente un tono all’ambiente, e iniziamo a viaggiare.

Primo piano di Jeff Bridges in Tron - nerdface

Nel primo King Kong a colori, remake del film del 1933 col gorilla realizzato da Carlo Rambaldi e la voce di Peter Cullen, il nostro Jeff Bridges è Jack Prescott, intraprendente scienziato che s’imbarca clandestino in una spedizione e, invece del petrolio, trova l’amore e uno scimmione di 12 metri, salvo poi perderli entrambi. Vi ricordate i Saturn Award menzionati prima? Nel 1985 John Carpenter dirige un film incredibilmente anemico in termini di litri di sangue versato, privo di Cose, fluidi satanici, stregoni cinesi e, al tempo stesso, incredibilmente delicato e romantico. Bene, a beccarsi il premio come Migliore Attore in Starman è un alieno con la faccia di Jeff Bridges. Imperdibile. E la saga di Tron? Sia nel primo, immaginifico capitolo del 1982, pietra miliare del cinema di fantascienza, che vantava tra gli animatori gente del calibro di Moebius e Tim Burton, sia nel formalmente perfetto e scialbo compitino che fu il sequel nel 2010, è Jeff Bridges a dare vita a Kevin Flynn, uno dei nerd più straordinari di sempre. Nel 2001 è il Dr. Powell, alle prese con Kevin Spacey in K-PAX: da un altro mondo. Nel 2008, privo della sua chioma e d’ogni scrupolo nei panni di Iron Monger, il caro Jeff Bridges fu una delle prime star a prestare il proprio volto a un UCM agli albori.

Buono per tutte le stagioni

E questa non è che una fettina sottile della mole di interpretazioni di un attore talentuoso ed eclettico, capace di spaziare tra i generi più disparati, in una carriera piena di input e output, come attore ma anche come musicista (3 album all’attivo), fotografo amatoriale (è solito scattare foto in scena e dietro le quinte, fin dagli anni ’80) e in gioventù anche sottufficiale della Guardia Costiera. L’uomo giusto al momento giusto e nel posto giusto, Jeff Bridges: buono per tutte le stagioni. Eppure c’è, tra i suoi mille volti, un ruolo in cui eccelle. Il primo ad accorgersi che Jeff Bridges fosse semplicemente perfetto nel ruolo di sbandato ubriacone è Terry Gilliam, che nel 1991 ne La Leggenda del Re Pescatore, forse la sua unica pellicola a prevedere un lieto fine, gli fa interpretare Jack Lucas, uno speaker radiofonico fallito, accanto a Robin Williams.

Jeff Bridges insieme a Robin Williams ne La Leggenda del Re Pescatore - nerdface

Insuperabile

Nel 2005 aggiusta ulteriormente il tiro, affibbiandogli il ruolo di Noah, padre tossico e squilibrato che si fa preparare le dosi dalla figlioletta, in Tideland. Nel 2009, lo abbiamo già detto a Brandt al telefono e lui lo ha detto a voi, vince l’Oscar, interpretando il cantante alcolizzato Bad Blake, in Crazy Heart. Ma non solo: nello stesso anno, Jeff Bridges è Bill Django, drogatissimo graduato, fondatore dell’Esercito Nuova Terra (personaggio realmente esistito) ne L’uomo che fissa le capre; nel 2010, nel remake dei Fratelli Cohen Il Grinta, ruba il cappello a John Wayne e ci regala un Reuben J. Rooster Cogburn flemmatico, ubriacone e quasi da Oscar. Non c’è niente da fare: con la criniera arruffata, la barba incolta e la parlata strascicata, ficcato in abiti troppo larghi e scelti a caso, gonfio di alcolici e chissà quali altre sostanze, Jeff Bridges è insuperabile.

Primo piano di Jeff Bridges in Il Grande Lebowski - nerdface

Ci siamo scordati niente? Ma certo! Come avremmo potuto parlare di Jeff Bridges senza parlare del suo capolavoro assoluto? Di un film che ha fatto la storia e i cui fan hanno inventato un festival in cui ogni anno, a migliaia, si radunano abbigliandosi come i protagonisti, citandone le battute e cui Jeff Bridges stesso ogni tanto si presenta. Un film che… Ma a volte s’incontra un uomo… A volte s’incontra un uomo… Ah, abbiamo perso il filo del discorso! Bah, al diavolo: è più che sufficiente come presentazione.

Condividi il post