Joseph Gordon-Levitt: il cammino di un nerd indipendente

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Joseph Gordon-Levitt

«La cosa migliore che puoi fare come artista è ispirare gli altri a essere creativi».

Il nerd indipendente

Che la Disney sia conosciuta per sfornare talenti e giovani promesse del panorama artistico ormai è un dato di fatto noto a tutti noi. E non poteva mancare di certo all’appello un attore che, da bambino prodigio, ha saputo sviluppare il suo talento non solo nella recitazione, ma anche nella regia, nella sceneggiatura e nella produzione: Joseph Gordon-Levitt.

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Classe 1981, Joseph Gordon-Levitt inizia la sua carriera prima del successo del 1994, quando fu protagonista del lungometraggio Angels, prodotto proprio dalla multinazionale di Topolino, una storia di baseball che lo vide tredicenne recitare accanto a due mostri sacri come Danny Glover e Christopher Lloyd. Il suo debutto, infatti, comincia già alla tenera età di 6 anni, sul piccolo schermo, come comparsa nella famosa serie TV Casa Keaton, per poi proseguire con La Signora in GialloDark ShadowsPappa e Ciccia e La Signora del West. Negli anni 1992, invece, debutta al cinema, sempre in modo marginale, nel film Beethoven (1992), per poi arrivare ad avere un primo ruolo da protagonista nel remake In mezzo scorre il fiume (1992), di Robert Redford, e in Marito a Sorpresa (1994), diretto da Leonard Nimoy. Maggior successo arriva nel ruolo di Tommy Solomon, nella sit-com Una Famiglia del Terzo Tipo, in cui interpreta un extraterrestre che finge d’essere un ragazzino.

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Sul finire degli anni ’90 Joseph Gordon-Levitt vede esplodere la sua carriera: da figlio di Demi Moore nel film Il Giurato, a una delle tante vittime nell’horror Halloween: 20 Anni Dopo, l’attore inizia a far breccia nel cuore delle teenager con 10 cose che odio di te, commedia leggera e adolescenziale in cui è protagonista insieme a Heath Ledger: l’indiscutibile somiglianza tra i due attori porterà molti a confonderli. Eppure, essere diventato un idolo non fece montare la testa all’attore: al contrario, l’imbarazzo e l’invasività d’essere riconosciuto per strada porteranno Joseph Gordon-Levitt ad abbandonare il mondo di Hollywood, per ricominciare gli studi alla Columbia University, dove s’appassiona a storia, poesia e letteratura francese, tanto da farlo diventare un accanito francofilo.

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Occorrerà attendere i primi anni anni 2000 perché Joseph Gordon-Levitt decida di tornare sul grande schermo, riproponendosi d’accettare solo ruoli per cui valesse la pena recitare. Così, inizia a prendere parte a numerosi progetti indipendenti, «acclamati e poco visti», come riporta il Boston Herald: si tratta di Manic (2001), dramma ambientato in un manicomio, o Mysterious Skin (2004), in cui interpreta un ragazzo gay vittima di maltrattamenti, o Brick (2005), un noir dove in cui è un adolescente invischiato nel mondo della droga, mentre tenta d’indagare su un omicidio. Riceverà numerosi complimenti da parte di pubblico e stampa, che ne acclamano le doti da «minimalista», come riporta il New York Magazine.

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Le produzioni indipendenti forse iniziano a stare strette: se Joseph Gordon-Levitt partecipa a Killshot (2008), in cui interpreta un killer psicopatico, Miracolo a Sant’Anna (2008), diretto da Spike Lee, e (500) Giorni Insieme (2009), film musicale diretto da Marc Webb per il quale ottiene la prima candidatura ai Golden Globe come Miglior Attore Protagonista, poco dopo arriva il primo grande passo verso il mondo nerd. È dello stesso, infatti, G.I. Joe: la Nascita dei Cobra, nel quale l’attore veste i panni di Rex, il Cobra Commander. Pur candidato a diversi Razzie Awards, il film si lascia vedere. Il 2010 è l’anno del grande passo: arriva Inception di Christopher Nolan e Joseph Gordon-Levitt è scelto al posto di James Franco e insieme a un altro attore proveniente dal cinema indipendente, Elliot Page. I due si troveranno a recitare in una delle opere più belle del regista inglese, un film che ancora riesce a essere attuale e visivamente potente, oltre a permettere loro di lavorare accanto a Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Michael Caine e Tom Hardy.

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Due anni dopo tornerà a collaborare con Nolan, ne Il Cavaliere Oscuro: il Ritorno, dove veste i panni di Robin e suggella in modo inequivocabile il suo passaggio dalla nostra parte. Curiosità: data la sua somiglianza con Heath Ledger, i membri della troupe pensarono che avrebbe ricoperto il ruolo di Joker. Sempre nel 2012, Joseph Gordon-Levitt esordisce alla regia, dirigendo e recitando nella pellicola Don Jon, nella quale volle avere a tutti i costi Scarlett Johansson come protagonista femminile. Nel 2013 è la volta del ruolo di Johnny, in Sin City: una Donna per cui Uccidere, tratto dall’opera di Frank Miller; nel 2015 interpreta la vera storia dell’uomo che camminò su un filo d’acciaio tra le Torri Gemelle di New York, nel film The Walk, presentato alla Festa del Cinema di Roma; nel 2016 è la volta di Snowden, diretto da Oliver Stone, sulla reale vicenda del dipendente della CIA che smascherò lo scandalo delle intercettazioni. Joseph Gordon-Levitt ha anche lavorato nel doppiaggio, prestando la voce in numerosi progetti: Il Pianeta del Tesoro e Star Wars: gli Ultimi Jedi, nel quale ha un cammeo nei panni di un alieno.

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E se ancora aveste dubbi sul fatto che l’attore abbia gettato la maschera passando inequivocabilmente dalla nostra parte, pur mantenendo la sua indole, al punto che potremmo definirlo un nerd indipendente, vi consigliamo di andare a cercare su Google l’outfit scelto per l’anteprima de Gli Ultimi Jedi. Joseph Gordon-Levitt ha avuto, nonostante la giovane età, una carriera ricca e poliedrica. Soprattutto, un percorso che dalla commedia, al cinema indipendente lo ha portato ai nostri lidi. Basti pensare che per poco non s’è anche aggiudicato il ruolo di Star Lord, nei Guardiani della Galassia, prima che fosse scelto Chris Pratt. L’attore è stato bravo a scegliere i film nei quali ha partecipato e lo è ancora, alternando grosse produzioni pop ad altre meni semplici: se lo abbiamo visto abbracciare il mondo dei supereroi in Project Power, lo abbiamo potuto ammirare pure in film molto diversi come 7500 e Il Processo ai Chicago 7. Ha aperto anche una sua casa di produzione online, del valore ormai di 6,4 milioni di dollari. Si chiama hitRECord.org e si occupa di produrre piccoli progetti di cortometraggi, libri e DVD. Joseph Gordon-Levitt ha ammesso, non senza una nota d’orgoglio, di voler continuare a essere una persona creativa, anche a costo di dovercela fare da solo. E noi siamo sicuri che ci stia riuscendo benissimo.

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