Ralph Macchio: il ragazzo che c’insegnò a combattere i bulli

ralph macchio in kimono in una posa laterale da cobra kai - nerdface

Ralph Macchio

ralph macchio sulla spiaggia in un ritratto in bianco e nero - nerdface

«Bullying happens at all ages and levels».

Eterno kid

Strana la storia di Ralph Macchio. Strana perché negli anni 80 sembrava destinata a un’ascesa vertiginosa e invece sembra quasi si sia interrotta sul più bello. Forse come Bush Sr., avendo raggiunto i suoi migliori traguardi già col primo mandato, non necessitava di un secondo… A ogni modo, Ralph Macchio nel 1983 ha modo di farsi notare grazie alla sua partecipazione nel film I Ragazzi della 56a Strada, di Francis Ford Coppola, dove interpreta il giovanissimo Johnny Cade. L’anno successivo arriva il momento del grande balzo (della gru).

Il cinema

Nel 1984, infatti, esce Per vincere domani: the Karate Kid e Ralph Macchio è scelto come protagonista, grazie al rifiuto di Sean Penn e allo scarto di Charlie Sheen. Di origini italoamericane, il giovane attore sembra perfetto per interpretare il protagonista Daniel, del quale suggerisce di cambiare il cognome in LaRusso, dal sapore più italico.

il maestro miyagi tenta d'afferrare una mosca con le bacchette - nerdface

Karate Kid diventa un must to see per tutti i ragazzini dell’epoca e anche di quelle successive e i suoi sequel continueranno a riscuotere successo anche quando Ralph Macchio non c’è più, come avviene per il quarto capitolo del franchise, che vede l’esordio da protagonista di Hilary Swank, nel ruolo del kid. E poi ci sono anche una serie animata e un videogioco… Insomma, quel film e i primi tre sequel segnano il vero apice della carriera di Ralph Macchio.

Lontano dal tatami

Nel 1993 il ragazzo è cresciuto e partecipa a un altro film, del quale non è il protagonista, ma che comunque conquista critica e pubblico. Parlo ovviamente di Mio cugino Vincenzo, con Joe Pesci e Marisa Tomei, la quale vincerà anche un Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista.

il celebre combattimento finale in karate kid con larusso a fare la posizione della gru - nerdface

Dopo questa pellicola le incursioni di Ralph Macchio nel mondo del cinema diventeranno sempre più sporadiche e la più memorabile è forse Rosencrantz e Guildenstern are undead, film indipendente abbastanza apprezzato nel 2007, anno d’uscita.

La televisione

Nel piccolo schermo, invece, Ralph Macchio ha avuto diversi cammeo e piccole parti negli show più disparati, da Ugly Betty (con una presenza più consistente) a Entourage, fino a E alla fine arriva mamma. D’altra parte l’attore, giovanissimo, era apparso anche ne La Famiglia Bradford, per un paio di stagioni. Il suo era dunque un nome che ricordavamo praticamente solo per Karate Kid. E andava anche bene. Poi è arrivato il 2018 e d’un tratto il volto e il nome dell’attore sono tornati molto in auge, ancora con Karate… Pardon, con Cobra Kai.

Cobra Kai

Nata come serie su YouTube, Cobra Kai, più che spin-off è di fatto un continuo di Karate Kid e della rivalità tra Johnny Lawrence e Daniel LaRusso, ma stavolta l’obiettivo si concentra sull’antagonista di un tempo, ora un uomo adulto che cerca di sbarcare il lunario mentre continua a confrontarsi coi fantasmi del passato e con quella sconfitta grazie alla Tecnica della Gru. E ancora un po’ gli rode.

i due protagonisti di cobra kai si fronteggiano al tramonto - nerdface

Daniel c’è ancora ed è un vincente proprietario di una concessionaria di automobili, uno stimato membro della comunità. Se Cobra Kai sembra all’inizio voler cavalcare solo l’onda della nostalgia, in breve invece riesce a esprimere una personalità abbastanza forte da diventare un sequel efficacissimo, capace di riconquistare i vecchi fan che, come i protagonisti, sono ormai cresciuti.

Quella bulla della vita

E piace un sacco rivedere Ralph Macchio nel suo karategi, non solo per ricordare quand’eravamo più piccoli e ci bastava vedere Danielsan prendere a calci i bulletti, come fa ancora oggi: un eterno ragazzo che ha imparato a difendersi. E a vincere. Anche noi, in fondo, siamo sempre gli stessi di tanti anni fa. Con figli, mogli, lavoro e probabilmente anche un po’ meno sereni di quanto eravamo allora, ma sempre e comunque ragazzi che hanno imparato (o ancora lo stanno facendo) a difenderci da quella gran bulla che è la vita.

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