The Witcher: le differenze tra i libri e la prima serie TV

geralt è su una scogliera e guarda il mare - nerdface

The Witcher

geralt emerge dal buio - nerdface

«There is never a second opportunity to make a first impression».

Poteva andare peggio

Quando si parla di The Witcher, il primo titolo a saltare in mente è il capolavoro di CD Projekt RED, The Witcher 3: Wild Hunt. Sebbene non sia l’opera originale, il videogame della casa di sviluppo polacca ha sicuramente dato una spinta incredibile alla creazione di Andrzej Sapkowski, l’autore degli 8 romanzi fantasy (7 se non contiamo lo spin-off uscito a serie ormai terminata) incentrata sullo strigo Geralt di Rivia.

Dai libri, ai videogame, a Netflix

Difatti, all’annuncio della creazione da parte di Netflix di una serie tratta proprio da quei libri, molti rimasero interdetti, non comprendendo il motivo della scelta della piattaforma di non adattare i videogame, sicuramente più popolari della loro fonte d’ispirazione. Persino il suo protagonista, Henry Cavill, prima d’aver fatto una campagna quasi vessatoria per farsi assegnare la parte di Geralt, tanto da essere stato disposto ad accettare un compenso minore rispetto a quanto riceverebbe una star del suo calibro, non era a conoscenza dell’esistenza dei romanzi ma, essendo un PC gamer di tutto rispetto, aveva consumato la trilogia di CD Projekt RED.

geralt è poggiato con la schiena su un albero e guarda qualcuno - nerdface

Insomma, nonostante l’IP di The Witcher avesse una presa davvero forte sul pubblico nel lontanissimo 2019, i motivi di questo affetto non erano certo legati alla fonte da cui sarebbe stata tratta la serie. Alla sua uscita, le reazioni della critica furono piuttosto tiepide, perché in pochi conoscevano la materia d’origine e supponevano che la serie fosse un adattamento del videogioco.

Le critiche

Ma alcune critiche centravano un punto: la confusione derivata da struttura intricata di una trama invece semplice, quasi fosse un film di Christopher Nolan.  Interi decenni erano saltati come nulla; i personaggi sembravano non invecchiare: Ranuncolo, per i fan dei videogame Dandelion, per i fan della serie Jaskier, è l’esempio lampante e il suo viso rimane invariato per tutto il corso delle 8 puntate. Altre storie, invece, sembravano terribilmente confuse, come se mancassero alcuni pezzi fondamentali della vicenda.

Un compito impossibile

Da fan dei videogame ignaro completamente dei libri, se non per il finale spoilerato già nel primo titolo della trilogia dei giochi, The Witcher mi sembrò caratterizzata da una linea temporale assai confusa. Dopo qualche mese dall’uscita della serie, però, e dopo aver consumato per l’ennesima volta The Witcher 3, decisi di farmi coraggio e d’immergermi nel mondo creato da Andrzej Sapkowski. Leggendo i primi due romanzi, Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino, ci si rende conto del compito impossibile assegnato alla malcapitata Lauren Schmidt Hissrich, showrunner della serie.

ciri guarda una giostra a carillon - nerdface

Difatti, i primi due libri sono una raccolta di racconti, molto spesso slegati fra loro. Inoltre, quella che definiremmo la Saga di Geralt inizia dal terzo capitolo e dà il via alla trama orizzontale. Il personaggio di Ciri, per esempio, fondamentale nella narrazione della serie, appare ne La Spada del Destino e ha complicato ancor di più il compito Lauren Schmidt Hissrich, impossibilitata a pensare un adattamento lineare tra stagione e singolo libro. Oggi, invece, uno show deve immediatamente piantare il setup per le stagioni future, rivelando quanto è in gioco per i personaggi in modo che il pubblico possa valutare se valga la pena o meno d’investire il proprio tempo per numerose stagioni.

Il caso Yennefer

Lauren Schmidt Hissrich ha dovuto coniugare la natura episodica dei libri con la trama orizzontale di una serie moderna e ovviamente il compito è stato portato a termine non senza aver commesso alcuni errori.

yennefer guarda qualcosa in lontananza - nerdface

Nonostante i numerosi tagli fatti dagli sceneggiatori, sono presenti molte aggiunte forse superflue, considerando la confusione generale della struttura della trama. Per esempio, Yennefer, nota a tutti i fan del franchise, riceve un’attenzione piuttosto marcata: le sue origini, la parte della scuola di stregoneria manco fosse Harry Potter, la sua gobba, la storia d’amore con Istredd e la strana quest da guardia del corpo non sono presenti nei libri.

Geralt e Ciri

Discorso simile può essere fatto anche per Geralt e Ciri. Quest’ultima ha sicuramente avuto più spazio per brillare rispetto a quello avuto ne Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino, eppure è lampante come il suo rapporto con Geralt sia stato mal gestito. Chi ha visto la serie ricorderà l’abbraccio finale tra i due personaggi, che però arriva dopo nessuna interazione fra i due, il ché rende il momento piuttosto strano. Nei romanzi, invece, Geralt e Ciri passano un buon momento insieme, imparando a conoscersi e ad apprezzarsi.

geralt porge una spada a ciri - nerdface

Con soli 8 episodi a disposizione, però, il tempo era assai limitato e qualcosa andava tagliato. Probabilmente sarebbe stato meglio escludere le aggiunte superflue, e il risultato è stato danneggiare la trasposizione di alcuni racconti. Il Male Minore e Il Confine del Mondo sono le due vittime più illustri: il primo manca degli elementi fondamentali della storia, il secondo è stato privato del finale originale, molto più poetico di quello visto in TV (che però si fa perdonare con Toss a coin to your Witcher!). Infine, alcuni racconti sono stati totalmente lasciati indietro, ma sembra che saranno recuperate nella seconda stagione, stando al casting.

Jaskier o Ranuncolo?

È tempo d’addentrarci sui personaggi. Evitando ogni spoiler, sempre dietro l’angolo, possiamo provare comunque a delineare le differenze fra libri e serie TV di The Witcher. Il primo nome a venire in mente è quello di Jaskier. Nell’adattamento italiano, il bardo è chiamato Ranuncolo, traduzione letterale di «fiore» in polacco. Le due versioni del personaggio differiscono fondamentalmente nel suo modo di porsi di fronte al mondo circostante; in ogni caso, per usare la celebre espressione di René Ferretti in Boris, Jaskier e Ranuncolo condividono il ruolo di linea comica, il primo nei libri, il secondo nella serie.

ranuncolo ha l'aria corrucciata - nerdface

L’obiettivo comune è però raggiunto in modo diverso. Jaskier è un dotto letterato, poeta di fama continentale, e il suo umorismo deriva dal contrasto del suo carattere ostentatamente pomposo con un mondo popolato di spade, sangue, morte e sporcizia. Le differenze con Geralt, altro personaggio molto intelligente, derivano dall’indole concreta dello strigo, mai timoroso di sporcarsi le mani. Nella serie, invece, Ranuncolo è una figura comica classica e in molti casi va a surrogare il pubblico, commentando ironicamente gli eventi strani che gli accadono attorno a lui. Se dovessimo fare un paragone, il personaggio assomiglia molto a un sidekick dei film Marvel, più che a uno dei poeti più stimati del Continente.

Stregobor

Altri personaggi, inoltre, da semplici comparse nei romanzi ricevono molto più spazio nella serie. Stregobor, per esempio, appare solo ne Il Male Minore, mentre su Netflix sembra avere un ruolo fondamentale nella guerra fra Nilfgaard e i Regni del Nord, interpretando il ruolo di regista nella Battaglia di Sodden che, fra l’altro, non è mai mostrata nei libri e che sarebbe certamente meglio non mostrare, visto il budget limitato per gli effetti visivi.

geralt combatte una donna vestita di bianco davanti un tempio - nerdface

Eppure, nonostante tutto, il compito più difficile che dovuto affrontare Lauren Schmidt Hissrich è stato adattare per la TV un certo personaggio (di cui non rivelerò il nome, per evitare ritorsioni). La letteratura fa uso della parola per descrivere alcune situazioni e, attraverso essa, riesce a nascondere identità e funzione di un personaggio; la serie, invece, ha subito svelato il volto di quest’ultimo, rovinando un plot twist che, nei libri, è svelato addirittura sul finire dell’intera saga.

Il ruolo del pubblico

Insomma, sebbene le differenze di The Witcher fra libri e serie TV siano sostanziali, bisogna riconoscere la difficoltà dell’impresa dell’adattamento, pensando soprattutto come i due romanzi della saga non si prestassero a una narrativa poco conciliabile alla serialità televisiva.

un mostro tentacolare emerge dalla neve - nerdface

Il pubblico, fortunatamente, ha comunque premiato il The Witcher televisivo, permettendo a Netflix d’aumentare il budget della seconda stagione: adesso, sembra che potremo finalmente ammirare la saga di Geralt di Rivia come si deve. Io attendo di sapere se Ciri pipperà il Fishtec.

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