Toy Story: il cartone che ci portò verso l’infinito e oltre

nerdface nerd origins toy story

Toy Story

nerdface nerd origins toy story

«Tu sei solo un giocattolo!».

Verso l’infinito e oltre

Nel 1982 accade che la Disney porti nelle sale cinematografiche di tutto il mondo un progetto alquanto particolare e affascinante, un film completamente ambientato all’interno di una realtà virtuale informatica, con programmi buoni e cattivi, luci fosforescenti e poligoni dove serve. Il progetto si chiama Tron e in un modo o nell’altro segnò un punto nuovo sulle possibilità tecniche del cinema. Emblematica fu la scena in cui i protagonisti sono gettati in un’arena, per combattere: teatro dello scontro è un cabinato di sala giochi e le stilosissime moto futuristiche fecero cadere la mascella a molti. Se siete dei millennial e non la conoscete, poco importa: a contare davvero fu altro. John Lasseter vide la sequenza e capì le potenzialità dell’utilizzo sapiente della CGI applicata al mondo del cinema e puntò a realizzare un film interamente in computer grafica, senza scomodare gli attori. Sottopose il progetto in Disney, ma non fu accolto e, anzi, fu proprio licenziato. Poco male, comunque: libero d’espandere gli orizzonti propri e dell’animazione, Lasseter fu contattato dalla divisione dedicata all’animazione di LucasFilm. Così, nel 1984 firma Le Avventure di Andrè & Wally B., cortometraggio animato totalmente in CGI, ottenendo che i riflettori puntino tutti su di lui. Nel 1986 s’unisce un altro personaggio che d’innovazione ne sapeva qualcosa: Steve Jobs entra in scena rilevando una porzione di LucasFilm e facendo nascere, di fatto, la Pixar.

nerdface nerd origins toy story

La compagnia si concentra principalmente sui cortometraggi, con un discreto successo, e a questo punto la Disney capisce d’aver fatto un grosso errore. Inizia, così, a corteggiare Lasseter per farlo tornare all’ovile, ma lui non ne vuole sapere di tradire la fiducia concessagli da Steve Jobs; alla fine riesce a convincere la Casa di Topolino all’impensabile: affidare a terzi la produzione di un lungometraggio. S’inizia quindi a lavorare a Toy Story, film che vedrà la luce nel 1995 e che segnerà una nuova svolta nel mondo dell’animazione. Il progetto originale era parecchio diverso, leggermente più cupo di quanto risultò alla fine, con un Woody bambolotto da ventriloquo decisamente più cattivo di quello che conosciamo. Furono i capoccia della Disney a suggerire alcune modifiche: la principale fu l’idea di trasformare il film in una commedia in stile La Strana Coppia, dove vengono a trovarsi assieme personaggi molto diversi, per indole e personalità.

nerdface nerd origins toy story

Woody divenne quindi un cowboy e per affiancarlo si scelse il genere più distante dal Western, ovvero la Fantascienza: nacque così Buzz Lightyear, il cui nome è un ovvio omaggio a Buzz Aldrin e i cui colori furono scelti perché i preferiti da Lasseter e da sua moglie. Fu inoltre introdotta l’idea, destinata a diventare il motore delle azioni dei protagonisti, che i giocattoli bramino di poter giocare coi bambini, in quanto creati con questo fine. Dopo un processo creativo lungo ma non particolarmente difficile, il Toy Story arriva in sala ed è un successo enorme, che va a colpire sia il pubblico più giovane, che quello dei più grandi; incassa uno sproposito e apre la strada all’Oscar, che Lasseter si porta a casa per il primo lungometraggio completamente realizzato in CGI.

nerdface nerd origins toy story

In Italia Toy Story s’avvalse del doppiaggio del compianto Fabrizio Frizzi, nel ruolo di Woody, mentre Massimo Dapporto prestò la voce a Buzz. Fu Riccardo Cocciante, inoltre, a occuparsi dell’arrangiamento musicale del film per l’Italia, lavorando sull’opera originale di Randy Newman. Tanto fu il successo, che i sequel non tarderanno ad arrivare: tre, per l’esattezza, e tutti estremamente godibili; in alcuni casi, forse anche capaci di superare l’originale. Non solo: da Toy Story sono tratti videogame e perfino una serie animata, tutta dedicata alle avventure di Buzz Lightyear e dei suoi Cadetti Spaziali, un’opera meta-filmica col proposito di portare nella realtà il cartone animato che in Toy Story aveva dato vita all’action figure di Buzz.

nerdface nerd origins meme toy story

Verso l’infinito e oltre, dunque: per innovazione e respiro, ma soprattutto per aver seguito la nostra crescita, dal 1995 fino al recente e malinconico quarto capitolo, Toy Story ha tracciato la storia d’ognuno di noi, non solo quella dei nostri giocattoli.

di Alessandro Sparatore

Condividi il post