X-Files: l’ostinata ricerca della verità di Mulder e Scully

mulder, scully, skinner e l'uomo che fuma - nerdface

X-Files

«The truth is out there».

Titolo originale X-Files
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1993-2018
Stagioni 11
Episodi 218
Genere Crime
Fantastico
Horror
Thriller

La verità è ancora là fuori

Alcuni momenti della storia di cinema e televisione segnano un prima e un dopo. Per il piccolo schermo fu Twin Peaks a farsi carico di questa responsabilità, quando sparigliò le carte e inventò la serialità, così come la intendiamo oggi; allo stesso modo e da ultimo Game of Thrones ha preso con pieno merito questo testimone. Dal 1993 al 2002, per 9 stagioni fu invece una coppia di agenti dell’FBI a spopolare in televisione: erano Fox Mulder e Dana Scully, protagonisti di X-Files.

La mente creativa di Chris Carter

Creata da Chris Carter, alle spalle una carriera da giornalista freelance e da sceneggiatore per la Disney, la serie TV attingeva a piene mani da leggende metropolitane, miti e da ogni storia riguardasse il paranormale. Puntate autoconclusive, eppure tutte legate a un filone principale: la testarda e solitaria ricerca di Fox Mulder tesa a provare l’esistenza degli alieni e a sbugiardare il complotto governativo volto a nascondere la verità al mondo intero, cui si unirà inizialmente scettica e poi totalmente convinta anche la collega Dana Scully.

Il cast

Con furbizia, Chris Carter predispone uno show la cui prima puntata, il Pilot, inserisce in apertura un claim, in cui s’avvertiva il pubblico che quanto avrebbe visto era basato su fatti reali. È il link necessario per far abboccare amanti del mistero e della cospirazione, tutti riassunti nella figura di Fox Mulder, per interpretare il quale è chiamato al compito l’ancora poco noto David Duchovny, una parte proprio in Twin Peaks e qualche ruolo minore al cinema messi nel carnet fino a quel punto.

mulder e scully guarda avanti a loro - nerdface

Fox Mulder vive nell’ossessione della sorella Samantha, rapita dagli alieni davanti ai suoi occhi quand’ancora era un bambino. La sua è una crociata combattuta da uno scantinato privo di finestre, nel quale è relegato e lasciato solo a lavorare sugli X-Files, i casi irrisolti e inspiegabili così catalogati dall’FBI. Nelle pagine di quei dossier cerca risposte e vita extraterrestre; s’arrovella conficcando sul soffitto le matite accuratamente appuntite e alle sue spalle si staglia il manifesto di un UFO, dal quale brilla la scritta «I want to believe».

L’alchimia dei protagonisti

E infatti l’agente non è ben visto dai colleghi ed è apostrofato nemmeno troppo velatamente come «lo spettrale Mulder». C’è chi crede in lui, però, data la sua abile capacità da profiler e l’approccio poco ortodosso ai casi, grazie al quale ne risolve parecchi. Troppi, pensando al Vaso di Pandora rappresentato dagli X-Files. Per questo gli è affiancata l’agente Dana Scully: scienziata rigorosa e anatomopatologa meticolosa, dalle iniziali fattezze burrose e provinciali è destinata a mutare in una minuta e irresistibile bomba sexy. È posta dai detrattori di Mulder al suo fianco, per controllarlo e screditarlo: inutile dire che diverrà la sua più preziosa alleata. A interpretarla è chiamata Gillian Anderson, sostanzialmente sconosciuta fino a quel momento.

Due attori, due amici

È nell’alchimia tra Mulder e Scully che X-Files trova un’ulteriore spinta. L’uno completa l’altra e viceversa, in un gioco delle parti destinato addirittura a capovolgersi nel corso delle stagioni, quando l’intrigo cospirativo del Governo si fa più complesso. Mulder e Scully diventano icone dei ’90 e, insieme ai loro personaggi, anche gli stessi attori, in una compenetrazione tale da imprigionarli a lungo nei loro ruoli.

scully tiene il volto di mulder e gli dà un bacio - nerdface

Se per David Duchovny la sovrapposizione con Mulder è tale da precludergli il successo al cinema, sarà solo Californication, ancora sul piccolo schermo, a offrirgli la possibilità di un nuovo personaggio da rendere indimenticabile. Destino simile, almeno all’inizio, per Gillian Anderson, con qualche apparizione di rilievo in più nel cinema e una nuova giovinezza in televisione, con Hannibal, American Gods e Sex education. Non furono semplici attori, ma veri motori di X-Files.

Due amici

La loro solida amicizia nata sul set e che ancora oggi si difende dai pettegolezzi circa una loro relazione sentimentale fornì numerose improvvisazioni durante le riprese, a partire da un bacio che diventò per anni il desiderio bagnato di una fanbase, effettivamente scoccato da Mulder fuori copione in una delle scene più toccanti della serie, quando i suoi nemici condannano a morte Scully, inoculandole un cancro. Non fu inserito sul momento, ma solo posticipato, connotando X-Files anche di una tinta rosa legata alla relazione tra i due, sempre in procinto di sbocciare.

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Il bacio arriverà e con esso anche un figlio, ma occorrerà aspettare a lungo. Lo stesso David Duchovny, che ricordiamo è laureato a Princeton, è un musicista e uno scrittore, diventerà autore di numerosi episodi, e caratterizzerà il suo Mulder di nevrosi e manie, spesso mutuate dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso attore, per esempio sul suo amore per il porno.

Oltre la serie

Addirittura, X-Files vedrà una lunga stagione priva del suo protagonista maschile, quando l’attore deciderà di prendersi un anno sabbatico. Non solo: X-Files seppe giocare con se stesso, presentando numerosi episodi autoironici e altri ricchi di citazioni di genere. Uno su tutti: la puntata Prometeo post-moderno, di una dolcezza e di una finezza rare.

Gli altri personaggi

X-Files non furono solo Mulder e Scully, però. Fu una ridda di personaggi collaterali riuscitissimi e indimenticabili. Come il Vicedirettore Skinner (Mitch Pileggi), superiore dei due agenti, ambiguo ed enigmatico all’inizio, ma nel tempo destinato a diventare un loro alleato; come i Pistoleri Solitari, i tre nerd complottisti che conosciamo la prima volta mentre giocano a D&D, informatori ed hacker sempre pronti a sostenere di Mulder nelle sue ricerche. Tale il loro successo, da meritare un finale eroico e commovente, più una serie spin-off durata una sola stagione, The lone gunmen. Impossibile dimenticare, poi, l’Uomo che fuma (William B. Davis), nemesi di Mulder con la fittizia sigaretta Morley sempre in mano, depositario d’ogni segreto e costantemente un passo avanti all’agente.

MULDER E SCULLY GIOVANI NELLA PRIMA STAGIONE - NERDFACE

X-Files visse di cliché che diventarono il suo marchio di fabbrica: nel tempo e nonostante gli inevitabili cali di qualità, un finale aperto e per alcuni versi non felice, impose numerosi momenti caratterizzanti. Come le autopsie ricche di particolari sanguinolenti, eseguite da Scully; le incursioni notturne degli agenti, annunciati dai fasci di luce delle loro torce; i doppi e tripli giochi, gli informatori (Gola Profonda e Mister X) e alcuni avversari da incubo, come il terribile Tooms, snodabile estirpatore di fegati umani.

L’arrivo su grande schermo

X-Files seppe travalicare il piccolo schermo, per arrivare al cinema, evento rarissimo per l’epoca. Lo fece ben due volte: nel 1998 arrivò X-Files: il film, successivo alla 5ª stagione e indispensabile per capire gli eventi della successiva; nel 2008 è invece il momento di X-Files: voglio crederci, pellicola meno ispirata arrivata qualche anno dopo la fine della conclusiva 9ª stagione del 2002, schiacciata da un calo di ascolti e da un mondo desideroso di certezze e di nemici chiari da individuare dopo l’11 Settembre 2001, non certo di complotti governativi e di minacce casalinghe.

L’amore dei fan

Per la realizzazione del secondo film fu decisiva una mobilitazione dei fan, orfani dei due agenti dell’FBI: raccolse centinaia di migliaia di firme, ovunque nel mondo. Un rapporto, quello tra fanbase e protagonisti della serie, mai sopito e che ha spinto la produzione e rimettere in campo Mulder e Scully in altre 2 stagioni, tra 2016 e 2018, con il cast originale. Le recensioni non sono state positive e forse si poteva evitare questo ritorno, ma poco importa, perché incapaci d’intaccare un mito che letteralmente seppe invadere, oltre TV e cinema, anche libri, fumetti, videogame, giochi da tavolo arrivando all’incoronazione pop, figurando anche ne I Simpson.

mulder e scully invecchiati nella foto dell'ultima stagione - nerdface

Se avete trascorso gli anni ’90 in una liturgia domenicale laica, che imponeva la TV sintonizzata su Italia 1 la sera, luci spente e telefoni staccati per assistere in silenzio religioso alle imprese di Mulder e Scully, come facevo io; se avete impostato la meravigliosa sigla di Mark Snow sui primi cellulari che lo permettevano o all’accensione del vostro computer, come feci io; se avete passato ore a documentarvi su UFO, chupacabra, improbabili volti lunari, serial killer e altre amenità paranormali, per discuterne con gli amici, al pari di me; se avete firmato le petizioni per vedere anche una sola volta di nuovo Mulder e Scully insieme, pure imbolsiti e appesantiti, magari usando account fasulli per sostenere la causa, come fatto da me e i miei pseudonimi.

Continuare a cercare

Insomma, se avete trascorso l’adolescenza insieme a X-Files, riuscendo a ingannare la fine degli speranzosi anni ’80 infrantisi sul muro della crisi economica e sociale dei ’90, allora sapete che la verità è ancora là fuori. Come in uno degli scambi più significativi della serie quando, di fronte all’ennesimo fallimento per colpa di una macchinazione governativa, Scully chiede a Mulder: «Qual è il senso di questa ricerca?». E lui risponde: «Continuare a cercare».

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Titolo originale X-Files
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1993-2018
Stagioni 11
Episodi 218
Genere Crime
Fantastico
Horror
Thriller