Videodrome: la cattiva maestra televisione di Cronenberg

james wood si punta una pistola organiuza alla tempia in videodrome - nerdface

Videodrome

«Lo schermo televisivo, ormai, è il vero unico occhio dell’uomo».

Titolo originale Videodrome
Lingua originale inglese
Paese Canada
Anno 1983
Durata 89 minuti
Uscita 4 Febbraio 1983
Genere Fantascienza
Horror
Regia David Cronenberg
Cast James Woods
Sonja Smits
Debbie Harry
Leslie Carlson
Jack Creley
Peter Dvorsky
Lynne Gorman
Sam Malkin
Uscita italiana Giugno 1984

Il Re è nudo

Fin dai tempi della tragedia greca l’uomo s’è sentito attratto dalle opere violente. Da millenni sangue, orrore e paura sussurrano richiami irresistibili per la più intima sfera umana, senza mai smettere di spaventare, attirare e ammonire. Qualunque mezzo di comunicazione è stato permeato da questo genere di contenuti, attirando l’attenzione della censura.

La responsabilità dei media

Sempre più frequentemente, infatti, s’è finito per imputare la responsabilità della violenza irrazionale all’influenza esercitata dai media, puntando l’attenzione sugli strumenti che, nel tempo, si sono susseguiti tramite il progresso e il cambiamento dei costumi.

Un rapporto di dipendenza

Prima toccò al teatro, poi al cinema e via via coinvolgendo radio, fumetti, rete e videogiochi. Ma è stata la televisione a ricevere le critiche peggiori, in quanto contenitore più diffuso e impattante nell’ambito della formazione dell’opinione pubblica. Quando quarant’anni fa usciva al cinema Videodrome, David Cronenberg puntava proprio a scandagliare le responsabilità del piccolo schermo nella diffusione della violenza, come in un rapporto di dipendenza simile a quello della droga, senza però dimenticare che una TV è solo un mero legame tra il passivo pubblico fruitore e costruttori di contenuti spesso legati a obiettivi poco etici.

Ghigliottina della società

Ghigliottina della società nelle opere di Orwell e Bradbury, la TV è certamente lo strumento più rivoluzionario del secolo scorso, oltre che una delle più formidabili invenzioni nella storia dell’umanità, per gli effetti che diffusione ed evoluzione hanno avuto sul sistema sociale mondiale. Videodrome, oltre che manifesto della poetica cinematografica di David Cronenberg, è un’opera in cui questa influenza corrisponde al vero filo conduttore dell’opera.

james wood osserva una bocca sullo schermio della tv in videodrome - nerdface

Il regista canadese, tra i più esperti studiosi delle ansie legate allo sviluppo tecnologico, firmò una tra le più crudeli metafore della civiltà televisiva, approfondendo fino alle viscere il rapporto tra uomo e schermo, sorprendendoci con immagini indimenticabili, come la pistola che ci minaccia uscendo dallo schermo per divenire parte organica dell’uomo.

La trama del film

Max Renn, Presidente di un canale via cavo di dubbia fama, intercetta un segnale pirata che trasmette torture e omicidi, il programma Videodrome. Affascinato e disgustato allo stesso tempo, decide di scoprirne la provenienza. Contemporaneamente, però, inizia a soffrire di allucinazioni terribili, che ne minano la stabilità. Dopo alcune ricerche, Max scopre che dietro il segnale si cela il professor O’Blivion, guru e fondatore della Chiesa Catodica.

Un piano oscuro

Solo successivamente Max si rende conto che l’uomo è in realtà morto ed è tenuto in vita da un elaborato montaggio, ottenuto tramite un numero altissimo di registrazioni effettuate precedentemente da O’Blivion stesso. Il suo progetto è, però, sotto il controllo di un’organizzazione decisa a servirsene per soggiogare l’umanità.

una mano con una pisto esce dallo schermo della tv in videodrome - nerdface

Attraverso il segnale emesso durante Videodrome, infatti, nel cervello degli spettatori si scatena una reazione cellulare che degenera in tumore, alla base delle allucinazioni provate da Max, che portano a una progressiva perdita del libero arbitrio e a all’accettazione degli ordini dei signori di Videodrome.

lo shop feltrinelli dove acquistare l'home video in blu-ray di videodrome - nerdface

Questi sono intenzionati a servirsi della squallida emittente di Max per trasmettere in chiaro su scala nazionale il programma. Il pessimo pubblico abituale sarà perfetto per accoglierne il segnale e scatenare la follia.

Realtà e incubo

Incaricato d’eliminare la scomoda figlia di O’Blivion, Max riesce però a opporsi al condizionamento ed è da lei riprogrammato per attaccare i mandanti, come «messia della videoparola che s’è fatta carne», oscura metafora delle sconvolgenti trasformazioni che il suo cervello sta subendo. Tramite il controllo delle allucinazioni, Max trasforma il suo stesso organismo, portando a una visione incerta e distorta in cui realtà e incubo finiscono per fondersi.

Un potere incommensurabile

Eliminati i suoi avversari, Max affronta la sua ultima fase, suicidandosi sia nello schermo che nella vita reale, superando così la prova necessaria a renderlo, forse, una creatura superiore. Videodrome è dunque un’analisi disturbante dell’incommensurabile potere detenuto dal mezzo televisivo, in grado d’alterare le percezioni degli organi di senso e quindi della realtà tramite la volontà di chi controlla le trasmissioni.

la figlia di o'blivion in una stanza rossa di video drome - nerdface

Nella società ambita dai signori di Videodrome l’umanità, privata d’ogni scelta, finirebbe per soggiacere all’ordine impartito dalle immagini, tramite impulsi subliminali. Pochi sono i film che, nella storia del cinema, hanno saputo riflettere tanto profondamente sul mezzo televisivo e le sue implicazioni, ma nessuno è arrivato ai livelli di Videodrome.

I nuovi media

Quattro decenni dopo possiamo dire d’avere imparato a riconoscere per bene quanto il Re sia nudo ma, mentre imparavamo a vedere la TV, eravamo circondati da media sempre più insidiosi e profilanti che, in pochissimo tempo, hanno radicalmente modificato la nostra società, con l’obiettivo di manipolarci sempre più subdolamente e profondamente. Intrattenendoci.

Condividi il post

Titolo originale Videodrome
Lingua originale inglese
Paese Canada
Anno 1983
Durata 89 minuti
Uscita 4 Febbraio 1983
Genere Fantascienza
Horror
Regia David Cronenberg
Cast James Woods
Sonja Smits
Debbie Harry
Leslie Carlson
Jack Creley
Peter Dvorsky
Lynne Gorman
Sam Malkin
Uscita italiana Giugno 1984