Pokémon: storia del fenomeno che ci ha reso allenatori
Pokémon

«Scelgo te».
I colori della nostra passione
Tutto parte da una scelta. Davanti a te, tre compagni di viaggio, di cui uno solo potrà aiutarti. Il secondo sarà il tuo più grande rivale, mentre il terzo percorrerà una strada parallela e distante. Chi prendere? Il fuoco è il più forte, lo sanno tutti, ma l’acqua ha sicuramente del potenziale. Chi mai sceglierebbe quello erba, no?! Anche se, a guardarlo bene… «Basta: scelgo te!». Che tu abbia preso questa prima Pokéball in un laboratorio, col professore di turno a osservarti, in una valigetta in mezzo all’erba alta scappando dai Pokémon selvatici o, semplicemente, sul vialetto di casa, poco importa: hai davanti un’avventura che sta aspettando solo d’essere vissuta.
Satoshi e Ken
Ma come nascono i Pokémon? La storia parte da Satoshi e Ken, due adolescenti d’inizio anni ‘80. La campagna in cui vivevano sta venendo man mano sostituita da palazzi, cemento e clacson. Come possono sopravvivere alla modernità due ragazzi che fino a poco prima cacciavano e collezionavano insetti? Chiudendosi in sala giochi, ovviamente!
Dalla sala giochi ai giochi
I due sono talmente rapiti, da decidere di scrivere una rivista pirata per venderla ad altri appassionati: la chiamano Game Freak. Contro ogni aspettativa, hanno successo e cominciano a collaborare anche con altre pubblicazioni specializzate. Decidono allora di lanciarsi nello sviluppo, convertendo Game Freak nel loro studio. Producono così titoli storici come Mario & Yoshi, Mario & Wario e Pulseman.

La svolta arriva nell’ormai lontano 1996: Satoshi e Ken, ispirati dal nuovissimo Game Boy di casa Nintendo e, in particolare, dal cavo link che permetteva d’unire le due console portatili, sintetizzano la loro passione per i videogiochi e l’amore dei bambini giapponesi per i coleotteri, nel monster collector che avrebbe battuto ogni record: Pocket monsters, nelle edizioni Verde, Rosso e Blu.
I Pokémon invadono il mondo
E il Giappone risponde, andando nel delirio più totale: solo due anni dopo, con l’uscita in Occidente ribattezzata Pokémon Rosso e Pokémon Blu, i mostriciattoli tascabili invadono il resto del mondo.
Rosso, Blu e Giallo
Si optò, quindi, per aggiornare le versioni arricchendole di extra e apportando numerose correzioni. I bug erano infatti abbastanza presenti e alcune modalità di gioco non soddisfacevano gli autori. Esce allora Pokémon Giallo che, nonostante la critica consideri un tappabuchi nato con lo scopo di tenere i giocatori incollati fino all’uscita di Oro e Argento, la seconda generazione di creature, diventa un enorme successo al pari dei primi giochi, venduto anche in bundle col nuovissimo GameBoy Color.

Si creò involontariamente un modus operandi, che accompagnerà i titoli fino al passaggio alla Nintendo Switch, dove si sceglie il modello gioco + DLC. Ogni appassionato ha il suo metodo: c’è chi si concentra sui primi titoli, chi sulla versione migliorata, chi compra tutto per non farsi sfuggire neanche una creatura.
Nota ad honorem per i remake introdotti dalla terza generazione: sono versioni sequel, aggiornate alla console corrente, che migliorano e approfondiscono le storie già vissute, rendendole non solo ancora godibili, ma imprescindibili.
La trasversalità dei Pokémon
Il segreto della longevità e del successo dei Pokémon dipende da una moltitudine di fattori e sicuramente la trasversalità è uno di questi. Il gioco di carte collezionabili esce a pochi mesi dalla pubblicazione di Rosso, Blu e Verde, quest’ultimo solo per il mercato orientale, in Giappone e, di seguito, Wizards of the Coast acquisisce i diritti per la stampa nel resto del mondo, dopo l’uscita internazionale di Rosso e Blu.
I primi set di carte
I primi set di carte spopolano. Set Base, Jungle, Fossil: gli appassionati avranno già avuto un mancamento a leggere questi nomi. Un layout molto invadente incorniciava i primissimi design, con illustrazioni tra il coraggioso e il naive, e metteva le basi per un gioco ancora tagliato col coltello ed estremamente derivativo, se si pensa a Magic the Gathering, della stessa Wizards.

Sebbene oggi guardiamo alle carte come a un investimento, come sciacalli pronti a divorare un bambino pur d’accaparrarsi l’ultimo box di bustine, non è sempre stato tutto rose e fiori. A cavallo tra la terza e la sesta generazione di Pokémon, dagli anni 2000 e fino al 2016, alti e bassi si sono susseguiti, con momenti critici in cui i pacchetti erano venduti a pochi euro l’uno. Solo l’uscita di Pokémon GO ne sancirà la rinascita.
Pokémon GO
Vi ricordate quel periodo dove gli incidenti stradali erano all’ordine del giorno e nei verbali figurava «stava catturando Pokémon per strada»? Ecco, la collaborazione tra The Pokémon Company e Niantic aveva appena portato i mostriciattoli tascabili nel nostro mondo grazie alla Realtà Aumentata. Chiunque poteva camminare per strada e sfidare la palestra di turno od ottenere punti visitando i monumenti della propria città. Avere letteralmente in tasca i propri compagni aveva riacceso l’attenzione globale sul fenomeno.
Proprio grazie a questi titoli spin-off ogni gusto è soddisfatto e, dalla nicchia, anche il gioco di carte dei Pokémon diventa mainstream, al pari dei videogame. Premesso che quasi sicuramente avrete scaricato Pokémon GO almeno una volta, magari solo per curiosità, sappiate che anche voi avete parte del merito di questa rinascita.
Pokémon per ogni gusto
Da malato di Pokémon, ci tengo moltissimo a citare e consigliare quei titoli a chi non ama i monster collector. Siete fan degli RPG nudi e crudi? Pokémon Mystery Dungeon ha diverse avventure per voi. Picchiaduro? Pokken Tournament vi farà versare sudore e lacrime.

Dovete sfogare la frustrazione su un touch screen? Pokémon Ranger vi sorprenderà. E, ancora, ci sono simulatori di parchi a tema, fotografia, flipper, arene, Subbuteo, strategia, puzzle… Solo per menzionare qualche videogioco.
È Pokémon Mania!
Pokémon è un fenomeno che abbraccia tutti i campi possibili e immaginabili: è la Pokémon Mania. La maestria tipicamente nipponica di creare mascotte e merchandising produce la qualunque tra peluche, vestiti, action figure, cancelleria, articoli per la casa, aerei, navi da crociera e chi più ne ha più ne metta.
Veri e propri capitali si muovono in ogni ramo, compreso quello competitivo, con premi sempre più ricchi, sebbene non a livello degli eSport più frequentati, e con squadre sempre più presenti sul nostro territorio.

Invito a non sottovalutare anche i primi tre film nati dalla penna tormentata di Takeshi Shudo. Aneddoti e curiosità si sprecano e si potrebbe scriverne per anni. Siamo dinnanzi alla celebrazione più importante di sempre, con più di mille creature a comporre il logo dei festeggiamenti.
La decima generazione
Un barlume di speranza all’orizzonte porta a sperare in una decima generazione, che cancelli gli ultimi anni di mediocrità videoludica, mentre ogni appassionato sa che, qualunque risultato avrà tra le mani, ci sarà sempre a gioire o a soffrire per quel pezzo d’infanzia che conserva dentro il proprio cuore.












