Daitarn 3: la lotta contro i Meganoidi di un robot seducente

daitarn 3 porta la mano al suo volto - nerdface

Daitarn 3

il daitarn 3 insieme ai protagonisti dell'anime - nerdface

«Attacco solare!».

Titolo originale 無敵鋼人ダイターン3
Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 1978-1979
Stagioni 1
Episodi 40
Genere Anime
Fantascienza
Mecha
Uscita italiana 1980

Il robot seducente

«Uno per tre e tre per uno perché»: dal 1980 basta sentire questo incipit della splendida sigla di Daitarn 3, cantata dai Micronauti, per iniziare a cantare, in mente o ad alta voce, magari in auto mentre si sfreccia verso l’interminabile coda del GRA e sentendo il basso pompare sullo stomaco, fino alla testa. C’è poco da dire: Daitarn 3 era un robot seducente come non se n’erano mai visti prima e la sigla era solo una parte della splendida alchimia che il cartone riusciva a creare.

Una storia semplice

La storia era abbastanza semplice: i Meganoidi, cyborg marziani, vogliono impadronirsi della Terra e trasformare i suoi abitanti in automi. A essi si contrappone un eroe, Haran Banjo il quale, a bordo del suo Daitarn 3, un mecha che nel desing ricorda un qualcosa a metà tra un faraone e uno shogun, li combatterà fino all’epico finale, non privo di colpi di scena, di quelli che rimangono dentro tanto, tanto tempo.

Un protagonista sbruffone

Seducente era la sigla, dicevamo, come pure lo era Banjo, protagonista sbruffone e determinato, abile quanto capace di non prendersi sul serio. E ammalianti erano anche le sue due aiutanti: Beauty, la bionda un po’ svampita, ma pericolosa come solo una bomba sexy può essere (era doppiata dalla stessa doppiatrice di Lamù, per dire); la più composta Reika, ex agente delle forze speciali di polizia, anch’ella dotata di grande fascino e carisma. Se Banjo era vagamente ispirato alla figura di 007, Beauty e Reika potevano sembrare due bond girl a tutti gli effetti. Nello svolgersi degli episodi, però, assumeranno ruoli tutt’altro che marginali, spesso aiutando il protagonista nella sua battaglia contro i mostri giganti, inviatigli dal perfido capo dei cyborg, Don Zauker.

in daitarn 3 il protagonista haran banjo è insieme alle due bellissime aiutanti reika e beauty - nerdface

Altro motivo per il quale Daitarn 3 era irresistibile lo si doveva alla sua capacità d’alleggerire i toni, portandoli sulla comicità. Pur essendo un robot pilotato, accadeva spesso di vederlo aprire o chiudere la bocca, se colpito o strapazzato dai nemici, così come di notarlo riprendersi da un duro colpo con un cerotto sul viso. Un tipo di comicità ridicola e per bambini, ma funzionava maledettamente bene e riusciva e trasmetterti il mood giusto, episodio dopo episodio.

Nemici di personalità…

C’erano la guerra e le battaglie, così come pure non mancavano eventi davvero tragici, ma facevano parte di un copione che prevedeva anche toni più ironici e, caso più unico che raro, era uno dei pochi cartoni animati che prevedeva una sorta d’approfondimento psicologico, seppur blando, anche per i nemici. Se Mazinga e Goldrake ci avevano abituato a mostri terribili, bestie feroci e spesso non molto intelligenti, Daitarn 3 invece presentava prima di tutto uomini (o anche donne, bellissime donne) che a un certo punto dell’episodio erano costretti a diventare Megaborg, al solo fine di liberarsi di un Haran Banjo pronto a rovinare i loro piani.

… ma sempre sconfitti

Ognuno di essi era in qualche modo spinto dalla sete di potere o da altri tratti decisamente poco edificanti e, anche dopo la trasformazione, continuava a esporli. Era divertente, molto, vedere i Megaborg minacciare, sogghignare e bullarsi di Daitarn 3, per poi essere sconfitti; era divertente come Banjo, ai comandi del suo robot, li sbeffeggiasse prima d’impadronirsi della vittoria «con l’aiuto del Sole».

in daitarn 3 una donna abbracci ail capo dei meganoidi - nerdface

Dotata di queste incredibili caratteristiche, Daitarn 3 va avanti, però, per una sola stagione di 40 episodi, più volte riproposta in TV e in diversi formati Home Video. È tuttora tra le più amate e ricordate in Italia, ottenendo pure un posto su Netflix, al contrario di altri più illustri colleghi. Non è difficile capirne il motivo. Seducente, si diceva, e tutti noi ce ne siamo innamorati. Abbiamo perso la testa per il robot, come per Reika e Beauty e anche Haran Banjo all’epoca avrà suscitato più d’una cotta.

La mano di Tomino

Se un’opera riesce a fare questo, vuol dire che qualcuno ci ha messo passione, divertendosi a realizzarla almeno quanto noi a guardarla. Se poi notiamo come l’autore in questione sia Yoshiyuki Tomino, lo stesso di Gundam, opera di ben altro tono, il suo saper portare un registro così diverso non può che essere frutto proprio di quel giocare mentre si scrive e si crea. Grazie per tutto, grazie per tre.

La sigla di Daitarn 3

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Titolo originale 無敵鋼人ダイターン3
Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 1978-1979
Stagioni 1
Episodi 40
Genere Anime
Fantascienza
Mecha
Uscita italiana 1980