Dott.ssa Stranamore | L’amore è un horror coreano

Dott.ssa Stranamore nerdface horror coreani

5 film per un San Valentino realista

5 film per un San Valentino realista. Finalmente siamo giunti alla festa più detestabile dell’anno: quella del regalo a tutti i costi, della ricerca della frase d’amore perfetta su Google, dell’ansia da prestazione. San Valentino, il santo che perse la testa in nome dell’amore multiculturale, approda nel 2021 con un bella gatta da pelare: dove festeggeremo ora, visto che le cene in sovrapprezzo nei ristoranti all you can eat sono vietate? E perché proprio a casa, davanti a cibo a domicilio e film in tema? Che tu sia sola o in compagnia, sembra davvero la soluzione più convincente e, anche se hai voglia di cimentarti in deliziosi manicaretti esotici per la tua dolce metà, resta aperto il quesito su quali film siano più adatti come preludio a un’intensa notte d’amore, da soli o in compagnia. Dopo diverse meta analisi dell’Università della Jacuzia e della Kamchatka, supportate da un team di esperti di psicometria e statistica dell’isola che non c’è, le mie personalità sono finalmente giunte alla definizione del genere cinematografico ottimale per il San Valentino magico di questo anno: l’horror coreano. Basta coi film strappalacrime di gente che, dopo ragionevoli incomprensioni, magicamente si rende conto d’aver sbagliato e torna correndo sotto la pioggia, senza ombrello. Non dovrebbero assolutamente trovarsi nella sezione pellicole romantiche: film con questa conclusione sono inconfutabilmente fantascientifici. Falsi nell’animo. Basta con l’auscultazione di frasi a caso, provenienti da cuori duttili di manichini vestiti anni ’40 che ti dicono che «è vero, sei una rompicoglioni, ma io ti amo lo stesso, anzi posso dire che ti amo proprio perché sei una rompicoglioni».

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Agli uomini non piacciono le persone pedanti. Le ripugnano. Poi, sicuramente, ci amano lo stesso e si fanno andare bene anche le paturnie senza senso, ma non è una giustificazione ai piagnistei. L’Horror è più vicino alla parola amore di quanto possiate immaginare: fa paura. Ogni tanto ti ci butti a capofitto, poi ti rendi conto che non è proprio il momento adatto, perché non hai il coraggio e spegni e tutto e ciao. Oppure lo guardi male, con le dita negli occhi, le orecchie tappate, seduta sul bracciolo del divano. Una volta ho visto un film proiettato in salone dalla cucina, facendo la spola e chiedendo agli amici a che punto fossimo, ogni dieci minuti, rovinando la visione a tutti. Tipo quando litighi col tuo ragazzo e poi decidi che il momento giusto per sfogarsi con le amiche è la loro breve pausa pranzo. Da questo breve aneddoto potete capire perché sono esperta di uomini e pedanteria. La scelta della Corea, poi, non è per omaggiare San Valentino, che sposò il pagano Sabino e la cristiana Serapia, o perché ci piace la cucina orientale. L’horror coreano è molto più credibile per l’ansia. Il male è molto spesso generato dall’interno, non è una forza esterna divina da combattere. È, piuttosto, la reincarnazione in HD del «non sei tu, sono io». Il dolore è una cosa seria, qualcosa di psicologico. Non è la testa mozzata di un campeggiatore che aveva deciso di passare il week-end del plenilunio di sangue coi suoi amici, nel bosco dell’assassino che assassina i campeggiatori. Ci rimettono gli innocenti, non si capisce nulla fino alla fine e chi dovrebbe salvare la situazione passa la metà del tempo decidere il da farsi. Amore allo stato puro. Se, dall’uscita del giapponese Ring, nel 1998, il pubblico si apriva all’Oriente e con esso il cinema, al punto da presentare un remake occidentale 14 anni dopo, nel 2020 la Corea ha sorpassato tutti, sbancando agli Oscar con Parasite, segnando un’apertura non solo al mercato, ma anche al nostro gusto. L’amore fa paura, genera tanta ansia, ci deve prendere nella testa, ma ci deve pure piacere registicamente. Scusate: volevo dire fisicamente. Ecco quindi 5 film horror coreani da guardare a San Valentino, con la scusa dello stringersi un po’ di più, in nome dell’amore.

5. Phone (2002)

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Trama a tratti contorta, per un finale imprevedibile. Una giornalista, a seguito di un’inchiesta sulla pedofilia, è perseguitata al telefono, forse da una delle persone coinvolte. Decide di cambiare numero e di farsi ospitare da un’amica. Per gli amanti dei vocali su WhatsApp.

4. Goksung: la Presenza del Diavolo (2016)

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Conosciuto anche come The Wailing, è ambientato nel villaggio di Goksung, dove si stanno perpetrando diversi omicidi violenti, strani incidenti e possessioni. La colpa è, a detta degli abitanti, di un forestiero. In questo film succede di tutto. Per gli appassionati dell’accanimento delle sfighe.

3. Two Sisters (2003)

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Due sorelle rientrano dopo la permanenza da un istituto psichiatrico e devono fare i conti con la matrigna. Per chi ha dei conti in sospeso con suocere e cognate.

2. Train to Busan (2016)

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Zombie e sopravvissuti in un treno. Sembra una storia normale vista e rivista, in realtà potrebbe essere quello che potrebbe succedere sulla tratta Termini-Fiumicino, in compagnia di gente ordinaria. Al di là del ritardo, una forte critica sociale. Se siete spesso voi a fare un passo indietro per amore, non perdete questo film.

1. Old Boy (2003)

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Il film fa parte della Trilogia della Vendetta, preceduto da Mr. Vendetta (2002) e seguito da Lady Vendetta (2005). Non è propriamente un horror, ma è comunque coreano e la storia è agghiacciante. Un uomo è rapito e rinchiuso in una stanza per 15 anni, senza sapere il motivo. È liberato e sfidato a conoscere la verità. Va visto per cultura personale e anche perché è il film che avrebbe voluto scrivere Tarantino. Soprattutto, sembra la cronistoria di molte relazioni: gente rinchiusa senza un perché. Apparentemente.

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Dott.ssa Stranamore

Valentina Borrelli è una psicologa.
Sui social è nota per Chiedimiperchésonosingle.

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Una guida per l’amore al tempo dei nerd.