Gregory Peck: alla scoperta di un fuoriclasse del cinema

gregory peck è sui tetti di roma - nerdface

Gregory Peck

un ritratto in bianco e nero di gregory peck - nerdface

«Tough times don’t last, tough people do, remember?».

Un fuoriclasse

Attori come Gregory Peck non hanno bisogno di grandi presentazioni, sebbene sia stato vivo in anni nei quali molti di noi non erano ancora nati. La sua fama è perdurata nel tempo, rendendolo un mito. Dotato di fisicità e avvenenza, la faceva da padrone nelle commedie sentimentali, ma nella sua ricca filmografia non mancano western o film d’avventura.

Un innamoramento

Classe 1916, Gregory Peck è figlio di un farmacista imparentato con un attivista politico irlandese. La madre, invece, è un’insegnante d’origine scozzese. Il ragazzo dapprima sceglie la carriera di medico e frequenta l’università, fatto che gli permetterà anche di praticare canottaggio, probabilmente il segreto del suo fisico asciutto e scattante. S’innamora della recitazione solo nel 1938 e molla tutto per dedicarsi all’attività d’attore.

Come lo conoscemmo in Italia

Dopo alcuni ruoli a teatro, è scritturato come protagonista in Tamara: figlia della steppa. La Tamara del titolo è la bellissima Nina Ivanova, la quale interpreta una ballerina del Bolshoi in fuga dai tedeschi, che stanno invadendo l’URSS. Sarà trovata e soccorsa da un gruppo di partigiani e s’innamorerà del loro capitano, ovviamente il nostro Gregory Peck. Uscito nel 1944, in Italia arriverà solo a guerra finita, quindi l’anno nel quale scopriamo l’attore è il 1948.

gregory peck in vespa nella celebre sequenza di vacanze romane con audrey hepburn - nerdface

Da quel momento la carriera dell’attore è tutta in discesa, poiché già al suo secondo film da protagonista, Le chiavi del paradiso, iniziano a fioccare le nomination agli Oscar. Vedere tutte le pellicole nelle quali ha preso parte sarebbe un lavoro enciclopedico: sappiate che l’elenco è lungo e arriva fino al 1991, quando appare in un cammeo in Cape fear, remake di un suo film del 1962. Proprio per questa monumentale produzione abbiamo deciso di concentrarci solo su due film, più vicini alle nostre sensibilità, mettendo per un momento da parte le Vacanze romane che lo resero celebre in Italia e nel mondo.

Il buio oltre la siepe

Il primo è un dovuto omaggio alla scrittrice Harper Lee da poco scomparsa, e si intitola Il buio oltre la siepe, come il romanzo dal quale è tratto. Gregory Peck interpreta l’avvocato Atticus Finch, cui toccherà il compito di difendere il nero Tom Robinson da un’accusa di stupro nei confronti di una diciannovenne. Inutile dire come l’imputato sia innocente e quanto il protagonista dovrà combattere una battaglia legale da un lato, una sociale e contro i pregiudizi dall’altro. Non vi diremo se ne uscirà o meno vincitore, perché molti di voi potrebbero avere il libro sul comodino o essere in procinto di leggerlo.

gregory peck in piedi in tribunale nel buio oltre la siepe - nerdface

Ma di certo, questo lo possiamo dire, Il buio oltre la siepe, il cui titolo originale è To kill a mockingbird, rimane un’opera senza tempo. Se invece di leggere preferite rivedere il film, sappiate che grazie alla sua interpretazione Gregory Peck vince il suo Oscar come Miglior Attore Protagonista; inoltre, la pellicola è stata inserita nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso statunitense.

I ragazzi venuti dal Brasile

Il secondo film è meno importante sicuramente, ma si tratta di una di quelle opere che i nerd di tutte le età dovrebbero conoscere. Gregory Peck interpreta Josef Mengele, il medico nazista che si dedicò ad atroci esperimenti sugli esseri umani nei campi di prigionia. La sua figura è tra le più tragicamente note del nazismo, ma ne I ragazzi venuti dal Brasile assume una connotazione più folle e, se fosse possibile, ancora più inquietante. La trama è molto suggestiva: dopo la caduta di Hitler, Mengele, rifugiatosi in Brasile come latitante, continua i suoi esperimenti; uno, soprattutto, ha lo scopo di far rinascere il Führer.

Un folle esperimento

Non si tratta di incantesimi o di resurrezioni: il protagonista è un folle, ma pur sempre un medico. Usa la scienza, le tecniche di clonazione in particolare. Dunque fa nascere 94 bambini geneticamente identici al terribile capo del Terzo Reich. Da scienziato sa perfettamente che non è solo il codice genetico a dire cosa siamo o cosa diventeremo, quindi affida i bambini a famiglie socialmente simili a quella nella quale Hitler era vissuto. C’è un piccolo problema, però: il Führer aveva perso il padre durante l’infanzia e, perché sia mantenuta la similarità con l’originale, anche i suoi cloni dovranno subire la medesima sorte.

gregory peck è mengele nel film i ragazzi venuti dal brasile - nerdface

Per attuare la sua ricostruzione, così, Mengele ingaggia alcuni suoi vecchi compagni delle SS per far compiere loro 94 delitti. Ma sulla sua strada troverà Ezra Lieberman, celebre cacciatore di nazisti che tenterà di sventare l’allucinante piano del sadico medico. I ragazzi venuti dal Brasile è un film del 1978 e, sebbene risenta degli anni, rimane ancora un valido esempio di suspense e orrore. Per quanto il periodo nazista sia ormai lontano, la pellicola potrebbe riservare anche ai più giovani di voi diversi potenti pugni nello stomaco, soprattutto nel finale, dotato, come molti prodotti dell’epoca, di una sorpresa scioccante.

Non dimenticate Hitchcock

Anche I ragazzi venuti dal Brasile è tratto da un romanzo e l’autore è Ira Levin, già penna di Rosemary’s Baby, a sua volta tradotto in un film per la regia di Roman Polanski. Il consiglio, anche questa volta, è di leggere pure il libro. Gregory Peck s’è spento nel 2003 per una broncopolmonite. È sicuramente un attore molto lontano dai gusti attuali, ma con altrettanta sicurezza possiamo dire che ha impreziosito film a noi più vicini, basti pensare a quelli con Alfred Hitchcock: riscoprirne l’intera filmografia è sicuramente apprezzabile, ma è una cosa che lasciamo agli studenti di cinema. A noi basta meno per rendere omaggio, pur con tutte le limitazioni del caso, alla sua tecnica misurata, ma al contempo vibrante di passione.

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