Michael Berryman: la star del cinema horror

un ritratto in bianco e nero di michael berryman - nerdface

Michael Berryman

michael berryman sorride - nerdface

«Censorship is a strange situation. There was times when people would burn books because they didn’t like what people were doing».

La star dell’Horror

Se il nome di Michael Berryman vi dice poco, lo stesso non vale per i suoi tratti somatici, così caratterizzanti e, purtroppo, derivanti da una malattia genetica che influisce negativamente sullo sviluppo di pelle, unghie, capelli e ghiandole sudoripare. Il suo aspetto peculiare gli ha però aperto le porte del cinema e della televisione e l’attore è stato spesso ingaggiato in produzioni anche molto importanti, fin dagli esordi della sua carriera.

Un esordio col botto

Il genere di riferimento è spesso l’Horror e la serie è la B, che come sapete è capace di regalare piccole perle agli appassionati. L’esordio di Michael Berryman è, però, di quelli destinati a rimanere nella storia del cinema, poiché è nel cast di Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), uno dei migliori film della storia, che ha il non facile compito di trattare il tema della malattia mentale e dei manicomi.

Le colline hanno gli occhi

Nello stesso anno Michael Berryman è presente anche in un altra pellicola di ben altro e minore spessore: un adattamento cinematografico dell’eroe dei fumetti pulp, Doc Savage: l’uomo di bronzo. Passano altri due anni e arriva il ruolo, da cattivo ovviamente, che lo renderà famoso per la maggior parte del pubblico. Nel 1977, infatti, esce Le colline hanno gli occhi, di Wes Craven.

michael berryman nel cult le colline hanno gli occhi - nerdface

La storia narra di una famiglia di mutanti cannibali e del gruppo di sfortunati che la incontra per un fortuito caso del destino. Il film segue uno schema classico degli horror, anche se probabilmente contribuisce non poco a stabilire un canone, pure per problemi di produzione annessi. Il più grave coinvolge lo stesso Michael Berryman il quale, non essendo dotato di ghiandole sudoripare e dovendo girare nel deserto a temperature molto elevate, dovette ricorrere a contromisure efficaci per non rischiare di lasciarci, letteralmente e non, la pelle. Il risultato è di sicuro valore e una delle scene della pellicola che lo vede protagonista, l’assalto alla roulotte, è finita di merito tra le 100 scene più terrificanti dei film. Inutile dire che Michael Berryman sarà anche nel sequel.

Gli inevitabili passi falsi

Passando, invece, ai passi falsi, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. Possiamo iniziare da The guyver (1991). Il film è l’adattamento a Stelle & Strisce di un manga molto noto in Giappone all’inizio degli anni ’90 e gode ancora oggi di un discreto numero di ammiratori. Sappiamo bene cosa succede quando gli americani mettono mani a un manga e The guyver non fa eccezione…

michael berryman se la prende con un giapponese in the guyver - nerdface

Tralasciando gli effetti ben poco speciali, che per l’epoca avrebbero potuto anche essere accettabili, dove la pellicola rivela la sua natura da direct to video è nel ritmo e nella sceneggiatura poco ispirata. Non mancano, comunque, nomi di richiamo, come quello di Mark Hamill, in uno dei suoi peggiori ruoli secondari. Scavando ancora più, fino a raschiare il fondo del proverbiale barile, troviamo Double dragon (1994), pellicola ispirata al celebre videogioco. Anche quando gli americani mettono le mani sui videogame sappiamo cosa di solito ne esce (tipo Super Mario…) e anche in questo caso le nostre attese non sono disilluse da una sceneggiatura terribile e da una recitazione non pervenuta. Si registra la presenza nel cast di Alyssa Milano, che però non valeva e non vale ancora oggi la tortura di una visione completa.

The barbarians

Intendiamoci: i due esempi sopra non li consideriamo trash, ma semplicemente film in cui si nota troppo la pigrizia creativa e la povertà di mezzi. Viceversa, apprezziamo il lato grottesco di un altra pellicola che ha visto la partecipazione di Michael Berryman e che inseriamo di diritto nelle Buste. Stiamo parlando di The barbarians (1987), film che vi consigliamo di recuperare per vedere cosa può succedere quando il Fantasy incontra uno spot televisivo per la birra, come ebbe a definirlo Donald C. Willis, nel suo quarto compendio sui film horror e sci-fi.

La televisione

Certo, in mezzo agli estremi tracciati sopra, tra opere che hanno vinto tutto e pellicole che si cerca di dimenticare a ogni costo, troviamo più di un gioiello. La donna esplosiva (1985), ma anche Ritorno alla quarta dimensione (1985), sebbene la Serie B sia pure troppo alta per quest’ultimo. C’è pure parecchia televisione, con partecipazioni ad Alf, X-Files, Star Trek: the Next Generation e fino alla declinazione zombi della Asylum, Z Nation.

michael berryman in star trek - nerdface

Tanti piccoli ruoli (in alcuni casi non così piccoli) per un attore che certo non sarà mai poliedrico, ma che sulla sua riconoscibile e stereotipata fisicità ha fondato la sua fortuna e, non a caso, è ancora tra i più amati attori di genere. I fan non perdono infatti occasione per manifestargli il loro affetto durante le numerose convention alle quali è ancora invitato. Come una star, come si merita.

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