John Goodman: i tanti ruoli di un attore versatile

john goodman con espressione annoiata si tiene la testa tra le mani - nerdface

John Goodman

«Believe me, nobody likes to loaf more than me».

Una questione di sguardi

Il volto di John Goodman divenne famoso qui da noi più o meno nel 1990, anno nel quale fu trasmessa in Italia la sit-com Pappa e ciccia. Ideata da Roseanne Barr, che ne è co-protagonista nella parte della moglie del personaggio interpretato da John Goodman, Pappa e ciccia riscosse subito un certo successo. I motivi? È presto detto: con estremo realismo mostrava la vita di una famiglia della classe operaia, sempre alle prese coi conti da saldare e nella quale non tutto era rose e fiori.

Una sit-com impegnata

John Goodman e Roseanne Barr condividevano, poi, anche un fisico imponente, ma non era il centro delle battute che invece, a volte taglienti altre più scontate, volgevano lo sguardo a ben altro. In più, sempre con un occhio alla vita vera, Pappa e ciccia si occupava spesso di temi d’interesse sociale, come l’omosessualità o il sesso adolescenziale, per una rappresentazione che non disdegnava tinte più agrodolci.

Dal piccolo al grande schermo

La serie ebbe un successo strepitoso e molti attori del cast saranno presi da Chuck Lorre, l’autore, e trasferiti in The Big Bang Theory. Tra questi, però, non John Goodman la cui carriera proseguì principalmente sul grande schermo, dov’era presente già da tempo e in diversi i film, tra cui segnalo La rivincita dei nerds (1984).

john goodman e roseanne barr si abbracciano - nerdface

Saranno moltissimi i ruoli che vedranno via via John Goodman chiamato a ruoli che renderà indimenticabili. Il primo a venirmi in mente è Aracnofobia, nel quale interpreta un disinfestatore con un particolare feticismo per i suoni «scrocchiarelli». Ovviamente la parte per la quale i più giovani lo ricordano è quella di Fred ne I Flintstones (1994), il live action ispirato ai famosi cartoni animati di Hanna & Barbera, parte che fu rifiutata da molti per mancanza del phisique du role. Il film non sarà mai ricordato come un capolavoro, ma non riusciamo a considerarlo un passo falso di John Goodman, semmai una parentesi più leggera dopo ruoli in film più riusciti.

Fratelli Coen & Co.

È il caso, per esempio, di Barton Fink (1991) dei fratelli Coen e al fianco di John Turturro. I due saranno di nuovo sul set assieme per quel cult de Il grande Lebowsky (1998), sempre diretti dai fratelli Coen, coi quali tornerà sul set in Fratello, dove sei? (2000).

john goodman punta la pistola in una delle scene più divertenti del grande lebowski - nerdface

Tra i due, anche la partecipazione a Matinee (1993), di John Dante, e ai flop veri, questi sì, I rubacchiotti (1997), tratto da un libro di racconti per bambini dal quale negli anni ’80 era stato tratto un cartone animato che ci ricordiamo giusto io e un altro paio di persone, e Blues Brothers 2000 (1998), di John Landis, un film particolarmente divisivo tra chi lo ama, pur riconoscendolo inferiore all’originale, e chi invece lo odia poiché in esso non ha ritrovato proprio lo spirito del capolavoro originale.

Le tante facce di John

Si potrebbe pensare che John Goodman dia il meglio di sé in ruoli comici ma, se si osserva con più attenzione, è possibile notare la sua capacità di mostrare una  vena di follia omicida in grado di scatenare brividi lungo la schiena, a volte solo attraverso un solo sguardo. La si può vedere benissimo in 10 Cloverfiled Lane (2016), pellicola in parte sequel e in parte spin-off dell’universo di Cloverfield, di J J Abrams.

john goodman sul set di 10 cloverfield lane - nerdface

John Goodman interpreta un uomo dalle diverse sfumature di carattere, cui non manca anche un buona dose di follia paranoica: il suo sguardo, tra il malinconico e il furente, regge perfettamente una trama tutta da scoprire. Questa capacità di destreggiarsi in ruoli comici e drammatici, in parti ridanciane o più raccolte come quella del dirigente della Monarch nel MonsterVerse in generale e in Kong: Skull Island (2017) in particolare, o parti più impegnative come nel biopic The Babe: la leggenda (1992), sulla vita del campione di baseball Babe Ruth, o in The artist (2017), film muto in bianco e nero che ha fatto incetta di complimenti e premi.

Il futuro

John Goodman ha dimostrato nella sua carriera di poter fare quel che vuole, data la sua versatilità e la capacità di non essere rimasto incollato allo stesso ruolo. Convinti di vederlo ancora macinare film su film, vi ricordo altre pellicole da recuperare, come Argo (2012) e Atomica bionda (2017). Infine, è impossibile dimenticare il suo lavoro da doppiatore per Disney, in Monsters & Co. (2001) e Cars (2006).

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