L’attacco dei giganti: l’arco e le freccia cremisi | Recensione

un gigante muscoloso e dagli occhi di luce verde sta sollevando qualcosa di molto pesante - nerdface
locandina ufficiale de l'attacco dei giganti l'arco e la freccia cremisi - nerdface

Il voto di Nerdface:
3.5 out of 5.0 stars

Titolo originale 進撃の巨人」前編~紅蓮の弓矢~
Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 2014
Durata 90 minuti
Uscita 12 e 13 Maggio 2015
Genere Anime
Fantasy
Post-apocalittico
Regia Tetsuro Araki
Sceneggiatura
Character design
Musiche Hiroyuki Sawano
Produzione
Distribuzione Nexo Digital
Doppiatori originali

Il voto di Nerdface:
3.5 out of 5.0 stars

«Combatti, combatti, combatti!»

Ci siamo sempre chiesti se sarebbe mai arrivato il giorno in cui anche le generazioni più giovani avrebbero vissuto il loro trauma da formazione nerd, in tempi edulcorati e così corretti come questi.

Traumi

I bambini e i ragazzi di oggi avrebbero mai potuto vantare un giro di boa rappresentato, per esempio, dalla morte di Artax, lo «stupido cavallo» di Atreju de La storia infinita, con l’occhio pallato mentre affonda nelle sabbie mobili della Palude della Tristezza? O dal suicidio del cagnolino imbottito d’esplosivo in Kyashan, un anime che ha fatto la felicità, in questo caso sì, di migliaia di psicoanalisti in tutto il mondo? Oppure come l’angosciante fine della scarpetta immersa nella salamoia, in Chi ha incastrato Roger Rabbit?.

un gigante si sta avvicinando da dietro du abitazioni - nerdface

Scene cariche d’angoscia, a volte del tutto inaspettate e per questo ancora più deflagranti, quando si vedono la prima volta; profonde nei segni lasciati negli anni a venire come solo un aratro in un terreno morbido e argilloso potrebbe fare. Per fortuna, però, si può sempre contare sul Giappone, paese fertile di manga per ragazzi da scioccare e traumatizzare.

L’anime tratto dal manga dei record

Crediamo sia stato questo il pensiero di quei genitori che hanno avuto l’ardire di portare in sala i propri figli, chissà, forse per forgiarli con L’attacco dei giganti: l’arco e la freccia cremisianime tratto dall’omonimo manga di Hajime Isayama, la cui prima edizione è del 2009, in Italia invece del 2012, capace d’aver raccolto un successo incredibile, in patria come all’estero.

Sotto assedio

In un futuro naturalmente distopico, l’umanità vive asserragliata all’interno di città concentriche protette da mura altissime e possenti. Servono a tenere lontani i giganti, responsabili dello sterminio della razza umana. Questi esseri sono classificati in altezza e sono apparsi improvvisamente, ingurgitando ogni uomo, donna o bambino si parasse di fronte ai loro passi; non mostrano particolare intelligenza, si aggirano nudi ed emettono gemiti piuttosto incomprensibili.

Come gli Angeli

Insomma, non ci si può discutere. L’attacco dei giganti: l’arco e la freccia cremisi  ricorda molto da vicino lo scenario di Neon Genesis Evangelion, altro anime cult anni ’90 nel quale la comparsa degli Angeli era apparentemente immotivata, ma ugualmente distruttiva.

il protagonista è inginocchiato sulle mura della città e bede apparire l'enorme testa scarnificata di un gigante - nerdface

L’ambientazione de L’attacco dei giganti: l’arco e la freccia cremisi, però, è differente. Il futuro immaginato è una sorta di Medioevo europeo, nel quale alcune spartane nozioni tecnologiche sono rimaste, come testimoniato dall’armamento del corpo di guardia deputato a difendere le mura della città-stato. I soldati, infatti, utilizzano delle ingombranti imbracature metalliche dotate di rampini, con le quali, coadiuvati da una sorta di propulsore a gas, possono volteggiare tra i torrioni e i palazzi, pronti a sferrare fendenti sull’unico punto debole dei giganti, la nuca. Un tocco steampunk leggero, ma interessante.

Un attacco inaspettato

La vicenda del protagonista, Eren Jaeger, prende quota quando un titano colossale appare improvvisamente davanti alle mura più esterne della città, sfondando il portone corazzato usato per accedere alle zone esterne, esplorate con la finalità d’apprendere più informazioni possibili sui nemici dell’umanità. Dalla breccia entreranno giganti in quantità e semineranno morte e distruzione. Se già l’atmosfera soffocante e claustrofobica de L’attacco dei giganti: l’arco e la freccia cremisi, densa come le mura di cinta della sua città, poteva essere sufficiente a non mettere a proprio agio il pubblico, da questo momento in poi l’anime diventa disturbante.

I giganti

giganti sono rappresentati con linee più affilate, molto simili a quelle già viste in Berserk o, andando ancora più indietro nel tempo, in Devilman. Hanno dentature esagerate e asimmetriche, in alcuni casi testoni e pance prominenti. Il terrore nei volti delle persone, il panico e il caos, tra sangue in quantità, detriti e massi lanciati a schiacciare vittime innocenti, hanno come contrappunto le tante scene nelle quali la regia indugia, con una certa dose di sadismo, sui vari pasti a base di carne umana dei giganti.

Nemici inarrestabili

Gargarozzi gonfi, piedi e mani mozzate all’ultimo morso, teste che spuntano dalle mascelle possenti di un nemico inarrestabile: già questo sarebbe sufficiente per formare e temprare lo spirito della nuova generazione. Poi arriva la scena in cui Eren Jaeger prova a salvare la madre e capiamo come un nuovo esercito di terapisti è pronto a ingrassare i portafogli.

il protagonista è nella bocca di un gigante, ma sembra abbia capito che il suo destino sarà quello di essere inghiottito - nerdface

Da questo momento in avanti, la storia segue le squadre dei soldati, nei quali Eren Jaeger si arruola, insieme alla sorella e al suo migliore amico. E proprio quando tutto sembra perduto, tra morti atroci e sacrifici in pieno stile nipponico, il protagonista sarà il fulcro di un colpo di scena destinato a cambiare le sorti dell’umanità. L’attacco dei giganti: l’arco e la freccia cremisi è un buon film d’animazione.

Una metafora del presente

È disturbante, claustrofobico e disegna uno scenario capace di restare impresso. La lunghezza della proiezione è probabilmente l’aspetto più negativo di questo anime, nel quale il refrain dello spirito al sacrificio estremo in favore anche della semplice speranza di una vittoria è ripetuto talmente tante volte, da risultare quasi ridicolo. Con una mezz’ora in meno sarebbe stato ugualmente efficace, ma in ogni caso vale la pena vederlo: la rappresentazione di una società perennemente accerchiata, in uno stato d’assedio permanente, rimanda in modo metaforico ai nostri giorni e non crediamo si tratti di una semplice coincidenza.

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Titolo originale 進撃の巨人」前編~紅蓮の弓矢~
Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 2014
Durata 90 minuti
Uscita 12 e 13 Maggio 2015
Genere Anime
Fantasy
Post-apocalittico
Regia Tetsuro Araki
Sceneggiatura
Character design
Musiche Hiroyuki Sawano
Produzione
Distribuzione Nexo Digital
Doppiatori originali